Tu sei qui: Portale Notizie Città e dintorni Cuffaro-Scalia: il grande inciucio?
Navigazione
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
Nuovo collaboratore?
 
Azioni sul documento

Cuffaro-Scalia: il grande inciucio?

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 05/08/2008 14:54

Numero ricco di notizie, quello di Grandangolo di questa settimana. Pubblichiamo per intero l’articolo dal titolo: “Comizio-flop e parentela con Cuffaro. E Fini punì i suoi uomini” apparso sulla prima pagina del settimanale di Franco Castaldo.

Cuffaro-Scalia: il grande inciucio?

Totò Cuffaro

“Fibrillazione in casa An e ripercussioni in casa Dc. È stata una settimana difficile per i due schieramenti politici. Tutto è cominciato con l’articolo di Felice Cavallaro sul “Corriere Della Sera”. Ecco il testo:

“Per le sedie vuote di un cinema forse Gianfranco Fini non avrebbe dato un calcio al segretario siciliano del suo partito, Pippo Scalia. Invece di chiederne le immediate dimissioni, come ha fatto pure per il segretario provinciale di Palermo, magari si sarebbe limitato a una strigliata dopo la «malafigura» registrata domenica mattina al comizio senza folla. Per questo, alla ricerca dei retroscena del drastico provvedimento ieri sospeso in extremis «fino al 14 aprile», si scatenano mille sospetti dentro e fuori An su un presunto grande inciucio agrigentino, che avrebbe per protagonisti lo stesso Scalia e nientedimenoché un suo parente eccellente, proprio il cugino acquisito Totò Cuffaro. Si racconta infatti che l' ex presidente della Regione, dimissionato dopo la condanna a cinque anni, godrebbe di qualche favore sottobanco da parte del segretario di An a lui legato perché le rispettive mogli sono cugine, fanno di cognome Chiarelli e affondano comuni radici ad Aragona, provincia di Agrigento, roccaforte dei due leader pronti a smentire, naturalmente. Perché nessuno farà mai confessare a Scalia di passare voti sottobanco ad un terrorizzato Cuffaro per la prima volta nella sua carriera politica davanti ad un muro più alto dell' Everest. Viaggiando senza copertura Pdl e senza quelle del potere di sempre, risulta infatti dura e per niente scontata la scalata al Senato dove non si arriva senza l' 8 per cento. Scalia ovviamente nega: «Favole metropolitane, o meglio paesane». E maledice chi pensa che, in cambio di un sostegno del cugino al Senato, lo stesso ex presidente accusato di festeggiare a colpi di cannoli restituisca il favore alle regionali facendo votare per il suo pupillo candidato all' Assemblea siciliana, Luigi Gentile, recluta di An e commercialista in ascesa, da qualche anno punto d' unione fra i due cugini in tante vicende. A cominciare dalla gestione del passaggio in società per azioni di un consorzio acquedotti confluito nella «Girgenti Acque» che si è aggiudicata il servizio trentennale di tutte le risorse idriche in provincia di Agrigento. Un congegno che avrebbe accelerato la candidatura Gentile soffocando alcuni graduati An migrati per protesta nelle liste autonomiste di Raffaele Lombardo. Tutti pronti a far rimbalzare le polemica dentro quel cinema palermitano dove non ha apprezzato la trama un Fini infuriato dai vocii obliqui echeggiati mentre i palermitani passeggiavano al sole, fuori dalla sala”.

Immediata la replica di Totò Cuffaro: “nessun terrore pervade le mie giornate, ma la serenità che mi deriva dall’amicizia e dalla fiducia che in me ripongono le centinaia di siciliani che ogni giorno continuo ad incontrare e che mi danno la certezza di poter affermare che l’UDC in Sicilia supererà e bene la soglia dell’8%. I siciliani continuano a mostrarmi fiducia e amicizia. E quindi nessun Everest mi si para davanti, al più una campagna elettorale difficile, visto che le televisioni e giornali ci hanno oscurato e l’unico modo per far conoscere le nostre  ragioni è quello di incontrare personalmente i nostri elettori. La dignità politica che appartiene sia a Scalia sia a me ci impone di lottare lealmente ognuno per la nostra parte, senza sotterfugi e senza favori sottobanco. I favori sottobanco sono altri a farli e a cercarli non certo noi”.

Intanto Giancarlo Granata candidato per l’assemblea regionale Siciliana in una lista vicina a Raffaele Lombardo afferma: “io non ho lasciato AN. Le decisioni romane hanno causato l’assorbimento di AN all’interno del nuovo soggetto politico e ho ritenuto opportuno continuare il mio percorso in una lista che fa capo al progetto di Lombardo”.

Favole metropolitane o paesane, così come definite da Scalia, o storie di inciuci e trasversalismi come nella migliore tradizione della politica agrigentina?

Politica?

Inviato da Alessandro il 05/04/2008 00:50
Chissà cosa ne pensano Giusy Savarino, Decio Terrana, Carmelo Castiglione e Fabrizio Di Paola, tanto per fare qualche nome... Certo che per Fini Inc.....si così tanto, sembra veramente difficile l'unico motivo sia quello di un comizio organizzato male. Prescindendo da queste ultime notizie, vere o false che siano, deve esserci certamente qualcosa in più. Scalia, sarà comunque deputato e a Fini non resterà altro che dover subire questa sconfitta in casa.


Sviluppato con Plone CMS, il sistema open source di gestione dei contenuti

Questo sito è conforme ai seguenti standard:

Strumenti personali