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creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 09/06/2008 14:19

 

Benvenuto viandante

Chi Tu sia, poco importa. Nessun Ti chiede cosa cerchi, nè  donde vieni.

Ma ben è che Tu sappia, che partecipi o

assisti ad una giostra.

Nessun Sire, in questa pubblica piazza,

organizza lo torneo.

Libera è la scelta, se tornear T’aggrada o se

d’assister  preferisci.

Se a Te, l’hastiludium (gioco di lancia) non disgusta, entra e guarda; o se ancor più lo preferisci,

presentarti a me, umile  araldo d’armi, affinché possa blasonarti e iscriverti alla giostra.

A Te chiedo, Nobile Cavaliere, d’attenerti allo antico codice de li cavalieri feudali.

Mostrati leale co lo nimico Tuo e ricorda: Tua è la scelta dell’armi e solo Tu poi dichiararla,

così come li vestimenti; ma  ancor Ti chiedo, di voler, come Ti compete, salutare l’altri Cavalieri.

Gradita assai m’è la tenzone con l’armi à plaisance - per meno sparger lo sangue -  ma s’è per lo

gusto Tuo, usa pure l’armi à outrance, quelle di battaglia.

La Santa Chiesa, già nello 1130, volle di proibire, ma senza lo successo, la singolar tenzone.

Venian li torneanti scomunicati e vietata la cristiana sepoltura de li morti.

Qui nessuno T’impedisce di tornear come  Tu voi.

Nessuna scomunica, ma a lo riguardo dell’eventuale sepoltura, corremi lo dovere d’informarti, che

cimitero non abbiamo ove sotterrarti.

Ancor l’ultima cosa prima di metter la lancia a la resta:

 

Io vidi già cavalier muover campo,

e cominciar stormo a far lor mostra,

e tal volta partir per loro scampo;

corridor vidi per la terra vostra,

o Aretini, e vidi gir gualdane,

fedir torneamenti e correr giostra;

quando con trombe, e quando con campane,

con tamburi e con cenni di castella,

e con cose nostrali e con istrane; -Dante-"

Come certo sapete, giostre e tornei, ebbero origine nel Medioevo feudale e avevano lo scopo di mantenere in esercizio durante il periodo di inattività militare, tanto i nobili signori, quanto i loro eserciti.

I tornei, già a partire dal XII secolo, assunsero grande importanza per lo sfarzo e la spettacolarità dei duelli.

Erano regolamentati da rigide e severe norme, ma nonostante ciò, il rischio di morte era sempre alto.

Lo stesso uso, intorno al XIII secolo, di utilizzare lance e spade spuntate, non impediva il verificarsi di tragici eventi.

Cavalieri partecipanti, venivano chiamati di volta in volta dall’araldo d'armi, che oltre a blasonarne arma, scudo e titolo nobiliare, li presentava al pubblico e al signore che aveva indetto il torneo.

Questa nuova presentazione del sito, è dettata dalla necessità di regolamentare i post ed i commenti.

Era infatti già accaduto in passato, che qualche commento, fosse andato un po’ “fuori dalle righe”, ma accade adesso sempre con maggior frequenza, che qualche tono vada un po’ più alto.

A scanso di equivoci, questo scritto vuole precisare, come commenti e post, appartengano agli autori e quindi, non sempre e non necessariamente, devono da noi essere condivisi.

Siamo araldi nelle sfide altrui e cavalieri nelle nostre.

Questo non vuole esimerci da nostre responsabilità, che ci assumiamo pienamente per i nostri pensieri e le nostre parole, e se ne abbiamo, per quello che pubblichiamo anche quando non ci appartiene.

A tutto ciò noi ci stiamo, ma preghiamo anche gli altri di volersi assumere le proprie.

Gian J. Morici

 


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