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Speriamo che Raffaele Lombardo...

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 24/07/2008 11:06

Speriamo che sia vero quanto dichiarato da Raffaele Lombardo. Speriamo che sia la volta giusta e che i nostri politici abbiano finalmente capito (con cinquant’anni di ritardo), che è giunto il momento di occuparsi della nostra bella isola e dei suoi abitanti. Questo l’articolo pubblicato oggi dal giornale “La Sicilia”:

“La Regione siciliana chiede lo sconto sulla benzina
Lombardo lancia la sfida del "federalismo applicato alla questione energetica" e vuole carburante meno caro nell'Isola per compensare i danni ambientali provocati dalle raffinerie: "Basta con il saccheggio, lo Stato ci sfrutta"

 

PALERMO - Sconti sul prezzo di vendita alla pompa dei carburanti in tutta la Sicilia per compensare i danni ambientali provocati dalle raffinerie, l'introduzione di una royalty da calcolare sugli utili d'impresa a beneficio del bilancio della Regione, maggiore rigore nel rilascio delle autorizzazioni per la produzione di energie alternative e precedenza ai progetti di rigassificazione con impianti realizzati su piattaforme offshore. Sono alcune delle linee guida messe a punto dal governo della Regione siciliana che lanciano la sfida del "federalismo applicato alla questione energetica".

Il governatore Raffaele Lombardo ha riunito nel week end gli assessori all'Industria e all'Ambiente, Pippo Gianni e Pippo Sorbello, per pianificare gli interventi, che si annunciano rivoluzionari. "Se il nostro territorio sopporta l'inquinamento e i guasti legati a una sovrapproduzione - dicono Lombardo e i due assessori - abbiamo il diritto di reclamare qualcosa di più che un pacchetto di posti di lavoro. Chiediamo di condividere con lo Stato oneri e onori e di incassare direttamente, come prevede lo statuto autonomistico, le tasse applicate alle produzioni siciliane".

"La Sicilia produce un surplus di energia elettrica che viene messa a disposizione di altre regioni - afferma Gianni - e viene raffinato oltre il 50% degli idrocarburi destinati al consumo in tutto il Paese".

"Alle imprese - aggiunge Sorbello - vanno gli enormi utili industriali e lo Stato lucra enormi entrate fiscali. Si calcola, naturalmente solo per approssimazione, che dalle accise sulle produzioni delle aree industriali di Gela e Augusta alle casse dello Stato giungano annualmente circa 30 miliardi di euro".

Il governo "per avere una corretta unità di misura" ha deciso "di varare una verifica per valutare in termini scientificamente esatti quale costo abbia pagato la Sicilia al modello industriale basato sul ciclo del petrolio e dei suoi derivati in termini di inquinamento, di depauperamento delle falde e soprattutto in termini di patologie professionali e sociali e di malformazioni neonatali".

"E' venuto il momento di pensare al domani, alla riconversione e al risanamento - prosegue Gianni -. Alla fase del saccheggio del territorio, che si è avvalso e tenterà di avvalersi di non poche complicità, segua la fase del rispetto dell'ambiente e della salute  e ancora della difesa degli interessi dei siciliani. Diamo luogo a un nuovo corso, un'epoca in cui gli industriali saranno chiamati a definire un rapporto diverso con la politica regionale e con le autonomie locali".

Sorbello sottolinea che "andrà rivisto il sistema delle autorizzazioni e delle concessioni destinate allo sfruttamento industriale" e "per quanto riguarda la produzione di energia alternativa la precedenza sarà data alle imprese agricole e industriali già presenti nel territorio con particolare attenzione a scongiurare il rischio desertificazione".

Per Lombardo e i due assessori "non è giusto che le coste e i fiumi siano devastati dall'inquinamento, che l'aria intorno ai comprensori industriali sia irrespirabile, che le falde idriche siano prosciugate per raffreddare impianti e turbine: senza contare che nessuno di questi fattori inquinanti produce sviluppo duraturo per i nostri territori".

Dopodomani l'assessore Gianni incontrerà i titolari delle raffinerie petrolifere che operano in Sicilia, alle quali dirà "che per ripagare il danno ambientale procurato negli ultimi 50 anni sarà necessario un loro intervento finanziario".

(Fonte: http://www.lasicilia.it/index.php?id=8024 )

 

Avevamo già scritto (Il "Protettorato Padano"  - Morire a due anni  - Cave, opifici e dintorni ) di come l’autonomia siciliana, sia stata ad oggi solo un pezzo di carta e di come talune opere industriali, avessero causato seri e irreparabili danni all’ambiente, e mietuto più vittime di alcune guerre, lasciando da noi solo fame e miseria.

Ci auguriamo, che oltre a pensare ad una doverosa compensazione per il territorio devastato da simili scempi, si provveda anche a far rispettare le norme che salvaguardano la salute dei cittadini e l’ambiente.

Questo, rispetto il passato, è già un piccolo passo avanti che, “SPERIAMO”, non divenga il tema di trattative e compromessi politici, dai quali ad uscirne fregato, è sempre stato il popolo siciliano.

