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Il Quirinale costretto a intervenire

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 03/07/2009 19:22

Si riassumono nell'articolo in Politica del Corriere del 3.07.2009 le ultime critiche piovute sul Presidente della Repubblica da parte di vari personaggi e opinion leaders a causa dei comportamenti chiaramente scorretti del premier, che in realtà ad ogni piè sospinto opera sistematicamente per volgere e stravolgere le situazioni pro domu sua, sempre nell'ambito del suo terrore e autodifesa disperata contro il corso della Giustizia nei suoi confronti.

Lombardo, appello a NapolitanoNon è chiaro se debba essere il Capo dello Stato a richiamare all'ordine un tal personaggio, ora evidentemente squalificato per le ragioni note in Italia e all'estero, che se ne inventa di tutti i colori con i suoi legulei per circonvenire gli atti di legge e tenta di stravolgere il corso delle decisioni e conclusioni degli atti giudiziari contro di lui.

Mettesse altrettanto impegno in senso positivo anzichè negativo per governare, saremmo tra i più fortunati al mondo, tanto quanto invece siamo precipitati agli ultimi posti come credibilità, correttezza, onestà e affidabilità nel governo della cosa pubblica.

Si elencano nell'articolo gli interventi richiesti pubblicamente al Capo dello Stato contro i comportamenti di un tal premier. Dalla prova di forza di Berlusconi nel caso di Eluana Englaro, all'intervento satirico di Grillo contro la firma del Lodo Alfano salva-premier, contro i silenzi mafiosi anzichè d'oro, alle critiche in piazza e in parlamento ancora per la firma del Lodo Alfano, ora alle critiche per la richiesta di una " tregua armata " nei confronti del premier, ridicolizzata da più parti, in vista del G8 con relative possibili prostitute, e infine per la questione della cena smascherata del premier e suoi legulei con due importanti esponenti della Corte Costituzionale, volta evidentemente a condizionare i due giudici nella valutazione dell'incostituzionalità del Lodo Alfano.

Questo fatto, checchè se ne dica, è in realtà molto grave, perchè tocca una questione incontrovertibilmente rovente, attualissima e fondamentale per le istituzioni democratiche, come l'incostituzionalità del Lodo Alfano nei confronti dei reati penali di un premier corrotto, con una sentenza da parte della Corte che deve essere emessa tra breve.

Non si può sorvolare sul fatto di una cena organizzata con magistrati giudicanti da un personaggio accusato di corruzione in attesa di processo temporaneamente sospeso, che per giunta anche in passato s'è trovato invischiato in processi di corruzione di magistrati.

Che cosa ci fa un accusato di corruzione in atti giudiziari a cena con i suoi giudici ? Non sembra così difficile la risposta ai comuni mortali !

Inoltre questa cena è stata anche enfatizzata, volontariamente o no, dallo stesso Presidente della Corte, il quale interviene prontamente, in luogo del Capo dello Stato, a minimizzare, a non alzare i toni, a tranquillizzare per un atto per nulla tranquillo, come se lui fosse stato presente al meeting ed avesse sentito cosa si sono detti i partecipanti  (al complotto ?). Questo fatto ha generato una grande diffidenza, sospetto e sconcerto nell'opinione pubblica (escluso evidentemente il famigerato 61-62 % dei consenzienti, che, da bravi praticanti, non si scandalizzano mai di niente), visti i personaggi e interpreti del caso.

Bene ha fatto Di Pietro, seppure con i suoi toni poco diplomatici, a chiedere le dimissioni di Alfano e dei due giudici coinvolti, al solito respinte come ridicole, anche se il sospetto dell'ennesimo episodio di corruzione rimane da parte di chi si gioca il tutto per tutto.

Il Capo dello Stato non interviene mai di sua iniziativa, ma opera di rimessa, tranquillizzando e minimizzando, difendendo " l'autonomia della Consulta ", difendendo sè stesso e le sue prerogative di arbiter inter partes Rei Publicae, ed appare irritato da queste polemiche e dispute che lo coinvolgono e che sono " del tutto estranee all'esercizio delle sue funzioni di garanzia ".

Sarà, ma se si inizia a mettere in atto possibili e sospetti tentativi di ennesime corruzioni, visto che quello il grano ce l'ha, nei confronti di giudici dell' Alta Corte Costituzionale (ricordiamo il Catilina-Berlusconi inconsciamente inventato dal PDL ?), non sembra proprio sia il caso di stare così tranquilli, ancora una volta dati i " tipi Junghiani " mentalmente deformati che operano sulla scena e che giocano il tutto per tutto.

Aspettiamo l'intervento di qualcuno che cominci a suonare la sveglia e faccia finalmente balzare i cari dormienti dal loro letto dei sogni democratici.

 

Vito Enzo Salatino


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