L’Algeria l’aveva detto. Benché il Presidente francese Hollande abbia avuto dalla sua parte la quasi unanimità di politici e media anche internazionali, la presa d’ostaggi nella sede della BP era stata quasi predetta. Bastava seguire i media algerini che avevano ipotizzato che l’intervento francese in Mali avrebbe potuto produrre un’esacerbazione del jihadismo. Del resto è [...]
Continue reading …Le intelligence occidentali sono concordi sull’esistenza di almeno tre campi di addestramento di jihadisti nei pressi della città libica di Sebha. Secondo quelle che vengono definite ‘fonti affidabili’, almeno trecento “salafiti” dalla Libia e dall’Egitto, dopo essersi addestrati nei campi libici sotto l’egida di Al-Qaeda, sarebbero partiti alla volta del nord del Mali, andando ad [...]
Continue reading …La notizia, non confermata, vorrebbe ancora vivo uno dei figli più violenti e brutali di Muammar Gheddafi. Nel marzo del 2011, Almanara Media divulgava la notizia secondo la quale Khamis Al Gheddafi era deceduto a causa di ustioni e gravi lesioni subite quando un pilota di jet da combattimento, dopo essersi rifiutato di attaccare la popolazione nel corso [...]
Continue reading …Che l’attacco al consolato di Bengasi fosse da ritenere “annunciato”, lo avevamo già scritto narrando anche la vicenda di un attentato tramite un’autobomba parcheggiata nelle vicinanze della sede della sicurezza nazionale. Una Peugeot carica di esplosivo, che avrebbe dovuto essere controllata, ma non era stato fatto. Una storia della quale la stampa non ha dato [...]
Continue reading …Mentre arrivano le prime conferme alle testimonianze che avevamo raccolto in merito a droni che avrebbero sorvolato ieri la Libia alla ricerca di siti “jihadisti” collegabili all’attentato al consolato USA di Bengasi, nel corso del quale hanno perso la vita l’ambasciatore americano Christopher Stevens e altre tre persone, il mondo arabo s’infiamma indignato dal film [...]
Continue reading …Dalle ceneri della rivolta una “dittatura democratica”? “ Nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei [...]
Continue reading …Il tam tam dei pro-rivoluzionari e dei pro-Assad non accenna a diminuire. L’occidente e in particolare l’Italia, si trova a dividersi su quella che all’origine è una giusta causa: la ribellione ad un dittatore. Scoppiata la guerra in Libia, si aprì il dibattito sui tanti perché, sui possibili interessi occidentali, sul coinvolgimento di servizi segreti [...]
Continue reading …Una malattia che sembra diffondersi con sempre maggiore facilità, forse per l’innata necessità dell’uomo di trovare un capro espiatorio sul quale caricare la responsabilità di eventi catastrofici. O forse perché l’idea del complotto soddisfa il nostro narcisismo, potendoci mostrare agli altri come quelli che hanno capito tutto, come quelli più intelligenti. Se a questo aggiungiamo [...]
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