Tu sei qui: Portale Notizie Città e dintorni La memoria corta
Navigazione
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
Nuovo collaboratore?
 
Azioni sul documento

La memoria corta

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 17/02/2008 00:22

La storia di un cannone di bronzo, delle memorie del passato e della "memoria corta..."

13/02/08 A casa Sanfilippo  il presidente del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, Rosalia Camerata Scovazzo,  il direttore del Parco, architetto, Pietro Meli, e  il  soprintendente del Mare, Sebastiano Tusa, hanno presentato la “mezza colubrina di San Leone”.
Si tratta di un cannone in bronzo, una mezza colubrina bastarda, datata intorno alla seconda metà del secolo XVI.

L’arma, di fabbricazione genovese, è stata rinvenuta in località Maddalusa (San Leone) a poche centinaia di metri dalla riva, ad una profondità di circa sette metri, dal noto sub agrigentino, Cesco Tedesco, nel 2003.

Grazie alla segnalazione di Tedesco, vennero rinvenuti due cannoni, di cui uno (quello mostrato a casa Sanfilippo), possiede ancora l’affusto in legno.

La presenza dell’affusto in legno, in campo archeologico subacqueo, è un evento molto raro e quindi  interessante, poiché le condizioni marine, salvo particolari casi come questo, difficilmente consentono la conservazione dei legnami, essendo gli stessi soggetti all’attacco di organismi marini che ne compromettono la resistenza..

Il fondale argilloso, sul quale si trovava la mezza colubrina, ha creato condizioni anaerobiche particolari, che hanno permesso la conservazione delle parti lignee nel corso dei secoli.

Chiudi la finestraIl cannone, ad avancarica, ha la conformazione tipica delle bocche da fuoco realizzate intorno la metà del 500 dai fonditori genovesi e la sigla BS che reca sul fronte, farebbe presumere che la sua realizzazione la si debba al genovese Bartolomeo Sommariva.

I lavori di restauro, sono stati effettuati per la parte in bronzo, dalla Ditta Giovanni e Lorenzo Morigi di Bologna, mentre per la parte lignea dal Laboratorio di restauro 'Legni e segni della Memoria'” di Salerno. 

La cerimonia di presentazione della colubrina, è avvenuta a casa Sanfilippo, alla presenza di molte autorità, ma anche di appassionati di archeologia subacquea e di cittadini incuriositi dall’evento.

Una nota curiosa: il nome dell’azienda che si è occupata della parte lignea, è “Legni e segni della Memoria”, ma evidentemente ad Agrigento, molti hanno la “memoria” piuttosto corta.

Infatti, quello che ci è dispiaciuto notare, è stata l’assenza di Tedesco, il quale sembra non sia stato neppure invitato alla manifestazione.

In effetti, di chi ha rinvenuto il “reperto di notevole interesse”, non viene fatto cenno alcuno, né nel corso della manifestazione, né sul materiale informativo messo a disposizione dei visitatori.

Eppure, ricordiamo perfettamente i giorni del ritrovamento, le riprese televisive e le notizie sulla stampa, che indicavano in Tedesco colui al quale si doveva il rinvenimento e il consequenziale recupero del cannone.

Cesco Tedesco, è molto conosciuto in città, sia come sub, sia come sportivo che ha legato il suo nome a eventi eccezionali, ma anche per altri rinvenimenti di reperti archeologici.

Non vogliamo polemizzare, ma ci chiediamo: è mai possibile che nella nostra città, dove ogni occasione è buona per premiare o encomiare chicchessia, ci si debba sempre dimenticare di chi i meriti li ha realmente?

santo protettore

Inviato da giuseppe il 22/02/2008 12:35
e'vergognoso,ma forse cesco non ha santi in paradiso

Considerazione

Inviato da Gian Joseph Morici il 22/02/2008 15:48
Purtroppo così facendo, anche se non è il caso di Cesco perchè è superiore a tanto "nanismo", si finisce con il demotivare chi può apportare un serio contributo alla crescita culturale di questa nostra città.


Sviluppato con Plone CMS, il sistema open source di gestione dei contenuti

Questo sito è conforme ai seguenti standard:

Strumenti personali