AGRIGENTO, CHE ARIA TIRA
Chi l’ha detto che il “potere” preferisce tenere il popolo nell’ignoranza per “governare” più “liberamente”? In occasione del premio “Cinquemani-Arcuri” non è stato così.
Le informazioni erano tutte sul blog della neonata Associazione, chiare e distinte, con tutti i nomi del Direttivo composto dal prof. Antonio Palazzo nipote del notaio Cinquemani Arcuri, dall’avv. Marco Zambuto, dal dott.Pino Miccichè consigliere comunale agrigentino,dall’avv. Giovanni Vaccaro, dal prof.Giuseppe Palazzolo e dall’avv.Luigi Troja.
Tra le sue finalità, l’associazione si prefigge di “conferire con cadenza annuale un premio a coloro i quali abbiano realizzato i precetti del suo(del notaio e politico Arcuri) insegnamento, raggiungendo nel notorio tangibili e riconosciuti risultati di impegno civile,politico e professionale”.
Tra i premiati di quest’anno ci sono l’avv.Marco Zambuto e l’avv.Luigi Troja che figurano nel direttivo dell’Associazione.
A prescindere dal loro merito, sorge spontanea una domanda: ma non è che per caso Zambuto e Troja si sarebbero assegnati il premio?
Troja francamente non lo conosciamo, di Zambuto sappiamo tutti l’enorme fardello che ha voluto addossarsi sulle spalle nel mandare avanti una città ancora recalcitrante al suo slogan “il coraggio di cambiare”.
Il riconoscimento è toccato anche al sen.Benedetto Adragna inventore del “format” politico che ha portato al successo Marco Zambuto e attuale detentore, come abbiamo appreso in questi mesi, di quello che il dimissionario segretario della CISL, Migliara, definisce “sistema Adragna”.
Gli altri beneficiari del “Cinquemani-Arcuri” sono stati l’on.Cimino,l’ex vicesindaco di Agrigento Angelo Alfano padre del Guardasigilli Angelino, l’on.Calamo mentre riconoscimenti speciali sono andati al Procuratore aggiunto di Palermo, De Francisci e al Presidente del CUPA Joseph Mifsud.
La nota più simpatica e consolante del premio, è stata quella di avere sovvertito il vecchio adagio della tragedia greca “i peccati dei padri ricadono sui figli”. Infatti TeleVideo Agrigento ha dedicato al padre del Guardasigilli Alfano, un servizio speciale all’interno del TG, a dimostrazione che da oggi in poi “i meriti dei figli ricadono sui padri”. Resta ancora da capire se, dopo la tragedia di Favara, occorra avere più “cautela” nel premiare i politici e in particolare quelli che si nutrono allegramente col pane dei “due forni” di andreottiana memoria, mescolando partiti e sindacati che, vivaddio, riacquistano alla grande il vecchio ruolo di “cinghia di trasmissione”.
E se Casini a Roma lancia ,come ha detto ,”il terzo forno” sarebbe un gioco ( delle tre carte) arguire che ad Agrigento , il terzo forno si chiami Arnone, il quale da parecchio tempo, ormai, non riesce a sfornare una ciambella col buco.
Questa fregola di premiazioni e autoreferenzialità ha contagiato persino Facebook che ha eletto in gruppo “la migliore giornalista donna di Agrigento” mentre in questi giorni altri migranti agrigentini sono andati al Nord a fare i lavori più umili come presentare video-fetish e clip promozionali sulla resistenza al coito dei preservativi.
Se questo è “l’incremento del Sud” che contraddice “ la retorica del divario”, stiamo freschi.
Non ci basteranno né il Ponte né l’Aeroporto e il Robin Hood (che toglieva ai ricchi per dare ai poveri) rimarrà solo un musical. Quel musical che ,ironia della sorte, ha invaso giovedi scorso la scena del Teatro Pirandello.
Quasi a ricordarci che Bastiglie e Masanielli passano e che il potere sta sempre altrove.
Chissà che Pantalone un giorno o l’altro non riesca a stanarlo.
Diego Romeo
Gradevole.