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Da chi ama la propria terra

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 09/05/2008 12:57

Chissà perché, sono sempre coloro che più amano la propria città e hanno una diversa sensibilità, a dover abbandonare i luoghi natii e trovare rifugio altrove. È purtroppo anche il caso di Angela che, agrigentina doc, vive a Verona.

Da chi ama la propria terra

Giovanni Puglisi

Angela, segue da Verona l’evolversi della vicenda che riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle, dedicando ampio spazio nel suo blog ( http://tasti.wordpress.com/  ), oltre a tanti altri argomenti interessanti, a questo progetto, che assieme ad altri, rischia di cambiare irrimediabilmente il volto della sua amata Agrigento.

In questo suo post, traccia in maniera critica e (purtroppo) fedele, due figure importanti dell’economia siciliana (e non solo): Puglisi e Profumo.

Puglisi e Profumo, cioè: Fondazione Banco di Sicilia; Unicredit; Libera Università di Lingue e Comunicazione Iulm; Consorzio Campus Multimedia In·Formazione; UNESCO; affari, affarucci e tanto altro ancora.

Sulla coerenza e gli interessi di Puglisi, abbiamo già scritto parecchio (Rigassificatore Agrigento - UNESCO; Dal giornale "Il Manifesto"; Puglisi: tra arte e affari; Sogni o incubi?), ma diamo uno sguardo da vicino, grazie al blog di Angela, quali sono gli interessi di Unicredit al di fuori dei confini italiani:

“Unicredit e Puglisi ce li vedo bene insieme:

Prosegue invece la campagna di protesta nei confronti di Unicredit che attraverso la controllata Austria Bank Creditanstalt figura fra i finanziatori - per un totale di 280 milioni di euro - del progetto per la costruzione della diga di Ilisu in Turchia.

Oltre a infrangere diverse disposizioni internazionali e direttive Ue, il progetto della diga fa parte di un progetto più ampio il Guneydogu Anadolu Projesi (Progetto dell’ Anatolia del sud est) che finirebbe per sommergere l’antica località di Hasankeyf e circa 300 siti archeologici di notevole importanza: a causa degli invasi prodotti dalla diga si stima che tra le 35mila e le 70mila persone, in gran parte kurdi, sarebbero costretti ad abbandonare i propri villaggi e le proprie case - denuncia l’associazione Acquasuav promotrice dell’appello online. La diga, inoltre, conferirebbe alla Turchia, attraverso il controllo delle acque del Tigri, uno strumento di ricatto politico nei confronti dei paesi confinanti, in particolare Iraq e Siria. da http://www.unimondo.org/article/view/159286/1/

… qualcuno può dire a Puglisi e a Profumo di lasciare in pace le valli??????”
DILLO A PROFUMO. ORG

Può ancora Puglisi rappresentare l’Unesco in Italia?

Coraggio

Inviato da Carlo il 09/05/2008 13:43
Seguo da un pò di tempo questo sito, che trovo molto interessante. Non tutti, hanno il fegato di pubblicare quello che leggo quì, ma noto con piacere, che esiste anche gente come Angela, che ha il coraggio di mettere nero su bianco come stanno le cose.
Grazie alla rete e a chi come voi non si esimere dall'esprimere le proprie opinioni, supportandole spesso con prove inconfutabili, "l'informazione serva del potere" può essere sconfitta.
Congratulazioni, andate avanti e non arrendetevi; vincere si può!
Carlo

riflessioni

Inviato da Angela il 11/05/2008 14:11
Da qualche giorno tento di lasciare i miei ringraziamenti per la segnalazione, ma mi blocco sempre nel tentativo di rispondere a Carlo, il piacere di aver fatto un piccolo buon lavoro è freneto da quel "per fortuna ci sono persone come voi" che fa pensare a chi si è, a quel che si fa, al perché sembri qualcosa di diverso dalla normalità.
In un paese in cui l'informazione è funzionale ovviamente le voci libere diventano eccezioni e immediatamente ammantate da auree che vanno dal riconoscimento di un coraggio altro o di un'intelligenza altra...
non so che dirti Carlo, solo che non dovrebbe essere così, non dovrebbe essere un'eccezione che un cittadino si interessi alle vicende della sua città, del suo paese, al futuro dei propri figli.
Grazie Gian per la segnalazione, a presto.

normalità

Inviato da Carlo il 11/05/2008 16:13
mio padre, mi dice sempre che per capire i miei concittadini, devo partire da questo presupposto:
agrigento è il posto dove si può fare tutto quello che altrove non si può fare, ma è anche quel posto, dove non puoi fare ciò che altrove si può fare.
questa si chiama - normalità -


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