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Un uomo qualunque replica al presidente della regione Sicilia R. Lombardo

creato da Toti Cinque - Ultima modifica 25/08/2008 11:58

Dopo le dichiarazioni del ministro Germini e la richiesta di chiarimento del presidente, un uomo qualunque, Toti Cinque, dice la sua.

Da AgrigentoFlash.it:

“E' assai grave – afferma Lombardo - che ci si esprima in questi termini “razzisti” parlando di uomini e donne del sud. Non è necessario scomodare la storia o la letteratura per trovare, tra i meridionali, figure di straordinario rigore etico ed enorme valore morale e intellettuale. Figure e persone che non possono essere offese da generalizzazioni prive di fondamento logico. Nella grande impresa, tra gli operai e i grandi manager; nella pubblica amministrazione, nella polizia, nei carabinieri, nella guardia di finanza, nella magistratura: tra i massimi dirigenti e gli operatori di ogni livello, nulla in Italia funzionerebbe senza il contributo di fatica, sudore, sangue e intelligenza della gente del sud. Un contributo che pretendiamo sia al centro delle valutazioni di ogni operatore della politica e delle istituzioni nel momento in cui stiamo ristrutturando il nostro paese in chiave federalista. Per questo motivo – afferma Lombardo - affermazioni come quella attribuita al ministro sono difficili da comprendere ed accettare. E' possibile che dietro ai titoli dei giornali ci sia una forzatura del pensiero e del linguaggio. E proprio per questo motivo, chiedo al ministro di chiarire con forza, – al di là di ogni possibile dubbio – il pensiero suo e l'orientamento del governo”.

 

Caro Presidente,
non concordo affatto con la sua analisi, che oltre ad un campanilismo populista non mostra null'altro che una scarsa conoscenza dello stato di fatto della scuola in Sicilia e del livello di preparazione dei nostri giovani.

Il contributo della nostra gente e' senza dubbio fondamentale per l'andamento della Nazione, ma altrettanto importante e' il contributo dato dal nostro territorio (Raffinerie, Discariche, Centrali a carbone), eppure per quello, Signor Presidente, non sente il dovere di salvaguardia, anzi, si dice pronto, in barba a cio' che veramente vuole la gente, ad accettare nuovi impianti... Ma questa e' un'altra storia...

Torniamo alla scuola. 
Scomodiamola la storia e la letteratura, signor Presidente, ma anche la grammatica e cerchiamo di capire come mai i nostri giovani non sappiano usare la lettera 'h' per distinguere preposizioni da predicati verbali, mentre scrivono componimenti, per non parlare della consecutio temporum o della fonetica.
Scomodiamola la storia e la letteratura, Signor Presidente, e vergogniamoci per come ci siamo ridotti.
Ma aggiungerei scomodiamo anche la matematica!
La matematica, signor Presidente, quella dei numeri e delle statistiche 'strane' che mostrano come i nostri ragazzi, nonostante le valutazioni piu' basse fra le scuole europee abbiano la percentuale di bocciatura piu' bassa del pianeta!!

Chiediamoci come mai un giovane e' pronto per il mondo del lavoro prima dei trent'anni e con una preparazione non adeguata per la maggior parte dei casi, perche' priva di percorsi pratici e attuali.

Signor Presidente,
scenda in strada e si faccia un giro 'informale' fra i ragazzi di eta' compresa fra i sedici e i diciotto anni e li ascolti, si faccia portare novanta temi a caso dalle nove provincie siciliane e li legga, poi chiami i suoi migliori uomini, approfitti del fatto che il ministro se ne e' accorto, e ricostruisca la scuola della nostra Regione, ma lo faccia anche se non e' convinto che il grado di preparazione dei nostri giovani non e' inferiore al resto d'Europa, perche' sicuramente non e' adeguato all'esigenza di rinnovamento della nostra Regione e visto che si trova faccia in maniera tale da prepararli per rimanere sul territorio e non per scappare via, perche' le nostre scuole, quando non falliscono, creano ottimi centometristi per i nostri concorrenti.

