L’ISLAM CHE PREFERIAMO AL TEATRO DI VILLA BONFIGLIO
Forse vedendo questo spettacolo saremo in molti a capire perché le autorità teologiche iraniane abbiano censurato, anni fa, i testi d’amore dei QUEEN che certo non sono un capolavoro di delicatezza ma che appartengono alla concezione occidentale dell’amore.
Una spinta,questa, che un certo Islam forzatamente accoglie, frenato com’è da altre controspinte che in questi ultimi anni sono esplose nei terrorismi che erroneamente vogliono demolire l’Occidente.
Lo spettacolo “I mille e sette veli” che Sabah Benziadi ci ha portato ad Agrigento con danze tuareg e orientali e con la partecipazione dell’attore iracheno Yousif Latif Jaralla, ci ha proposto senza fondamentalismi di sorta, una concezione dell’amore che sulla scena è apparso magico e poetico. A conferma che persino i beduini hanno una predisposizione alla poetica e che il loro girovagare per i deserti li porta ad un senso etereo dell’essere e forse a quel rispetto della persona che continua a mancare sempre più all’occidente.
Una sorta di verifica della lingua del Corano che a un certo Islamismo fa comodo interpretare nei suoi aspetti più brutali.
Quanti musulmani oggi vogliono dimenticare che “Allah ha dei tesori sotto il suo trono, le cui chiavi si trovano sotto la lingua dei poeti”?
L’iracheno Latif Jaralla, l’altra sera, non ha fatto altro che richiamarci alla poesia dei Sufi ( i Puri asceti del deserto) che esprime l’amore divino,la vicinanza con l’amato e che il poeta trascende in tutti i modi. Come controcanto dimostrativo le danzatrici di Sabah Benziadi (a Palermo gestisce una scuola di danza orientale) con le loro movenze ritmate, i gesti melodici (sic) e una coreografia che ha toccato punte di intimità profonde.
Spettacolo soave e inconsueto, costruito sullo svelamento,il simbolismo e la metafora.
Chi si aspettava prorompenti danze del ventre è rimasto deluso e la cronaca infatti registra un pubblico rumoroso e diseducato,che risponde a voce alta ai richiami di un cellulare. Addirittura si sono viste coppie di ragazzi ciclisti, durante lo spettacolo, sfrecciare con insolenza nel corridoio tra palco e prima fila di sedie.
Senza poi contare come ci è stato riferito (e appurato) che le danzatrici si truccavano al buio dietro il palco e senza un water clos, vittime di una organizzazione indecente,
Ma il teatro di Villa Bonfiglio a chi è affidato? Al solito Mario Gaziano o a qualche altra sottofigura degli appalti cosiddetti culturali?
Estate “povera” d’accordo, ma qui siamo a una indecenza che coinvolge,beninteso, tutte le altre compagnie teatrali.
Diego Romeo
danza del ventre a palermo
diventa produzione di varie spettacoli del mondo arabo ed Africano e proposta culturale, l’occasione per avere una presenza concreta all’interno del panorama artistico del Teatro danza orientali dei nostri giorni, quindi un momento di grande confronto destinato a produrre sempre nuove e stimolanti ricerche.
Associazione accademia danze orientali , Via Giacomo Leopardi 96 Palermo 90144 Tel: 0919760223
3392190606 E- mail ; salmaamani@tiscali.it
1 LIVELLO A B
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4 LIVELLO
corso per Bambine
Preparazione alle esami fine anno
preparazione allo spettacolo
Riferimento direzione artistica Sabah Benziadi ,
Comune Palermo (PA)