E la monnezza resta in strada

rifiuti 1Allora, tento la mission impossible: riassumere la situazione sulla monnezza a Roma, in meno di tremila pagine.
All’inizio fu Cerroni. proprietario di Malagrotta e di vari impianti a vario titolo utilizzati dal Comune di Roma, ha sempre tenuto per le palle le amministrazioni, dato che per liberare Roma dai rifiuti, in attesa della mai avvenuta separazione, l’unica soluzione era buttarli a Malagrotta, la discarica più grande d’Europa, di proprietà del Cerroni.
Alla fine il Sindaco Marino riesce a chiudere Malagrotta, MA, per trattare i rifiuti di Roma prima di spedirli altrove a costi esorbitanti, sono necessari almeno QUATTRO impianti per separare le 5.000 tonnellate di monnezza quotidiane, e l’AMA ne ha solo due: Rocca Cencia (inaugurato da pochissimo, già al centro di inchieste giudiziarie e che funziona a scrtamento ridotto) e Salaria.
Chi è che possiede altri due tmb? Guarda caso sempre Cerroni, e quindi siamo da capo a dodici, il Comune di Roma che dipende da Malagrotta, e ogni tanto gli impianti purtroppo infatti hanno problemi e quindi basta girare una manopola per aumentare o abbassare il livello di monnezza a Roma.
Inizio 2014, all’AMA arriva un nuovo AD, Fortini, il quale si rende conto della situazione in cui si trova e per evitare di andare in galera comincia a raccogliere dossier sulla situazione dell’AMA, sugli affidamenti senza gara, sulle pressioni politiche, e li porta in pretura.
Da alcuni suoi dossier partono indagini ancora in corso. Insomma pare che Fortini voglia fare finalmente piazza pulita dei legami torbidi tra AMA e fornitori, Cerroni in primis.
Chi è in AMA da dieci anni, seppur come consulente, la responsabile del controllo degli impianti? L’attuale assessore Muraro, che è pagata come un dirigente, fa due cause all’AMA per avere 250.000 euro a vario titolo che l’AMA (cioè Fortini) non le vuole dare, e che comunque mentre il suo capo porta dossier in procura lei a parte preoccuparsi della sua retribuzione (giustissimo) non segnala nessuna anomalia all’attenzione della procura.
Come detto prima, l’AMA deve comunque portare i suoi rifiuti da qualche parte, fa dunque delle gare per l’affidamento della mondezza trattata, e per due volte vince una ditta che ha tra i suoi consulenti….la Muraro!
Quindi la Muraro prende i soldi dall’AMA, e da una ditta che vince una gara con l’AMA?
Strano? Boh, che ne so io, mica so’ un moralizzatore pentastellato.
Arrivano le elezioni, il M5S è in ottima posizione per vincere, e ancora prima che la Giunta venga nominata la Muraro, assessore in pectore, convoca una segretissima riunione tra lei, il deputato Vignaroli (uno del Direttorio della Raggi e compagno di una nota senatrice pentastellata), ma soprattutto membro del comitato CONTRO Malagrotta e….la Colari.
Aspetta un attimo. Ma Malagrotta non era il demonio? Perché un deputato pentastellato, una consulente dell’AMA, azienda che sta cercando disperatamente di liberarsi della schiavitù da Cerroni, e un rappresentante di Cerroni si incontrano?
Perché a parte le chiacchiere, i pentastellati sono disperati, sanno che se non liberano rapidamente Roma dalla mondezza sarà un casino, e quindi fanno l’unica cosa possibile per loro, ossia un patto infernale con Cerroni per farsi dare una mano.
Neanche hanno iniziato, e già la realpolitik prende il sopravvento.
Poi però la pressione mediatica e politica si fa forte, e la Muraro, che a occhio non deve essere una gran furbona, appena nominata decide di fare un blitz in “diretta streaming” e con la Raggi, vestite da netturbini, corrono a Rocca Cencia (impianto AMA) per ordinare a Fortini di portare subito i rifiuti all’impianto di Cerroni.
Fortini, che secondo me qualcosa si è letto, a differenza di altri, risponde picche.
Perché secondo lui (e temo abbia ragione) portare SENZA gara i rifiuti ad un impianto sotto inchiesta dalla magistratura significa andare in galera.
Quindi, cari amici, Roma non sarà “ripulita entro mercoledì” (era un mercoledì di un mese fa…) come disse la Muraro, perché Fortini si è rifiutato di fare una cosa illegale, che avrebbe favorito Cerroni, uno che tiene per le palle il comune da decenni.
La Muraro intanto ha una quantità di conflitti di interessi che il M5S se non fosse una della parrocchietta strepiterebbe da mane a sera: consulente AMA, consulente di un fornitore AMA, fa causa all’AMA, chiede all’AMA di fare una cosa illegale a favore di un fornitore che ha incontrato – senza avere nessun mandato – insieme ad un deputato della Repubblica.
E intanto la monnezza? Per strada.
Aridatece Andreotti.

Rodocarda

 

 

 

 

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