Agrigento verso un nuovo traguardo?
Cosa è cambiato da quando è stata eletta questa amministrazione comunale e quali sono le prospettive per la città più povera d’Italia?
Caro Marco, rileggo il Tuo “programma elettorale”, sforzandomi di trovare qualche promessa fatta all’elettorato, che abbia successivamente trovato risposte concrete nell’operato della Tua amministrazione.
Voglio soffermarmi su di un passaggio del programma che così recitava testualmente: “Ed è inaccettabile che ancora oggi, nel corso di questa campagna elettorale, mestieranti della politica tentino di strumentalizzare il bisogno reale della gente continuando a distribuire vuote promesse elettorali”.
Ricordi Marco? Ricordi quanta gente ha creduto che finalmente qualcosa potesse cambiare? La rinuncia all’auto blu, le belle parole, il bagno di folla; a cosa sono serviti? Oggi, sei il Sindaco di Agrigento e questo è un dato oggettivo. La mia impressione – ma questo è un dato soggettivo – è quella che le tante accuse fatte nei riguardi di chi in passato ha distribuito “vuote promesse elettorali” pur di accaparrarsi una poltrona, oggi potrebbero essere rivolte nei tuoi confronti.
Un altro dato oggettivo?
Secondo quanto dichiarato dai Consiglieri del Partito Democratico Nello Hamel, Salvatore Lauricella e Angela Galvano, il Comune di Agrigento, ancora privo del bilancio di previsione 2008, non potrebbe erogare contributi alle famiglie indigenti.
E questo, in aggiunta al fatto che numerosi centri di assistenza e di distribuzione di alimenti hanno temporaneamente sospeso le attività, crea uno stato di disagio, in chi di quei contributi avrebbe avuto necessità, tale da portare alla disperazione un consistente numero di famiglie agrigentine.
Sai Marco, vivere l’angoscia di non sapere come pagare l’affitto o la luce l’indomani, vivere l’ansia e il terrore di non sapere come sfamare la famiglia, soprattutto i figli, è qualcosa che fa impazzire, ma che magari, chi come te, non vive di questi problemi, non riesce a capire. Vedi Marco, io non posso, e non voglio, pensare, che tu abbia mentito al tuo elettorato, che tu non abbia a cuore i tuoi concittadini e che nulla t’importi delle tragedie che quotidianamente si consumano in questa nostra piccola comunità.
Credo, e mi sforzo di credere, che tu, magari senza l’auto blu, ma comunque con il tuo bel vestito, con la cravatta ben abbinata, senza il problema dell’affitto non pagato o della bolletta della luce, non ti renda conto che ad Agrigento, oltre mille famiglie, non hanno reddito, mentre, secondo quanto indicato dai consiglieri del PD, sarebbero oltre 3mila, quelle che vivrebbero di redditi precari.
Purtroppo, rileggendo i punti del tuo programma elettorale, questa mia fiducia, questo mio voler credere che tu non sappia, a volte viene meno; poiché mi chiedo: perché se Marco non si rendeva conto dello stato di indigenza in cui vivono ormai tante, forse troppe, famiglie agrigentine, uno dei punti del suo programma elettorale, faceva riferimento proprio alle famiglie che vivono in condizioni economiche disperate?
Voglio farti rileggere il seguente punto del tuo programma:
7. Politiche sociali.
“Una seria politica comunale non può né deve prescindere da un’incisiva azione di coesione sociale. In tal senso, andranno date concrete risposte alle esigenze delle famiglie agrigentine che affrontano quotidianamente enormi difficoltà economiche - provvedere economicamente ai bisogni delle famiglie che versano in gravi condizioni di difficoltà finanziaria, creando un fondo destinato ad integrare il bilancio mensile dei nuclei familiari in modo da offrire un aiuto concreto per il soddisfacimento delle più elementari esigenze di vita”.
Marco, non aspettare che sia la Caritas o le associazioni di volontariato a cercare di venire incontro alle necessità delle famiglie meno abbienti di questa nostra città.
Ricordati delle promesse fatte e ricorda che sei tu il sindaco. Quel sindaco, che avrebbe dovuto cambiare il modo di amministrare, quel sindaco che doveva creare le condizioni di sviluppo economico. Quel sindaco, che doveva sradicare il sistema della politica clientelare. Tutto questo, ricordalo quando sei in prima fila, con la fascia tricolore a partecipare ad un’inaugurazione, ad un evento, a una processione.
Ma ricordalo anche quando sei a casa. Ricordatelo quando siedi a tavola, ricordatelo mentre rifai il nodo alla cravatta e mentre accendi il condizionatore.
E pensa. Pensa a quanti poveracci nella tua città, in quello stesso momento, non sanno come sfamarsi, non sanno come sfamare i propri figli.
Siamo già la più povera città d’Italia, il prossimo primato, potremmo dovercelo contendere con i più sperduti villaggi del terzo mondo…
Rifletti Marco.
... sospresa!
Un abbraccio.