Giuseppe Arnone come il cuculo?

Agrigento – Il cuculo è un uccello noto per la caratteristica che ha di deporre il proprio uovo nel nido di altri uccelli. Una volta che l’uovo si schiude, il piccolo cuculo, con l’aiuto del dorso, si sbarazza delle altre uova e dei piccoli presenti nel nido e, ingannando i genitori adottivi, si fa accudire come fosse il loro pulcino (nella foto un piccolo di cuculo imbeccato da una cannaiola).

Una volta adulto, abbandona il nido, e la coppia parassitata, per continuare la sua vita da cuculo.

Un giochino che già in passato ad Arnone è riuscito, quando si candidò con Rifondazione Comunista, salvo poi una volta eletto lasciare tutti con un palmo di naso.

Che Arnone avesse delle mire su Agrigento Bene Comune (lista formata Sel, Idv e Federazione della sinistra), lo avevamo già anticipato ai nostri lettori. Così come vi avevamo anticipato che lo scoglio più difficile da superare sarebbe stato quello di Lillo Miccichè (clicca qui).

Dopo aver fatto l’occhiolino al candidato sindaco di Agrigento Bene Comune,  definito come “l’ottimo Giampiero Carta”, e al “moderato” Hamel, segretario provinciale di Idv, il buon Peppino riprova a fare il giochino del cuculo.

Candidato sindaco senza una lista in appoggio, ecco che pensa bene di lanciare la sua proposta alla lista Agrigento Bene Comune – udite… udite…  – “affinchè questa possa superare la soglia di sbarramento.”

A darne notizia, il giornale agrigentonotizie.it, che riporta la proposta di Arnone di far candidare nella succitata lista “personalità vicine a lui, e precisamente, di Legambiente. Claudia Casa sarebbe la candidata al Consiglio di punta avanzata da Arnone insieme ad altre personalità dell’associazione ambientalista agrigentina.”

Colto da buonismo natalizio (ma non siamo a Pasqua?), Arnone dichiara: “Sarebbe una follia se Nello Hamel e Lillo Miccichè restassero fuori dal Comune con Arnone sindaco. Gli Agrigentini stanno chiamando al governo tutte le forze del cambiamento. Non solo Arnone, ma anche Carta, Hamel, Miccichè. Se vinco io non vinco da solo, ma vinco per governare insieme a loro”.

Ad uccidere sul nascere il sogno di Arnone, è Lillo Miccichè, il quale si dichiara assolutamente contrario: “Non ci possono essere ambiguità nella competizione elettorale. Non possiamo candidare nella nostra lista, collegata al candidato a sindaco Giampiero Carta, persone che voteranno Arnone, mettendo così in secondo piano la candidatura di Carta che è il nostro progetto. Questa non è coerenza. Arnone potrebbe votarci e invitare le persone a lui vicine a votare i nostri candidati al Consiglio”.

E, dulcis i fundo, conclude: “L’appoggio a Zambuto, la politica sull’acqua, sui rifiuti, la posizione sul progetto Terravecchia: tutto quello che ha fatto Peppe Arnone noi non lo condividiamo completamente”.

Una pietra tombale quella di Miccichè, considerato il fatto che probabilmente Arnone potrebbe non andare neppure al ballottaggio. Candidato a sindaco, rinunciando a fare il consigliere (ma con quale lista avrebbe potuto candidarsi?), Arnone, nonostante la “non candidatura di Miccichè”, dovrà fare i conti con un altro candidato di provenienza dalla sua stessa area, che rappresenta una vera incognita: Mariella Lo Bello.

Resta senza risposta la domanda che avevamo posto ad Hamel: nel caso di un ballottaggio che veda Arnone candidato, Agrigento Bene Comune – nella cui lista si  trovano candidati che ben poca simpatia nutrono per il consigliere/avvocato/ambientalista/cassazionista/candidatosindaco – cosa farà?

Ad oggi il dato di certezza, è il “cu-cu” con il quale Miccichè ha risposto ad Arnone rifacendo il verso. Per il resto, ai posteri l’ardua sentenza…

Gian J. Morici

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