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In groppa al cavallo morto

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 03/06/2008 16:01

Pur di vincere una competizione, si riesumano e si resuscitano anche i cavalli morti.

In groppa al cavallo morto

La fine del cavallo

E anche questa tornata elettorale, arriverà alla fine. Oseremmo dire: finalmente finirà. Una campagna elettorale che di certo non brilla per progettualità e contenuti, come del resto è già accaduto anche con le precedenti competizioni per il rinnovo del governo nazionale e per quello regionale. Soliti vecchi discorsi, piccole banalità di un teatrino politico che da oltre mezzo secolo ricorre ad un metodo ben collaudato per accaparrarsi il consenso dell’elettorato: “la promessa”! E sì, la famosa promessa elettorale, il sale di ogni campagna; più o meno roboante, più o meno allettante, ma pur sempre un valido strumento per attrarre il favore di un elettorato sempre più lontano dai grandi temi della politica, dall’ideologia, ma sempre più bisognoso e dipendente dal favore del politico di turno. Da oltre cinquanta anni, i politici agrigentini hanno fatto la loro fortuna (politica s’intende, poiché altre “fortune” ben diversamente si son fatte…), promettendo acqua a un popolo assetato, lavoro a un popolo affamato, servizi degni di un paese civile, ad un popolo costretto a vivere peggio che se si fosse trovato nel più sperduto villaggio del terzo mondo. Promesse. Promesse mai mantenute, ma che hanno comunque e per decenni, garantito comode poltrone a deretani, che in quanto tali, hanno prodotto solo ciò che per volere di “Madre Natura” avrebbero potuto produrre. Dopo un cinquantennio, come dicevamo, di promesse sempre rinnovate e mai rispettate, ma pur sempre uguali, ripetitive, prive anche di un guizzo di fantasia, ecco finalmente la novità da inserire nel calendario di quegli “impegni elettoralistici” da far piovere in testa ai cittadini: il rigassificatore! Noi tutti sappiamo purtroppo, come la nostra provincia sia interessata da progetti che mirano a impedire uno sviluppo turistico – evidentemente scomodo – e come tra i vari progetti, ci sia anche quello del rigassificatore di Porto Empedocle. Il primo, in ordine cronologico, che utilizzò l’argomento rigassificatore come cavallo di battaglia da competizione elettorale, fu il nostro giovane sindaco. Marco Zambuto, trovò in Angelo La Russa, uno sponsor della causa, poiché lo stesso, peraltro suocero di Marco, utilizzò finanche la sua associazione “Agrigento nel cuore”, per dar battaglia allo “scellerato progetto”. Peccato che, finita la competizione elettorale, il famoso cavallo, ormai morto, sia stato sepolto e dimenticato. Così come per 50 anni è avvenuto per l’acqua, per il lavoro e per i tanti servizi promessi e mai realizzati. Ma anche ben altri noti personaggi, non hanno esitato a cavalcare l’onda. Lo stesso governatore Raffaele Lombardo, uno dei più accaniti detrattori degli impianti di rigassificazione in Sicilia, nel corso della sua campagna elettorale, fece largo uso dell’argomento, salvo poi, una volta eletto, avere un ripensamento, quasi una folgorazione, come del resto era già accaduto a tanti altri prima di lui. Ma per restare in tema di territorio agrigentino e per dovere di cronaca, va ricordato come, e anche loro in campagna elettorale, nel corso delle elezioni comunali, gli ambientalisti, quelli politicamente impegnati, intervennero sulla materia, a suon di comunicati, adesioni a comitati contro il rigassificatore, con articoli pubblicati persino su un giornale, anche quello ambientalista (nato giusto in quel periodo). Poi, finite le elezioni e calata la coltre di silenzio, gli unici interventi degli ambientalisti, furono quelli fatti, per tentare di screditare il fronte del “No” al rigassificatore. Ma perché tornare a parlare di un “cavallo di battaglia” ormai morto e sepolto? Perché come in tutte le belle fiabe, gli eroi non muoiono mai. E neppure i cavalli. Ecco che in occasione delle elezioni provinciali, Marco Zambuto dissotterra il povero cavallo morto e si torna a parlare di rigassificatore, dell’opportunità o meno di realizzarlo, del danno che ne subirebbe il nostro territorio. Resuscitato il nobile quadrupede, non possono certo mancare i cavalieri. E chi meglio di un difensore della natura, qual è un’ambientalista, potrebbe montare in groppa a un simile destriero (peraltro immortale)? Ecco subito pronto il consigliere comunale di estrazione ambientalista, che candidato alla presidenza della Provincia, torna a parlare di rigassificatore, di inopportunità e di referendum. Promesse e argomenti quindi bipartisan,  o forse “multipartisan", poiché non si esclude che anche altri partiti, pur di accattivarsi simpatie e consensi, possano ricorrere a questo collaudatissimo metodo.  Ma caro Peppe, caro Marco e cari chissà quanti altri ancora, credete davvero che gli agrigentini siano così miopi da non vedere a un dito di distanza dalla punta del naso? Da non accorgersi di come passano i mesi senza che nessuno spenda una sola parola sull’argomento e che poi d’improvviso – in occasione delle campagne elettorali – ci si ricorda dello scempio che si vuole perpetrare nella nostra amata Valle dei Templi? Ma credete davvero che i vostri concittadini siano così stupidi da non accorgersi che nessun atto concreto in questa direzione, viene fatto da nessuno di voi?  Se così fosse, non avete bisogno di scervellarvi alla ricerca di nuovi argomenti e promesse elettorali. Vi basterà ripassare i tanti programmi e comizi, con i quali e per oltre cinquant’anni,  i vostri predecessori hanno raccattato voti, utilizzando un elemento di importanza vitale: l’acqua.


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