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Marco Zambuto: nè u pilu, nè u viziu...

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 18/07/2009 17:26

“Né il pelo, né il vizio”. Se “Il lupo perde il pelo, ma non il vizio” (proverbio conosciuto da tutti), Marco Zambuto, sindaco di Agrigento, che ha usato in campagna elettorale lo slogan: “il coraggio di cambiare”, o è l’uomo del continuo cambiamento (purtroppo sempre in peggio…), o supera anche il lupo e non perde neppure il pelo...

Ex assessore al bilancio con l’amministrazione Piazza (dallo stesso più volte aspramente criticata durante la campagna elettorale); ex segretario provinciale dell’Udc (dimessosi per candidarsi a sindaco di Agrigento con l’appoggio di liste civiche e dei partiti del centro-sinistra); rientrato di recente nelle file del Pdl; Marco sembra aver dimenticato le promesse fatte alla città nel corso di quella candidatura a sindaco, che, forse per un momento di impazzimento generale, lo ha visto eletto con i voti di tanti speranzosi cittadini, delle forze politiche di sinistra e con tanti voti trasversali… Secondo il parere dei “ben informati”, in verità la candidatura di Zambuto non sarebbe mai stata “al di sopra dei partiti”, come da lui più volte pubblicizzato, bensì frutto di una “magia” politica, degna di Mandrake. Infatti, secondo quanto dichiarato dagli ex assessori nominati da Zambuto nella prima giunta, sarebbe il suocero del sindaco, l’ex onorevole DC Angelo La Russa, a tirare le fila del giovane Marco. La Russa, è bene ricordarlo, è stato anche consulente per gli “affari esteri” (???) del Governatore della Sicilia Totò Cuffaro e da vecchio “lupo della politica” ha capito da quale parte tirava il vento e ha saputo ben costruire la campagna elettorale del genero, supportandola anche con l’associazione “Agrigento nel cuore”, utilizzata in campagna elettorale e della quale non si parla più da dopo le elezioni. Ma cosa resta delle tante promesse e come si presenta oggi la città del sindaco Zambuto? Dopo il ritorno del “figliol prodigo” (o prodigio?) allo schieramento politico dal quale proveniva, è ormai chiaro a tutti che non si può più parlare del “sindaco al di sopra dei partiti”, ma quel che è peggio, è il ritorno ad un certo modo di far politica e le condizioni di degrado nelle quali versa la città. Del programma elettorale, non resta nulla. Non la sicurezza del centro storico (siamo ormai famosi per gli scippi alle suore ed ai mendicanti); non l’individuazione di aree da destinare a parcheggio; nessun potenziamento degli esistenti mezzi di trasporto pubblico; nessun inserimento di elementi di accessibilità alternativi e di nuova tecnologia nel rispetto del contesto ambientale (come scale mobili, ascensori, tapis roulants...), così come tanto decantato nel programma elettorale e pubblicato sul sito di Marco Zambuto. Per non parlare  dell’intervento di rifacimento (anche integrale) della rete idrica comunale (come promesso); o dell’ammodernamento dell’intero quartiere di Villaseta “quale area urbana nuova, recuperata nella sua architettura, degna porta d’accesso alla Valle dei Templi ed area di contatto tra il Porto Crocieristico e la Città d’Arte”, o ancora della riqualificazione del Villaggio Mosè, con  l’abbellimento e la ripulitura dell’asse principale di viale L. Sciascia e il potenziamento delle due vie laterali a valle e a monte dello stesso viale L. Sciascia (via dei Fiumi e via Lucrezio). Insomma, un “nulla di fatto” su tutti i fronti e su tutti i punti del programma. A fronte di tanta inefficienza, una sola risposta: “mancano i soldi”. Ma il buon Marco, nella qualità di ex assessore al bilancio del Comune di Agrigento, non conosceva la situazione nella quale versavano le casse comunali? E allora? Di una cosa bisogna dare atto a questa Amministrazione: l’aver saputo intervenire sui problemi della viabilità. Provate infatti a fermarvi (non a sostare) nei pressi del Municipio, magari per far scendere un passeggero (ottantenne e portatore di handicap) e assisterete all’immediato intervento del vigile di turno, che in alta uniforme, giubbino e jeans o pantaloni e striscia al braccio (biglietto da visita della moderna metropoli in perfetto stile “terzo mondo”), farà trillare il suo fischietto minacciando di elevarvi una contravvenzione per divieto di sosta (?), mentre decine di auto in doppia fila, ma appartenenti ai “soliti noti”, possono liberamente intralciare il traffico. E se incontrate il sindaco, quello “a servizio dei cittadini”, non provate a disturbarlo sottraendogli un paio di preziosi secondi. È sempre molto impegnato e non ha tempo per starvi a sentire (potete sempre provare a parlarne con il suocero…). Un aspetto positivo (per Piazza): continuando così,  la gente rimpiangerà la vecchia Amministrazione... Un altro proverbio? “Cu cancia la via vecchia pì la nova, mali si trova”. Quanta saggezza nei proverbi popolari…

 

Leggete il programma elettorale e fate uno sforzo per trovare un solo impegno mantenuto:

http://www.marcozambuto.it/Zambuto_programma.html

 

Grazie Marco!

