Mezzogiorno Federato, l’idea di un meridione protagonista

Mezzogiorno Federato, il movimento che si muove sull’idea di un meridione protagonista dello sviluppo del Paese e che nasce dalla provocazione di Claudio Signorile contenuta in un suo saggio, si è presentato a Roma con una Assemblea Nazionale supportato da diversi movimenti con radicamento nei territori meridionali, ma anche in Sicilia con in prima fila Salvatore Grillo e Unità Siciliana.  In questa occasione hanno lanciato alle forze politiche, economiche e sociali del Paese la proposta di porre al centro del loro impegno la scelta di guardare al Mediterraneo come luogo strategico per la ripresa del Paese. “In questo mare, luogo dove storicamente si sono incontrate e scontrate popolazioni diverse, oggi confluiscono e si incrociano interessi, tecnologie e culture di tutti i continenti e, in questo scenario, è possibile ed utile confrontarsi come parte dell’Europa Comunitaria, della sua civiltà e della sua economia”, così si pronunziano nella mozione conclusiva nella quale sostengono anche che è necessario che il Mezzogiorno faccia “sistema” candidandosi a divenire motore dello sviluppo dell’economia nazionale mentre lo Stato dovrà muoversi operando la riunificazione sostanziale del territorio attraverso il riequilibrio delle infrastrutture e dei servizi, rendendo il nostro sud moderno e attrattivo. Lavorare politicamente, quindi, per rendere l’Italia piattaforma dell’Europa nel Mediterraneo, protagonista nel sistema di interscambio con l’oriente estremo, ma capace anche di aprirsi ad un incontro con il continente africano ed il Medio Oriente, ruolo che il nostro Paese può esercitare grazie alla centralità del suo territorio, alla grande capacità di produzione e innovazione dell’industria manifatturiera e alla forza della sua struttura sociale e culturale. Quindi Prima il Mezzogiorno, ma per rendere ancora una volta prima l’Italia.

Poi affermano di essere Pronti a scendere in campo e si mobilitano per i referendum a favore del si.

In questa assemblea, che è stata presieduta da Salvatore Grillo, i lavori sono durati 7 ore, senza interruzioni, sono stati introdotti da una relazione di Claudio Signorile e si sono avuti più di trenta interventi tra i quali quelli di illustri ospiti i quali, anche da remoto, hanno interloquito con i temi provocatori posti dagli organizzatori.  Tra questi  il ministro per le Autonomie, Mariastella Gelmini, il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, il viceministro delle Infrastrutture, Teresa Bellanova e il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

“Nel vostro manifesto – ha detto Gelmini – ci sono tante cose buone, ma non ritengo superato l’impianto regionalista che la Costituzione ci assegna e la necessità reale di una collaborazione tra lo Stato centrale e le Regioni. Ed ha anche ricordato l’impegno per il sud recentemente dichiarato dal Governo a Sorrento e il suo lavoro per accrescere le autonomie differenziate. Su questi punti per Signorile l’occasione di Sorrento si è rivelata “inutile nelle sue conseguenze, perché c’erano il Governo e le imprese, ma non c’erano le Regioni che sono la realtà che hanno i poteri normativi sull’energia, sul sistema dei trasporti e sulle infrastrutture” mentre Grillo ha sottolineato come l’autonomia differenziata debba venire dopo l’approvazione di una grande piano di investimenti che renda il sud competitivo, come il nord, per infrastrutture e servizi. Di infrastrutture e del loro “ruolo cruciale” ha parlato anche la viceministra Bellanova: “Siamo tutti consapevoli del divario della dotazione infrastrutturale del Mezzogiorno e quella di altre aree del Paese, per qualità e quantità”.  Il Presidente della Regione Calabria ha concordato sul fatto che la cui visione di “un Mezzogiorno federato è utile per raccontare agli investitori le opportunità del territorio e che iniziative come questa sono utili a far crescere la consapevolezza che davanti a noi si aprono scenari che mai ha sperimentato il Mezzogiorno.

L’assemblea ha aggiornato i suoi lavori ad altri appuntamenti itineranti, nelle varie regioni, per allargare il consenso e avere una partecipazione sempre più vasta di cittadini.  Un impegno ad esserci nel dibattito politico dei prossimi mesi e nel confronto elettorale per il rinnovo delle Camere.  

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