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CAMILLERI ADESSO E’ SCOMODO PER I LAUDATORES AGRIGENTINI

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 10/07/2008 14:24

Sono bastate cinque “poesie (in)civili” lette da Camilleri al NO CAV DAY per confinare al silenzio e far ammutolire i “laudatores” agrigentino-empedoclini, fino all’altro ieri pronti a osannare,a fregiarsi e a schermirsi col nome di Andrea Camilleri.

CAMILLERI ADESSO E’ SCOMODO PER I LAUDATORES AGRIGENTINI

Andrea Camilleri

Una fine ingrata,peggiore di quella che è toccata a Leonardo Sciascia a cui almeno è stato risparmiato lo spettacolo dei suoi “laudatores” che con poca testimonianza personale sono diventati “testimonial” mediatici di un esistente che a Don Leonardo  avrebbe fatto senz’altro schifo.

E poiché bisogna pur campare  e tutti “teniamo famiglia”  in attesa che “ passi ‘a nuttata” vogliamo porgere all’attenzione del colto e inclito pubblico (“bravo,grazie”!) il testo delle cinque poesie-civili lette da Camilleri in Piazza Navona mentre una telecamera che “oggettivamente” registra tutto, stacca dal primo piano del volto di Camilleri e va a inquadrare un piccolo cartello dove sta scritto “Alfano servo del caimano”. Insomma un “day” poetico e per giunta in rima baciata.

Ecco il testo delle poesie civili che ricorda  le piazze della beat generation e dei suoi “juke-box  all’idrogeno”.

-1-“Ai monomaniaci  basta appena un fugace pretesto

Per sprofondarli nel loro delirio particolare,

nella loro ossessione devastante.

Le sue parole scatenanti sono giustizia e giudici. A sentirle, la sua trasformazione è immediata. Il sorriso gli si muta in un ghigno.

Dalla faccia gli cade la maschera variopinta e sotto appare

Una tavola di Cesare Lombroso.

-2-Onde ridurre ulteriormente le spese, il ministro della giustizia ordina che solo per lui la prescrizione sia preventiva e pregressa, ancor prima che i processi siano prefissati a ruolo e pertanto i P.M. che li iscrissero nel registro degli indagati, siano pregiudizialmente mandati in proscrizione. Per favore,attenti agli errori di stampa.

-3- Ha più scheletri dentro l’armadio lui che la cripta dei cappuccini a Palermo.

Ogni tanto di notte, quando passa il tram, le ossa vibrano leggermente e a quel suono gli rizzano i capelli sintetici. Teme che le ante dell’armadio si aprano e che torme, non di fantasmi ma di giudici in toga balzino fuori agitando come nacchere, scintillanti manette.

-4- Non importa che abbia avuto due mogli e che le sgualdrinelle confortino le sue notti.

Non importa che la sua morale abbia più buchi di un colabrodo.

Non importa che abbia corrotto, falsificato  i bilanci, giurato il falso, prevaricato, adottato la menzogna come stile di vita.

Non importa.

Sia ricevuto in Vaticano con tutti gli onori.

Pecunia, antica saggezza, non olet.

-5- Si prendano subito le impronte digitali dei bambini rom, ordina

Un paio di baffi sul nulla.

E i baffi giurano che non è razzismo ma solo umana pietà verso

I bimbi costretti a mendicare.

Che cuore, che generosità!

E mi tornano a mente i versi di un grandissimo: “ Sei così ipocrita che quando l’ipocrisia ti avrà ucciso sarai all’Inferno ma ti dirai in Paradiso”.

                                                                             Diego Romeo

(Fonte: http://www.sicilia7.eu/ )


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