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Per il futuro di Agrigento qualcosa si muove

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 06/02/2010 01:43

Poco più di tre ore di conferenza stampa. Tanto è durato il cordiale “redde rationem” voluto dal prefetto di Agrigento, Postiglione che ha visto la partecipazione dell’assessore regionale al Territorio e ambiente on. Di Mauro, il presidente della Provincia regionale D’Orsi, il sindaco di Porto Empedocle,Firetto, il comandante della Capitaneria empedoclina, il dirigente del genio civile opere marittime, il rappresentante regionale dell’Anas, Confindustria, Enel e Moncada Energy.

Una chiamata a raccolta delle informazioni sui vari iter che coinvolgono diverse iniziative basilari per la nostra provincia come l’aeroporto, il rigassificatore, la 640 e il dragaggio del porto di Porto Empedocle, quest’ultimo a cura di un privato, la Moncada Energy. Quindi ricadute positive per il tessuto socioeconomico di Agrigento che il prefetto Postiglione non ha mancato di sottolineare riferendosi  anche al lavoro svolto dal Laboratorio per lo sviluppo e la legalità. “Siamo arrivati in porto -dice Postiglione - e il dragaggio del porto  è un segno positivo, speriamo che faccia scuola e speriamo anche che questo momento sia ricordato in futuro come una inversione di tendenza”. “Però - dice Firetto sindaco di Porto Empedocle - se occorre attendere un anno e mezzo per ottenere l’autorizzazione ai lavori di dragaggio  si comprende come la burocrazia riesca a frenare  le iniziative . Se così stanno le cose, questa terra ha poche speranze”. La notizia dell’inizio dei lavori per il dragaggio l’aveva data in conferenza stampa il comandante della capitaneria che poi ha espresso anche il suo parere non allarmante sui rischi del movimento navi nel porto. Altro dragaggio sarà effettuato da Enel Energie  e riguarderà una profondità di 14 metri mentre la Moncada Energy si fermerà a 10 metri per consentire l’attracco alle navi che trasportano olio di palma. Per l’aeroporto, D’Orsi ha confermato che Vito Riggio ha definito la realizzazione  “un’opera percorribile” per cui aspettiamo adesso che il governatore Lombardo si segga insieme al Ministro per le infrastrutture e firmino l’accordo per diventare operativi”. D’Orsi ha interpretato, poi,  la  “fame di lavoro  che la politica non riesce a soddisfare” con una battuta ad effetto :”Che si facciano i rigassificatori, le centrali nucleari, le bombe atomiche, i Bin Laden, accogliamoli per il lavoro. Niente più carnevali e convegni, occorre costruire subito un percorso di crescita per una provincia che non ce la fa più. L’ultima struttura costruita e degna di nota sono i Templi greci”. Con altre parole  (ma con la stessa sostanza) si era espresso l’on. Di Mauro riferendosi “all’approccio al mare di questo territorio che può catturare i traffici  commerciali che salgono dal Canale di Suez”. L’assessore regionale ha poi rilevato come l’urbanistica sia un punto essenziale di sviluppo per Agrigento nel rispetto del territorio e “ di quei beni culturali e turistici che altri non possono vantare”. Di Mauro ha anche annunciato  una “legge-casa” rigorosissima  insieme ad efficienti agevolazioni fiscali.. E a questo proposito il prefetto Postiglione  aveva in precedenza ricordato come “ la Sovrintendenza continua a sognare” mentre  si dovrebbe stare tutti dalla stessa parte.  Molti dei lavori annunciati avranno subito inizio nel giro di un mese o poco più  e il dirigente regionale delle opere marittime  ha fatto notare come la realizzazione del rigassificatore stia impegnando l’equipe regionale per studi in prospettiva favorendo una nuova configurazione del porto empedoclino. Non sono mancati i rilievi dei rappresentanti sindacali che si sono richiamati alla legalità base per lo sviluppo, alla richiesta di un tavolo di “regole” condivise, di maestranze dotate di professionalità, di un dialogo da protrarre nel tempo senza concessioni a “determinati soggetti richiedenti”- ha precisato tra l’altro Lillo Volpe della Ugl.E il prefetto Postiglione chiude il dibattito:” Oggi ce ne andiamo  con animo sollevato”.

