Ci scrive il Sig. Giuseppe Burgio

http://maki-agency.com/?opiym=sites-de-rencontre-pour-jeune&893=89 Lettera inviata dal Sig. Giuseppe Burgio in risposta a nostro articolo (clicca qui per leggere l’articolo Tremembé e risposta di Morici

Gent.mo sig Morici, pur non conoscendoci personalmente, lei si dichiara molto addentro alle mie vicende personali ed aziendali, ma avendo lei scritto delle menzogne diffamatorie, sulle quali mi riservo tutte le azioni legali più opportune, mi corre l’ obbligo di fare chiarezza per tutelare la mia persona e le mie aziende.

Per quanto concerne le vicende dei lavoratori CDA SPA le comunico che tutti loro sono stati posti in procedura di mobilità a seguito della messa in liquidazione dell’azienda e godono sin da allora del contributo estensibile fino a 36 mesi previsto dal fondo di solidarieta’ dello stato destinato ai lavoratori licenziati dalle grandi imprese, tale sussidio ammonta a circa l’80% della retribuzione percepita al momento dell’apertura delle procedure di mobilita’, per quanto attiene ai crediti da loro vantati i lavoratori hanno preferito adire le vie legali piuttosto che percorrere le vie di definizione stragiudiziale direttamente con l’azienda, le istanze di fallimento pendenti di fronte il tribunale di Agrigento sono state oggetto di proposta  integrale di pagamento depositata agli atti del procedimento e che sara’ vagliata dal giudice delegato nel corso delle prossime udienze previste in novembre, le ricordo altresì che essendo in corso la liquidazione della CDA SPA si opera per la definizione delle poste debitorie in funzione di un progetto di liquidazione approvato e deliberato dal collegio dei liquidatori in presenza dei requisiti di legge necessari al fine di svolgere le attività di liquidazione in funzione delle capacita’ economiche e patrimoniali dell’azienda posta in liquidazione, orbene , se pur sicuramente di suo scarso interesse le poste patrimoniali attive della CDA SPA consentono la regolare liquidazione della stessa attraverso accordi transattivi giudiziari e stragiudiziali con i creditori iscritti a bilancio, ove lei avesse voglia di approfondire le sue peraltro evidenti scarsissime conoscenze in materia saranno messi a sua disposizione dati contabili e di bilancio da cui anche lei potra’ desumere che il patrimonio personale ed aziendale consente la liquidazione volontaria dell’ azienda secondo le normative di legge vigenti.
Per quanto riguarda le sue insinuazioni sul mio tenore di vita , la invito prima di scrivere stupidaggini o diffamazioni, di controllare le mie dichiarazioni dei redditi che mi vedono da anni tra i primi, se non il primo contribuenti della provincia di Agrigento , dati, che. essendo pubblici, lei avrebbe fatto bene a consultare prima di insinuare e diffamare chi come contribuisce in massima parte al gettito fiscale della provincia più povera d’Italia, sarebbe stato un comportamento dovuto da parte di un professionista quale lei non ha dimostrato di essere.
Last but no least. Le vorrei appena ricordare di andare a documentarsi con tutte le sentenze passate in giudicato che hanno sancito tombalmente la mia condizione di imprenditore vittima della mafia e disposto a rischiare in proprio, anche per la propria famiglia, l’ncolumità personale.

La verita’ e’ che le sue menzogne non meriterebbero risposta se non per far capire a lei ed ai suoi padroni che io sono e continuerò ad essere una persona libera che difendera’ le sue posizioni,come ho sempre fatto, nelle sedi preposte e non nei i cortili giornalistici che lei frequenta,  spero abbia la dignità’, anche se a proposito nutro forti dubbi,di pubblicare integralmente la mia nota ribadendole la mia disponibilita’ a qualsiasi confronto o produzione documentale a supporto delle mie dichiarazioni.
Cordialita’
G.Burgio

roomily Risposta alla lettera:

Gent.mo Sig. Burgio,

sorvolo in merito alle sue affermazioni riguardo miei padroni e “cortili giornalistici” da me frequentati per risponderle più avanti, entrando subito nel merito delle mie “menzogne diffamatorie”.

Fatta premessa che quanto da me riportato nell’articolo, risponde esattamente a quanto appreso ieri nel corso dell’udienza tenutasi presso la sezione fallimentare del Tribunale di Agrigento, non comprendo – nonostante abbia riletto attentamente l’articolo – da dove lei abbia desunto che io abbia riferito che il suo patrimonio personale ed aziendale non consentirebbe la liquidazione volontaria dell’ azienda secondo le normative di legge vigenti.

Ancor meno comprendo quali sarebbero le mie  insinuazioni, stupidaggini e diffamazioni in merito al suo tenore di vita, essendomi limitato a fatti riportati da organi stampa, quali “Il Tirreno”, che riguardavano l’acquisto di uno yacht da dieci milioni di euro, inizialmente attribuito a lei e successivamente da lei stesso smentito.

Non mi pare che di altro si parli nell’articolo, nel corpo del quale non leggo nulla di attinente la sua sfera privata né del tenore di vita da lei condotto.

Nel ringraziarla per il suggerimento a un non professionista ,quale io avrei dimostrato di essere non essendomi documentato sul suo reddito, posso soltanto risponderle che non è affar mio, posto che non m’interessa, non ne ho parlato, non faccio l’esattore del fisco, non sono un suo creditore.

Detto ciò, posso soltanto prender atto  di come – a suo dire – “contribuisce in massima parte al gettito fiscale della provincia più povera d’Italia”.

Un motivo in più per doverla ringraziare?

Entro dunque nel merito delle sue illazioni, laddove scrive che  le mie menzogne non meriterebbero risposta se non per far capire a me e ai miei “padroni” che lei è e continuerà ad essere una persona libera che difenderà le sue posizioni.

Visto come ben mi conosce, a tal punto da scrivere di “padroni” e “cortili giornalistici” da me frequentati, evidentemente, lei avrà fatta sua la frase  di Mussolini: “Come si fa a non diventare padroni di un paese di servitori?”, ritenendo che tutti siano servi di qualcuno e di conseguenza anche il sottoscritto.

In questo caso, male ha fatto a non indicare i nomi dei miei padroni, affinchè io mi potessi rivolgere agli stessi per quelle che sono le mie modeste necessità economiche.

Purtroppo per lei, così non è. Sono un uomo libero, molto più libero di quanto non lo siano altri e certamente più di quanto lei non creda.

Riguardo i suoi forti dubbi in merito alla mia dignità, preferisco non mettermi sullo stesso piano e stendere un velo. Se aggettivato o meno, lo lascio decidere a lei.

Cordiali saluti

Gian J. Morici

 

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