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Se non fosse oggi Natale

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 27/12/2008 14:03

Se non fosse oggi Natale, ci si potrebbe svegliare un pò più presto per poi recarsi al Comune. Al Municipio della città. Presso l'Ufficio Anagrafe che si trova ancora al centro. Ci si arriva anche a piedi. Una breve passeggiata. Il tempo appena sufficiente per ferirsi ancora il cuore nel vedere lo stato disastroso e di abbandono della pavimentazione in via Atenea, e poi giungere, sufficientemente sdegnato, alla meta.

        Lì, mettersi in coda e, giunto il proprio turno, chiedere al Responsabile comunale, il modulo da compilare per ottenere il cambio di residenza da questa città di Agrigento. Ma non per noi che l'amiamo tanto, ma per i tanti responsabili dell'orrore. Ci si potrebbe scrivere un libro ancor più corposo di quello scritto da Paolo Cilona. Il Libro dei colpevoli. Sperando che tra i due libri non ci siano troppe coincidenze nei soggetti citati. Preferiremmo fossero soltanto casuali omonimie. 

        Chiedere il cambio di residenza per conto terzi sarebbe una prassi  innovativa.  Ma necessaria per continuare a sentirsi agrigentini e non sentirsi derisi ovunque si vada.

        Basterebbe modificare ulteriormente il D.L. n.30 del 6.2.2007 che disciplina il diritto dei cittadini dell'Unione Europea a circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati Membri                      , aggiungendo “ con eccezione  per i cittadini della provincia italiana di Agrigento, nei confronti dei quali vige l'assoluto divieto di allontanarsi, se non per motivate esigenze di ricerca di lavoro, dal proprio territorio”.

 

 

         Ma,perchè chiedere che alcuni nostri concittadini cambino residenza,  attesa la loro visibilità nazionale e considerato che magari occupano posti di prestigio nel governo nazionale o nel governo regionale?

        Semplice, perchè Noi ci vergogniamo di essere concittadini di una classe dirigente che ignora i problemi della propria gente e che pensa e vive la propria e nostra città solo in termini di “collegio elettorale”,  utilizzandola come scenografia per i propri successi o per i narcisistici compiacimenti degli adulatori  della carta stampata, del video, o della rete internet, di norma  acquistati con regolare scontrino fiscale. Da destra e da sinistra naturalmente, perchè il servo migliore è quello del nemico perchè ne conosce i difetti.

     

 

      Sarà accaduto a tanti doversi allontanare ,  negli ultimi tempi, per necessità o svago, dalla città e doversi trovare, per svariati motivi  a  dichiarare le proprie generalità. Tra queste dichiarare la residenza.

      Al dichiararsi agrigentini  accadono le più impensabili  sorprese. L'interlocutore  trasforma il suo volto in smorfia di sbalordimento: Oddio,pensa,  costui dice di essere agrigentino, Cioè di Agrigento. Allora Agrigento esiste davvero. Non è la solita  bufala dei giornali. Agrigento è una città reale. Non è una invenzione letteraria di Camilleri. Esiste quindi davvero una città in Italia in cui non solo i problemi non si risolvono (chè questo non sarebbe  un fenomeno esclusivo) ma questi stessi problemi sono fonte di di benessere per qualcuno. Esiste davvero una città che non solo subisce la carenza d'acqua ma accetta di pagarla il doppio.

      Si, caro amico che vivi altrove. Sembra impossibile, ma questa città esiste davvero.

      Esiste ed io  dichiarando di essere agrigentino, ne sono la prova e la testimonianza.

      Esiste davvero questa città dove, mentre  alcuni si grattano le proprie pulci culturali, a poca distanza, altri devono subire il veleno di un' aria  maggiormente  inquinata di quella di Milano dove, a prima vista sembrerebbe esserci qualche insediamento industriale in più. ( Ma forse sono le nebbie del Nord che ci ingannano). E' questa una città dove, qualunque cosa accada, la gente si arrangia e dice “pazienza”. Qui, anche se in piena estate si interrompe per  lungo tempo l'alimentazione elettrica non si impreca contro, si pensa subito ad acquistare un generatore autonomo di corrente.          Qui, mio caro sbalordito interlocutore, durante i giorni pari  si parla a colazione, pranzo e cena di difesa dei Beni culturali e di tutela del paesaggio ......e la gente applaude. I giorni dispari ci piazzano le pale eoliche nel giardino di casa, nei corridoi condominiali e si stanno attrezzando per metterceli anche altrove....e la stessa gente applaude. La domenica poi si applaude tutto il giorno. Gli uomini politici tornano dalle sedi istituzionali di Palermo e Roma e le loro segreterie sono piene di sudditi esultanti, di maggiordomi fedeli in cerca di una prebenda e di serve miracolate e riconoscenti “per acqua ricevuta”. 

       Esiste questa città dove non ha senso dire a chicchessia “vergogna”. Perchè loro non si vergognano mai e anzi diventano ogni giorno più allegri. E allora ci vergogniamo noi di loro. Ci vergogniamo di essere concittadini di uomini che pur occupando un notevole rilievo nel governo della città,della Regione e della Nazione, continuano ad interpretare il loro ruolo senza il pudore della vergogna.

      Ed è per questo che dovremmo chiedere che cambino loro la residenza. Perchè noi che amiamo la città è solo di loro che ci vergogniamo.

    Ma non si può.

    Oggi è Natale. Gli Uffici sono chiusi.

 

 

M.G.Grech


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