Un ultima cosa...
Ho sempre pensato che "l'onore" non sia l'obbligo di vendicare le azioni di mafiosi (leggasi criminali) o imporre la propria forza sugli altri, ma la capacità di un uomo di non perdere mai di vista dei principi di moralità forti ed equilibrati, oltre alla capacità di riconoscere gli errori e farsene carico ed il tutto anche a costo di grandi sacrifici.
Riconoscere che qualcosa in passato non ha funzionato ed adoperarsi per migliorare il sistema scuola, al fine di rendere piu' competitiva e preparata la prima risorsa della Regione, le farebbe onore, Signor Presidente.

 

Un uomo qualunque
(Toti Cinque)

Troppe pretese

Inviato da Gian Joseph Morici il 25/08/2008 14:02
Come puoi pretender tanto, da una classe politica che fa di conto più con i miracoli (moltiplicazione del pane e dei pesci), che non con le tabelline. Basta pensare a come, grazie ai miracoli della politica, qualche decina di posti di lavoro al rigassificatore, possono diventare alcune centinaia. Lasciamo da parte la matematica e parliamo della lingua italiana? Ascolta le interviste e leggi i comunicati. Non è neppure il caso di commentare. Se questo è quanto di meglio riusciamo ad esprimere, figuriamoci il resto... Trovo molto più interessante l'osservazione sulla nostra capacità di preparare uomini validi, per la concorrenza. Se non lo hanno capito nel corso dei secoli, credi possano bastare le nostre poche righe ad operare il prodigio? Credo dovremo impegnarci molto, iniziando dall'opinione pubblica, affinchè, usando con meno parsimonia intelletto e capacità di critica, si ribelli al giogo posto da un potere dissennato e arrivista, che vede nel cittadino solo il tramite per raggiungere le propria "sala dei bottoni".

Non pretendo tanto...

Inviato da Toti Cinque il 25/08/2008 15:22
Non è necessario scomodare la storia o la letteratura per trovare, tra i meridionali, figure di straordinario rigore etico ed enorme valore morale ed intellettuale.
Basta poco, che ce vo'?

Risposta

Inviato da Gian Joseph Morici il 25/08/2008 16:44
Ne sono certo. Ti sei chiesto come mai questi valori stanno oggi scomparendo, e non mi riferisco solo al meridione, e certamente non rappresentano una qualità indispensabile per i nostri politici, ai quali, nella migliore delle ipotesi, più che straordinario rigore etico ed enorme valore morale, potremmo chiedere una fedina penale pulita...

I soliti furbetti

Inviato da Gian Joseph Morici il 04/09/2008 15:50
Anche il ministro Gelmini, così come Brunetta, fustigatore di costumi altrui, ma dimentico dei propri, predica bene, ma razzola male. Dal Corriere della Sera: "Novantatré per cento di ammessi agli orali! Come resistere alla tentazione? E così, che nel 2001 scesero dal profondo Nord a fare gli esami da avvocato a Reggio Calabria si infilò anche Mariastella Gelmini. Ignara delle polemiche che, nelle vesti di ministro, avrebbe sollevato con i sermoni sulla necessità di ripristinare il merito e la denuncia delle condizioni in cui versano le scuole meridionali. Scuole disastrose in tutte le classifiche «scientifiche» internazionali a dispetto della generosità con cui a fine anno vengono quasi tutti promossi".
Peccato che il ministro, abbia fatto ricorso a questo piccolo espedientuccio per superare gli esami di avvocato, avvalendosi di un sistema deprecabile, per iniziare la sua brillante carriera. Evidentemente, ottenuto il risultato personale, pensa bene di debellare la concorrenza denunciando una situazione intollerabile... Perchè non fare rifare esami di laurea e abilitazione a tutti coloro che si sono trasferiti da una regione all'altra, solo perchè era "tutto più facile"? Coerenza e onestà intellettuale, vorrebbero che...


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