1717 – Un uomo qualunque – di Gian Joseph Morici

Beni Mester copertina

Tratto dal romanzo “1717 – Un uomo qualunque”

Tu sei un pregiudicato. Ti hanno trovato con una valigia piena di droga e al processo hai patteggiato la pena”.

Chi lo accusa è la sua donna. Quella che lui credeva lo amasse. Adesso non sa più se questa storia gli appartiene, se veramente l’ha vissuta o se è stato solo di un sogno a volte bello, a volte brutto, dal quale non si è mai risvegliato.

Quello che sa con certezza è che tante cose dette sulla sua persona erano frutto di pura fantasia.

Tutto ciò che invece si sarebbe potuto dire, nessuno aveva mai avuto modo o il coraggio di dirlo. Era giunto il momento di fare chiarezza, affinché domani sua figlia potesse dire – nel bene e nel male – questo era mio padre!

Giorgio Ricci era l’uomo dai mille volti, quello che ognuno credeva di conoscere e che in verità nessuno conosceva.

Collearso, poche decine di migliaia di anime arroccate sul colle di fronte al mare sul quale si specchiano azzurre falesie incastonate tra antichi ruderi.

La vita pulsa d’antico, un antico che sa di morte, di silenzi, di partenze e di drammi.

La macchina procedeva lungo lo scorrimento veloce. Quella che era stata una lunga giornata che avrebbe cambiato l’esistenza di Giorgio, era finita. Che liberazione sentire lento il nodo della cravatta, mentre il colletto, della camicia, non più bianco, seppur ancora umido di sudore, sembrava non serrare la pelle irritata del collo.

Giulia, seduta accanto, fumava la sua sigaretta. Boccate aspirate quasi con bramosia, dopo un’intera giornata trascorsa senza avere un attimo di solitudine per poter fumare lontana da occhi indiscreti.

Nonostante non fosse più una bambina e nonostante quel giorno Giulia avesse sposato Giorgio, il padre non avrebbe sopportato di vederla fumare.

Ufficialmente lui non sapeva che la figlia fumasse, anche se Giorgio pensava facesse solo finta di non sapere. A volte i genitori si sforzano di non vedere nei figli ciò che può causare dispiacere. Un metodo un po’ stupido per prendersi in giro.

L’albergo era poco distante da Collearso. Avevano deciso di non dire a nessuno che sarebbero rimasti lì, a pochi chilometri da casa, per evitare che amici e parenti potessero far loro quegli scherzi stupidi che si fanno agli sposi la prima notte di nozze. L’indomani sarebbero partiti da Palermo e imbarcata l’auto sarebbero arrivati a Genova, da dove avrebbero proseguito il loro viaggio di nozze. Fino all’ultimo momento lui aveva provato a convincerla a visitare la Scozia, ma lei non ne aveva voluto sapere.

– “Tu stai già pensando ad andare a caccia – aveva detto – mentre io resterei in albergo ad aspettare te che rientri dalla tua battuta. Eh no bello mio. Questa volta non mi freghi.

Il mio viaggio di nozze lo farò in Italia. Del resto, sono tutti posti che non ho mai visto”… 

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Baoying Sinossi: 

Giorgio Ricci si è appena lasciato con Silvia, la donna con la quale aveva una relazione da diversi anni. All’amarezza di un rapporto terminato dopo anni, si aggiunge un’accusa, ingiusta.

La vicenda è ambientata a Collearso, piccola cittadina siciliana di provincia.

Sangue, paure, sesso, giornalismo, spionaggio, sentimenti, cinismo, fragilità e adrenalina, sono gli ingredienti della vita di un uomo apparentemente normale, come potrebbe esserlo il vostro vicino di casa.

Rapporti umani, politica, corruzione, fallimenti economici, ma anche strani personaggi legati alla malavita locale, oltre soggetti come Jo, un americano legato al mondo dei servizi segreti americani, per un noir mediterraneo, nel quale è difficile distinguere il confine tra realtà e fantasia nelle storie di terrorismo, mafia, malapolitica, spionaggio, vissute in buona parte in una cittadina di provincia dal nome Collearso.

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