Teatro delle Panatenee un morto e tre miliardi sprecati
Quando a Milano iniziava Tangentopoli con l’arresto del “mariuolo” del Pio Albergo Trivulzio,ad Agrigento si ebbero le prime avvisaglie del “tavolino siciliano” con la vendita della struttura del teatro delle Panatenee alla Provincia regionale di Agrigento.
La Provincia inutile ( ma utile in questi casi) lo acquistò per poco più di tre miliardi delle vecchie lire. Manco a dirlo ,alla Provincia c’erano i socialisti che sapevano, alla stregua dei consulenti tecnici, come l’acquisto fosse un sopruso alle casse del denaro pubblico e come il teatro fosse destinato a diventare un rottame senza la costosa manutenzione annuale. Come è avvenuto infatti. Adesso poche righe in cronaca informano che il teatro sarà rottamato per introitare qualche soldino,forse neanche l’8 per mille della cifra spesa. Il teatro era una struttura avveniristica che fu collocata ai margini del villaggio della gioventù di Raffadali con la complicità dell’amministrazione di allora che già puzzava di fallimento ideologico e civile. Felicemente complici i gruppi teatrali e i clan intellettuali che non ebbero mai la forza e la volontà di inscenarvi qualcosa. Alcuni mesi fa il famigerato teatro emerse alla ribalta della cronaca per la tragica morte di un ragazzo tra quelle “strutture rugginose”. Strutture imponenti che quindici anni prima ospitavano tremila spettatori e che erano considerate un moderno recupero delle classiche armonie che gli antichi sapevano realizzare. Un teatro che proponeva al nostro secolo le doti che avevano reso famosi gli spazi della Magna Grecia. I lavori di costruzione erano iniziati il 6 giugno del 1988 e ultimati il 21 agosto dello stesso anno ( ma vallo a raccontare ai tecnici della Salerno –Reggio Calabria…). Furono costruiti 50 mila pezzi sciolti e assemblati con circa 100mila bulloni; impiegate 500mila tonnellate di acciaio e circa 300mc di legname.La cavea non era un perfetto emiciclo come accadeva nei teatri greci del periodo ellenistico ma era ampliata con il prolungamento delle file dei sedili: una forma a conchiglia che raccoglieva e tratteneva il suono che su di essa perveniva. Un progetto acustico che incassò le lodi di Jorge Bolet, di Rostropovic,di Slomo Mintz, tutta gente che Agrigento conobbe insieme all’opera di Penderecki,di Strauss,del Marta Graham ballett,di Gioacchino Lanza Tomasi ecc.. Anche il pubblico, poco aduso a questi spettacoli sacrali,imparò ad applaudire evitando di rompere con l’applauso i momenti di pausa , suscitando gesti di stizza da parte dei direttori d’orchestra. Per la cronaca le Panatenee nei loro depliants ringraziavano ogni anno i più bei nomi dell’imprenditoria siciliana e nazionale che poi sarebbe precipitata nelle spire di tangentopoli.. Ne ricordiamo alcuni:. Biglas sistemi sud di Vincenzo Costanzo,Gruppo Vita di Antonio Vita, Gruppo industriale Costanzo di Carmelo Costanzo,Sai di Salvatore Ligresti,Sice di Salamone e Miccichè,Gruppo Gaetano Graci, Parmalat ecc. Tra i politici si ringraziavano Salvatore Lauricella, Rino Nicolosi e la Bono Parrino.
Tutto un mondo che non è morto, né sepolto.
Diego Romeo
(Fonte: http://www.sicilia7.eu/ )