Lombardo: la continuità del governo Cuffaro
Saranno rifatte le gare per la realizzazione dei quattro termovalorizzatori siciliani. Lo ha detto Raffaele Lombardo nel corso della conferenza stampa in cui ha annunciato la riforma del settore dei rifiuti con la riduzione da 27 a 10 degli Ato.
L'intenzione era stata resa nota gia' durante la campagna elettorale conclusasi con la sua elezione il 14 aprile scorso. I nuovi impianti saranno collegati a un piano che preveda, oltre allo snellimento del settore, l'aumento della raccolta differenziata. Le nuove gare, nelle intenzioni del governatore, dovranno garantire tecnologie piu' avanzate. Ma saranno ridiscussi alcuni dei siti in cui dovranno sorgere a partire da quello del Simeto. Il precedente governo Cuffaro aveva indicato i siti di Bellolampo, a Palermo, Castetermini (Agrigento), Paterno' (Catania) e Augusta (Siracusa), dove i lavori erano gia' iniziati. Sugli impianti, dopo un lungo braccio di ferro con l'ex ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, nei primi giorni del gennaio 2008 un vertice tra l'ex presidente e l'ex premier Romano Prodi, aveva fatto registrare un sostanziale via libera nell'ambito della gestione dell'emergenza campana, prevedendo in cambio, secondo indiscrezioni circolate allora, la disponibilita' dell'Isola a ricevere i rifiuti di Napoli.
Fonte: http://agrigentoweb.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5238&Itemid=452
La prima gara, se la aggiudicò l’Enel, in cordata con altre società (Elettroambiente spa, all’epoca della richiesta di proprietà del gruppo Enel ma acquistata dalla Falck nel luglio 2007, Enel Produzione spa, Emit Ercole Marelli Impianti Tecnologici spa, A.m.i.a. spa, Catanzaro Costruzioni srl), grazie ad un bando per il quale l’Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia europea: doveva essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di Bruxelles e invece la Protezione civile dell’epoca concesse una deroga perché ci si limitasse alla Gazzetta della regione.
Come se non bastasse, vale la pena di ricordare quanto accaduto a Gioacchino Genchi, che ha diretto per diversi anni l'importante «Servizio 3», della Regione Siciliana, quello che si occupa della tutela dall'inquinamento atmosferico.
Un alto dirigente regionale in quota dell'Mpa di Raffaele Lombardo, divenuto nuovo capo gerarchico di Genchi, ha deciso che per «ordini superiori» Gioacchino Genchi non doveva più dirigere quel Servizio. Pietro Tolomeo, questo il nome del suddetto direttore generale, preso carta e penna e senza alcuna motivazione né preavviso gli ha revocato l'incarico in seduta stante, destinandolo in un'altra sede. Le origini della rimozione di Genchi, vanno ricercate tra i numerosi provvedimenti che il «Servizio 3» da lui diretto stava per emettere o ha emesso nei mesi più recenti.
Insomma, di interventi scomodi il direttore del «Servizio 3» ne ha firmati parecchi e altri ne aveva in serbo, come quelli rivolti ai petrolchimici di Gela, Milazzo, Augusta e Priolo. Ma gli indizi maggiori della sua rimozione portano dritti dritti ai quattro mega inceneritori di rifiuti che l’ex presidente della regione Totò Cuffaro voleva realizzare a tutti i costi in Sicilia: un business colossale di circa 2 miliardi di euro che non poteva assolutamente sfumare per colpa di un funzionario troppo ligio al proprio dovere. Un business, che neppure il nuovo Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, intende farsi sfuggire e senza ostacoli come Genchi sulla sua strada, l’unico problema che resta, è quello di evitare che gli inceneritori possano essere realizzati in quella parte della Sicilia che gli sta a cuore. Agrigento comunque, o con il Governatore agrigentino o con quello catanese, sarà costretta ad ospitare tutta la “mondezza” italiana, intesa oltre che come rifiuti, anche come impianti ad elevato impatto ambientale e non voluti nelle altre città d’Italia.
Grazie Governatori…
Legambiente, Cuffaro e i termovalorizzatori
Genchi vs Cuffaro - parte prima
"Sono stato messo in una stanza e pagato per non fare nulla"...........Ambiente inceneritori Sicilia Genchi Cuffaro
La democrazia è morta!