Caso Marò – L’India minaccia

maròLa Delegazione di Parlamentari italiani usciti dal letargo dopo 24 mesi è andata in gita in India considerando che non ha incontrato nessuna delle Autorità indiana, tutte in vacanza essendo festa nazionale, ricorrenza di cui nessuno aveva tenuto conto, forse nemmeno l’Ambasciatore Mancini ed il MAE.

I parlamentari sono rientrati in Italia e per tutta risposta alla loro visita il giudice speciale della Session Court di New Delhi, Darmesh Sharma, sicuramente impressionato ed intimorito da cotanta presenza politica italiana, ha convocato i legali di Latorre e Girone in quanto la pubblica accusa vorrebbe trasferire a lui la tutela giudiziaria dei due Fucilieri di Marina.

Una richiesta già avanzata in due precedenti udienze ma rigettata dai difensori indiani perché non erano stati ancora formalizzati i capi di accusa e perché esisteva ed esiste il rischio che la NIA intenda portare avanti l’accusa utilizzando legge Sua Act che obbliga l’applicazione della pena di morte.

Nell’udienza di domani pomeriggio, come riferisce l’ANSA, gli avvocati ricorderanno che in Corte Suprema e’ stato presentato giorni fa un ricorso riguardante “l’inaccettabilita’ dell’assenza dei capi di imputazione” e “la possibile utilizzazione del Sua Act, legge non contemplate dalle direttive che la stessa Corte diede lo scorso anno” quando parlo’ di “indagini rapide, per cui chiederanno di attendere che sia depositato il rapporto investigativo.

Esiste, in ogni caso, il rischio che il Tribunale non accetti la richiesta difensiva ma accolga quella della pubblica accusa, per cui Massimiliano e Salvatore potrebbero essere sottratti alla custodia giudiziaria dell’Ambasciata cadendo per loro ogni garanzia di libertà fisica.

Una nuova minaccia, dunque, si profila all’orizzonte, guarda caso immediatamente a seguire l’affermazione del nostro Ministro degli Esteri Bonino che con approccio diplomatico ha oggi sancito “la scarsa affidabilità dell’India” con un’Agenzia di Stampa sicuramente arrivata in tempo reale a Delhi !

Fernando Termentini

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