 

                                                                                          Diego Romeo

 

(Fonte: grandangolo)

 

S.E.dott Postiglione,Romeo,Morici,Zambuto,Gaziano qualcuno ci prende per i fondelli……………..indaghiamo

Inviato da Occhi Aperti il 07/02/2010 18:10
S.E.dott Postiglione,Romeo,Morici,Zambuto,Gaziano qualcuno ci prende per i fondelli……………..indaghiamo

Leggendo l’articolo de La Sicilia di ieri 06/02/2008 sulla riunione del laboratorio della legalità presieduta da S E dott Postiglione , lo stesso “”era preoccupato del movimento che, a porto dragato, potrebbe registrarsi da parte delle navi di Moncada e dell’Enel;< noi avremo non più di 2-3 navi al mese che trasporteranno non solo olio di palma ma anche altre materie, ha precisato Calogero Volpe dell’impresa Mancada , mentre Fabrizzio Romano dell’ufficio di relazioni esterne dell’Enel ne ha parlato di 3-5 navi al mese, dunque al massimo 8 navi che tuttavia attraccheranno ben distanti dalle navi da crocera con le quali non avranno alcuna interferenza. Le navi gasiera inoltre non paralizzeranno, è stato assicurato, l’attività portuale, l’arrivo delle navi ha detto Cirringione va vissuto come una festa, perché comportano tanto lavoro per l’indotto>””.

Assieme all’articolo vi era un disegno con su evidenziato l’area da dragare, che va dall’attuale molo di Levante Amm. Sciangula e fino all’imboccatura del porto, e per tutta la lunghezza del molo di Ponente ed in più oltre 100 di metri fuori il molo stesso di Ponente.

Che io sappia tutti i filmati animati, fatti fin troppo realistici da Enel e propinati come messaggi promozionali mattina, pomeriggio e sera in TV, facevano vedere l’arrivo delle navi gasiere e l’attracco dentro l’ansa dell’area industriale in un molo che ancora oggi non è stato realizzato e non dentro il piccolo porto di Porto Empedocle.

Enel e Moncada incominciano a scoprire le carte, se cosi fosse il porto lo potremmo ribattezzare “Monc & Enel” e cioè porto monco o privato, con 8 navi al mese e secondo le previsioni per scaricare una nave ci vogliono dai 2-3 giorni, il gioco e fatto, occuperanno il molo per 24 giorni al mese, e tutte le altre attività commerciali che fine fanno??, Cirringione dice che non interferiranno con le navi da crociera, ma dove li devono far entrare in quel buco navi gasiere, navi da crociera,navi commerciali, nave Siremar e pescherecci, stanno parlando no del porto di Porto Empedocle, ma forse di quello di Trapani.

Mi richiamo ai comitati del <NO!! RIGASSIFICATORE> , se la foto pubblicata del La Sicilia è vera, ci stanno prendendo per i fondelli, stanno dragando il porto vecchio solo per i loro traffici e non per il bene del comprensorio.
Io mi sarei aspettato che dragassero l’area prospiciente la zona industriale, dove facevano vedere l’attracco delle gasiere, ma poi mi domandavo ma come possono dragare il posto se prima non realizzano il molo di sopravvento per riparare l’ansa dalle mareggiate, ........ecco spiegato il motivo, le gasiere attraccheranno dentro il porto di Porto Empedocle e non dove ci hanno propinato per almeno due anni.

Morici, Zambuto, Gaziano, Romeo, occhi aperti qualcuno sta barando, non si può costruire un molo di sopravvento di circa 200 mt dall’oggi al domani, perché fino ad oggi non lo hanno costuito??, forse non serve più? o non è mai stato necessario, tanto c’era il plastico che ci fuorviava.

E mi meraviglia la dichiarazione di Cirringione al prefetto quando lo tranquillizza dicendo che il traffico di Enel & Moncada non interferirà col traffico commerciale e turistico, ma vorrei capire il quale porto vive , quando in rada bivaccano per intere settimane piccole navi, a confronto delle gasiere, che non trovano ricovero interno per aspettare le operazioni di carico e scarico e li costringono a rimanere in rada col mal tempo, perché??, visto che abbiamo un porto cosi capiente come dice Cirringione??.

Occhi aperti!! Saluti


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