Un clamoroso caso di plagio. Copiato il “metodo Arnone”

Agrigento – Sorrisino, maniere cortesi e cerimoniose. Il popolo dei “perennemente felici”, con macchina fotografica sempre pronta. Sono i turisti giapponesi.

Il tempio della Concordia. Una raffica di scatti. Una chiesa del centro storico. Due giapponesi in piedi, uno abbassato, l’altro di lato, ed è un susseguirsi di scatti, di riprese, di sorrisini ed esclamazioni.

Un gatto fa pipì, ed ecco pronto un amico del sol levante che strizzando gli occhietti a mandorla, lo immortala con la sua Pentax 645D. Cosa ci sarà poi da fotografare… Eppure, molti non sanno che le fortune del Giappone nascono proprio dalla capacità di questo popolo di copiare qualsiasi cosa possa avere un interesse commerciale, riprodurla a basso costo, ed invadere il mondo con i loro prodotti.

A farne le spese, questa volta, il consigliere comunale Giuseppe Arnone, che dopo anni trascorsi a mettere a punto un nuovissimo metodo di analisi della qualità delle acque, si è visto soffiare l’idea da un tale Yasuhiro Sonoda, .deputato e portavoce dell’esecutivo giapponese.

Il consigliere Arnone, si era infatti dedicato anima e corpo allo studio della qualità delle acque del mare sanleonino. Un sistema innovativo, che sostituiva le lunghe e costose analisi effettuate dai normali laboratori, con una semplice prova papillo-degustativa, in grado di individuare la eventuale presenza di inquinanti dovuta allo scarico di acque fognarie, riversate in mare senza la dovuta depurazione (clicca qui per vedere il video).

Yasuhiro Sonoda, forse capitato per caso ad Agrigento, avendo appreso del nuovo metodo di ricerca, dopo il grave incidente nucleare avvenuto a seguito del terremoto in Giappone,  ha bevuto, di fronte ai giornalisti, acqua proveniente dalla zona di Fukushima, per mostrare la sicurezza delle procedure di decontaminazione messe in atto dal governo giapponese.

Un caso fin troppo palese di appropriazione della paternità di un’opera dell’ingegno altrui, che dovrebbe esser punito a termini di legge, costringendo il reo ad un cospicuo risarcimento danno in favore del vero ed unico inventore del “metodo di analisi papillo-degustativa”.

Yasuhiro Sonoda, da noi intervistato, si dichiara innocente, elencando le ragioni per le quali, a suo avviso, non può essere punito:

1)    Un dono di natura, quali le papille in grado di analizzare la qualità delle sostanze presenti in acqua, non può essere soggetto a brevetto;

2)    Se anche così non fosse, stando al Sig. Sonoda, non avendo l’Arnone brevettato il metodo, chiunque può utilizzarlo senza nulla dovere all’inventore;

3)    Tra i due metodi, esiste una differenza fondamentale: il primo si avvale delle papille, per stabilire tramite il gusto l’eventuale presenza di coliformi fecali; il secondo – quello del Sig Sonoda -, mira a riconoscere l’eventuale radioattività dell’acqua, tramite un non meglio indicato recettore del palato.

Sarà anche come afferma il nostro amico Sonoda, ma a noi agrigentini, il fatto che qualcuno possa impunemente derubarci delle nostre invenzioni, decisamente non va giù.

E questo anche se, ad onor del vero, non tutto è stato possibile copiare. Basta infatti guardare le immagini, per rendersi conto della differenza di stile nell’eseguire le analisi.

Eh sì, è proprio vero, la classe non è acqua…

Gian J. Morici

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