 

Marco rifletti:

Inviato da Anonimo il 19/03/2008 17:33
la citta' si e' svegliata e certi sistemi nn funzionano piu'. finche' 6 in tempo cambia rotta. ti abbiamo votato xche' ci fosse un cambiamento nn xche' tutto tornasse cm prima. non 6 piu' quello che ho votato...

Nè u pilu nè u viziu? E tu? Nè a testa nè i palli!

Inviato da Antonella e Giusy il 07/12/2008 19:10
Relativamente alla saggezza dei proverbi popolari, notiamo che hai ricordato solo quelli che ti tornavano comodi, trascurandone uno che ti calza a pennello: "quando la volpe non arriva all'uva, dice che è acerba". Dalle tue parole si evince, non tanto la delusione delle tue aspettative, quanto la rabbia e l'isterismo di un uomo (???) decisamente SCONFITTO. Pregustavi il sedere di qualcun altro su quella poltrona, o no? Caro amico (eufemismo), "IL CORAGGIO DI CAMBIARE" non rappresenta solo lo slogan di una qualunque campagna elettorale, ma di quella di un uomo (!!!), che coraggiosamente e con impegno ha accettato la sfida più grande della sua vita: ricostruire una città sulle macerie che gente, certamente da te sostenuta, si è lasciata alle spalle con una STRAFOTTENZA, degna di lode. Ti ricordiamo, inoltre, che il miglior biglietto da visita del nostro attuale sindaco, è semplicemente il nome e il cognome che porta: "Marco Zambuto". Marco non vive di luce riflessa; nonostante l'indiscusso sostegno del suocero, della cui onestà e dignità ha fatto tesoro, Marco vive e opera nel mondo politico da sempre... Caro critico ANONIMO, “il coraggio di cambiare” Marco ce l’ha, tu la prossima volta abbi almeno il coraggio di firmarti, possibilmente con il tuo vero nome, VIGLIACCO! Per concludere, "il tempo è galantuomo" e "la gatta frettolosa fà i micini ciechi"... Su una sola cosa concordiamo: QUANTA SAGGEZZA NEI PROVERBI POPOLARI...

Grazie Marco... (DI CUORE)

Risposta

Inviato da Gian Joseph Morici il 07/12/2008 19:13
Credi di meritare un commento?

Nè u pilu nè u viziu? E tu? Nè a testa nè i palli!

Inviato da Antonella e Giusy il 07/12/2008 19:41
Non ci sembra di avertelo chiesto, nè di averti dato l'importanza che continui a darti tu... Semplicemente, sapendone più di te sul nostro sindaco, abbiamo voluto dire la nostra, dopo aver letto la tua...


Distinti saluti

Nè u pilu nè u viziu? E tu? Nè a testa nè i palli!

Inviato da Antonella e Giusy il 07/12/2008 20:11
Ciao GJMorici, abbiamo trovato un'altra perla di saggezza popolare per te: "l'aceddu nna gaggia o canta pì 'nvidia o canta pì raggia"...

Einstein ed il Campidoglio: che c'entrano? C'entrano, c'entrano...

Inviato da Il guercio il 07/12/2008 22:34
Non entro in merito all'articolo (scritto nel marzo 2008) e non ho motivo di dubitare delle doti di Marco Zambuto e del suocero. Sono delle opinioni divergenti ed è normale che "un uomo pubblico" abbia detrattori e sostenitori. Quello che sorprende è che qualcuno sente il bisogno di commentare un articolo dopo mesi e mesi. E qui entra in campo Einstein con la sua relatività: il tempo non passa per tutti in eugual modo. Per tutti sono passati sei mesi, per le due signore (???) è solo passato qualche minuto. Ma credo che "relativamente parlando" siamo tornati indietro alle oche che starnazzano nel Campidoglio; c'era pure Furio Camillo pronto a dire che "e' con il ferro che si riscatta Agrigento e non con l'oro" ma qualcuno lo ha subito zittito prendendolo per imbecille.

P.S. Ma quando mai è esistito un popolo saggio?


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