On. Pullara: La paura di perdere la poltrona ha trasformato i ruggiti in silenzio. La nostra libertà ci rende non ricattabili e ci consente di suggerire a Musumeci di ricercare il consenso dei siciliani con le azioni da fare, senza commettere errori di presunzioni su future ricandidature

Nei giorni scorsi,  autorevoli rappresentanti di partiti che sostengono il governo Musumeci hanno messo in dubbio la ricandidatura del Presidente Musumeci, arrivando addirittura a non presentarsi alla riunione di maggioranza indetta dallo stesso Presidente.

Sono le parole dell’On. Carmelo Pullara  Presidente e segretario politico organizzativo di “ONDA” Movimento Popolare Regionalista”.

Ci era parso un atteggiamento da leoni.

Ieri, però, – prosegue Pullara -in una lunga intervista il Presidente, ritornando sull’argomento della propria ricandidatura, non ha lasciato spazio ad interpretazioni dicendo testualmente: “io ricandidato? Chi avesse avuto dubbi, avrebbe lasciato la giunta”.

La paura di perdere la poltrona ha trasformato i ruggiti in silenzio tombale.

L’aut aut di Musumeci ha messo in evidenza la consistenza politica di taluni partiti che sostengono questo governo e la caratura dei rispettivi responsabili.

L’avevamo predetto subito dopo la Finanziaria in un lungo intervento pubblico quando ci siamo meravigliati delle critiche a Musumeci da parte di chi, seduto in comode poltrone, ha gestito e co-gestito con Musumeci tre anni e mezzo di legislatura.

Noi leoni eravamo e leoni restiamo. Non siamo in Giunta, né siamo interessati; coerentemente, continuiamo ad essere nella coalizione di centro destra avendo contribuito ad eleggere Musumeci Presidente.

Tuttavia, non rinunciamo ad esprimere le nostre idee ed anche critiche perché non abbiamo paura di perdere nulla in quanto siamo uomini liberi e non ricattabili.

Suggeriamo a Musumeci,  – continua il deputato regionale – piuttosto che pensare ad una ricandidatura,  tra l’altro venendo meno a un preciso impegno sbandierato in campagna elettorale e cioè quello di fare solo un mandato, di concentrare le proprie energie su come fare ripartire l’economia e in una migliore gestione della pandemia a partire dalle vaccinazioni, ma anche la sanità ordinaria, anziché pensare ad una ricerca spasmodica di una ricandidatura.

Una ricerca del consenso, tra l’altro, fatta dal Presidente Musumeci cercando il beneplacito dei vertici di partito, spesso, rivolgendosi a quelli romani piuttosto che locali. Anche lì, contravvenendo ad uno degli slogan della campagna elettorale che voleva punto di riferimento per la Sicilia lui e il suo movimento.

Il Presidente Musumeci farebbe bene a mio modo di vedere a ricercare il consenso dei Siciliani con le azioni da fare, o come dice lui da completare da qui a fine mandato.

Ma soprattutto, riprendere il rapporto con la base, con i territori, con le forze sociali, con le categorie produttive anziché subappaltare la gestione della politica amministrativa nelle diverse province a rappresentanti politici, peraltro gratificati già dall’essere in Parlamento attraverso il meccanismo del listino. Ed invece, ancor più gratificati dal Presidente con l’ascolto e l’assecondare i desiderata, ed oggi per tutta risposta ricalcitranti.

Le province  – sottolinea  Pullara -sono nello stesso stato in cui erano all’insediamento come la burocrazia regionale, la situazione dei rifiuti, la situazione precaria nella sanità, nonché la formazione. E l’elenco potrebbe ben continuare.

I risultati, ad oggi, parlano chiaro e le azioni, sia del Presidente, sia di coloro i quali il Presidente ritiene dare ascolto, sono sotto gli occhi di tutti.

Fuori dal Palazzo la gente guarda, soffre, aspetta ed è pronta a presentare il conto di questa legislatura a questo governo.

Non si commetta  – conclude Pullara – l’errore di presunzione di sottovalutare l’ipotesi che tra bere e affogare, quest’ultima possa essere più dignitosa.

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