SPERIAMO...NON SIA SOLO UN'ILLUSIONE

Inviato da Franco il 24/07/2008 11:06
Sono troppo amareggiato e sfiduciato. Non vorrei si tratti del solito espediente per alzare un prezzo politico. In ogni caso, ce ne accorgeremo presto e spero che nella triste, ma non remota possibilità, che sia la solita presa per il c..o, pubblicherete esiti e commenti. In attesa, vi trascrivo il commento di Antonio Calamita, pubblicato da agrigentoweb:
Interessante e pienamente condivisibile lo spunto del Presidente Lombardo e dell'Ass. Reg. Pippo Gianni che nel presentare la bozza del Federalismo Energetico evidenziano come sia oramai impossibile sostenere e sopportare una politica energetica che causa un danno ambientale incalcolabile il cui solo ritorno è rappresentato da pochi posti di lavoro. Occorrerà porre riparo ai danni arrecati dalle stesse aziende reinvestendo una parte degli utili per il recupero ambientale del territorio.
E per evitare nuovi danni, soggiungono, derivanti da nuovi insediamenti industriali saranno messi a punto nuovi e piu¹ efficaci criteri e meccanismi di salvaguardia per i territori e per le popolazioni. In materia di rigassificatori, inoltre, l¹idea e¹ di concedere le autorizzazioni solo a chi sara¹ in condizione di fornire le massime garanzie sia in tema di sicurezza che di convenienza economica. Con precedenza ai progetti che prevedano realizzazioni offshore, a distanza di sicurezza cioe¹ dalle coste e dai centri abitati come per il tanto osannato rigassificatore di Porto Empedocle.
Vorrei soltanto aggiungere che sarebbe necessario che la Regione si dotasse di un razionale piano energetico che contempli nel suo interno tutte le possibili fonti di produzione di energia: dai campi di petrolio, alle raffinerie, ai parchi eolici, alle centrali solari o fotovoltaiche per finire con i rigassificatori solo così facendo si potranno evitare sicuri guasti ambientali le cui conseguenze ricadrebbero inevitabilmente sulle generazioni future.

Antonio Calamita

Saluti, Franco

bla...bla...bla....

Inviato da Toti Cinque il 24/07/2008 11:06
Dal 1994 al 2000 ho lavorato ad Augusta (SR) e abitato a Riposto (ct), nel '97 sono diventato padre. In quel periodo ad Augusta, la percentuale di malformazioni sui nascituri era spaventosa, così come spaventose erano le tipologie di malformazioni...

A chi parla di indennizzo vorrei chiedere: quanto vale un bimbo nato con malformazioni alla colonna vertebrale o completamente cieco, quanto vale un quarto del nucleo familiare malato di cancro o di leucemia?

A chi parla di piano energetico vorrei chiedere:
- ma oltre alla produzione un piano non dovrebbe razionalizzare i consumi?
- E' accettabile il fatto che i consumi di carburante in una nazione a crescita zero da anni continuino ad aumentare in questa maniera?
- In un piano energetico non dovrebbe rientrare un sistema di ottimizzazione dei trasporti?
- E' razionale che per trasportale 100Kg (un uomo abbondante) si spostino 1700Kg di mezzo di trasporto (un suv)?
- In caso di risposta non positiva alla domanda precedente: è razionale essere tempestati di pubblicità da chi non vede l'ora che venga la sera perchè deve vendere l'energia che qualcuno chiama addirittura 'fede' e non ci sia un piano serio di informazione e soprattutto di incentivazione a ridurre i consumi?
- Un piano non dovrebbe essere a lunga scadenza e considerare l'approvvigionamento delle materie prime?
- Se di sacrificio di deve parlare non è preferibile sacrificare un'unica area, anche di proporzioni gigantesche per un parco fotovoltaico o qualunque altra cosa che non immetta niente di niente nell'ambiente circostante?

basta va... me na vado a lavorare, se no non posso pagare le bollette....

La vita

Inviato da Gian Joseph Morici il 24/07/2008 11:06
Non esiste al mondo riccheza alcuna che possa pagare la vita di un solo uomo e purtroppo, hai ragione tu, quì morti e malattie non si contano più. Come vedi, mentre per il concetto di autonomia ho parlato di piccolo passo avanti, per ambiente e salute, ho auspicato il rispetto delle norme, tra le quali annovero l'art 32 della Costituzione (diritto alla salute), di cui và sottolineato il principio precauzionale. E' infatti necessario astenersi dal porre in essere qualsiasi attività, qualora sussista il sospetto fondato che la medesima possa nuocere alla salute. Nel caso di impianti come quelli succitati, non esiste il sospetto fondato. ESISTE L'ASSOLUTA CERTEZZA! E pensare, che molte morti si sarebbero potute evitare se solo anzichè cambiare una legge per favorire un'azienda lasciando che continuasse ad inquinare (contro tutte le direttive CE), si fosse imposto alla stessa di adottare idonee misure di salvaguardia ambientale. Ma si sà, questi rimedi costano, mentre è più facile trovare qualche parlamentare disposto con una firma a condannare centinaia di cittadini. Tanto, non sono figli suoi... E quì, prima di farmi mettere le manette, mi fermo.


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