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Quando il malaffare puzza più della spazzatura

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 28/05/2008 15:34

Oltre seicento pagine compongono l'ordinanza in cui è ricostruita l'inchiesta della Procura di Napoli sulla gestione commissariale dell'emergenza rifiuti tra il 2005 e la fine del 2007.

Quando il malaffare puzza più della spazzatura

Emergenza Rifiuti: la soluzione prevista dal Governo

28/05/08 Secondo la Procura di Napoli, i rifiuti che prima di finire in discarica dovevano essere trattati, in verità venivano inviati alle discariche con tutte le certificazioni in regola, ma senza che in realtà fossero stati sottoposti a trattamento alcuno.  Nel corso dell'indagine, sono state registrate ore e ore di conversazioni intercettate, tra le quali quella tra Marta Di Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e già vice di Guido Bertolaso quando l'attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti,  e lo stesso Bertolaso.  La Di Gennaro, nel corso della telefonata a Bertolaso, dice testualmente: «Noi stiamo parlando di una discarica da truccare e voi ci dovete aiutare».  Dalle telefonate intercettate, emergono oltre i dettagli su come trattare l’immondizia, anche il timore che a scoprire le magagne possa essere un esperto, Franco Ortolani, che spesso si adopera come consulente dei comitati antidiscariche. L’inchiesta che ha portato a 25 ordinanze di custodia cautelare, intestate a dipendenti e funzionari del Commissariato per i rifiuti, vede coinvolti oltre Marta Di Gennaro,  Michele Greco, dirigente della Regione Campania, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, un maresciallo dei carabinieri e alcuni responsabili di aziende interessate allo smaltimento dei rifiuti. Per 24 degli arrestati, tutti tranne la funzionaria della Provincia di Caserta Giuseppina Marra, è stato anche contestato  il reato di associazione per delinquere.  Secondo il Procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore, i personaggi coinvolti nell’inchiesta avrebbero fatto parte al vecchio commissariato per l’emergenza rifiuti  e attualmente non erano più nella struttura.  Il Procuratore, sostiene inoltre che la popolazione deve avere fiducia non solo nella magistratura, che oggi ha anche competenza regionale e quindi maggiore controllo delle attività, ma anche nelle istituzioni. Purtroppo, dobbiamo evidenziare come il timore maggiore da parte dei responsabili delle truffe e del procurato disastro ecologico, era quello che l’esperto dei comitati antidiscarica, potesse scoprire il malaffare che c’era dietro l’emergenza rifiuti, segno questo, che qualcosa all’interno delle istituzioni non funziona. Se infatti, i controlli avvenissero regolarmente, se le norme fossero rispettate e la salute pubblica tutelata, non sarebbe necessario l’intervento di esperti terzi, in favore di cittadini che vedono costantemente violati i loro diritti e siamo certi, che in una condizione di rispetto della legalità e della salute dei cittadini, verrebbero meno le ragioni di protesta da parte degli abitanti. Ma uno Stato, che pretende di risolvere i problemi, infischiandosene dei diritti della gente e calpestando persino quelli sanciti dalla Costituzione, che sono alla base del sistema democratico, rischia solo di inasprire il tono delle polemiche. Non si può infatti minacciare misure coercitive, contro chi protestando in maniera pacifica, pretende solo il rispetto delle regole e della salute dei propri figli.

L’articolo successivo è tratto da: http://www.peacelink.it/ecologia/a/26235.html

“Ecco le prime sconcertanti verità sul decreto rifiuti del 24 Maggio 2008

Una prima analisi degli articoli 8 e 9 del decreto rifiuti del 24 maggio, evidenzia la estrema gravità delle scelte in materia di smaltimento dei rifiuti pericolosi. Giocare con la vita di una intera popolazione per favorire innominabili interessi economici.

26 maggio 2008 - Comitato Allarme Rifiuti Tossici

Gli artt 8 e 9 sono quelli della verità, sono quelli dove va ricercata la motivazione di tutto. Sia i termovalorizzatori e sia le discariche devono nascere con lo scopo ben preciso di bruciare o interrare (in discariche su cui non viene effettuata alcuna VIA) anche rifiuti pericolosi o non meglio specificati.  Le stesse ceneri tossiche, prodotte dalla combustione dei futuri inceneritori, che andrebbero conferite in discariche speciali, si prevede vengano sversate nei 10 siti stabiliti dal decreto: tutti dicono che l'inceneritore non fa male, nessuno che le ceneri prodotte sono vere e proprie bombe ecologiche.  I comma 2 dell'art 8 e 9 sono di portata criminale e per questo sono scritti in un modo scarsamente comprensibile. L'urgenza di aprire nuove discariche appare così una scusa con cui poter aggirare normative nazionali ed europee in tema di smaltimento rifiuti.  Ancora una volta sorge il dubbio che la crisi campana sia stata studiata a tavolino per avviare, con la scusa dell'emergenza, discariche ed inceneritori, col pericolo di affossare eventuali procedimenti in corso (si veda la vicenda Lo Uttaro) e far sparire dietro 2 commi di un decreto un po' di disastri ambientali pregressi.  Il business dei rifiuti tossici è il business per eccellenza, più del petrolio e del tabacco. Questi rifiuti pericolosi vengono prodotti tutti i giorni in ogni parte del mondo e in quantità mostruose: del loro smaltimento è in atto una rudimentale semplificazione ai danni della salute dei cittadini campani.

Di seguito gli articoli incriminati:

Art. 8, comma 2: In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, ed agli articoli 191 e 208 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e' autorizzato nella regione Campania, per un triennio rispetto al termine di cui al citato articolo 2, l'esercizio degli impianti in cui i rifiuti, aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, sono scaricati e stoccati al fine di essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di recupero, trattamento o smaltimento.

Art. 8, comma 3: E' prorogato per un triennio rispetto al termine di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, lo stoccaggio dei rifiuti aventi codice CER 19.12.10, 19.12.12, 19.05.01, 19.05.03, 20.03.01, in attesa di smaltimento, nonche' il deposito dei rifiuti stessi presso qualsiasi area di deposito temporaneo.

Art. 9, comma 2: Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e' inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche' 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all'articolo 18.

Come si legge, gli impianti individuati dal decreto sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER:

19.12.12:: altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19.12.11 (che sarebbe altri rifiuti. compresi i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.05.01: parte di rifiuti urbani e simili non compostata

19.05.03: compost fuori specifica

20.03.01: rifiuti dei mercati

19.01.12: ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.01.14: ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

19.02.06: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

ed ancora:

19.01.11*: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori)
19.01.13*: ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori, sono considerate pericolose e vengono solitamente smaltite in discariche speciali)
19.02.05*: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose
19.12.11*: altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose

Note:

Il testo del decreto rifiuti
http://www.allarmerifiutitossici.org/articles/art_608.html

A completare un quadro già abbastanza grave e complesso, va aggiunto l’operato dei media, i quali spesso si fanno promotori di un’informazione lacunosa, quando non di parte. Venerdì di Repubblica del 16 maggio, pubblicava a pagina 90, come ben 435  ricerche scientifiche internazionali attestino un aumento delle patologie tumorali e malformazioni neonatali nelle popolazioni residenti in prossimità degli inceneritori. Appare fin troppo evidente, che una maniera diversa di diffondere le notizie, dando adeguato spazio e riportandole nelle prime pagine anziché nelle ultime, rischierebbe di mettere in discussione la realizzazione di impianti di questo genere, che in altri Paesi più civili del nostro, o non vengono più realizzati da decenni o il loro utilizzo è ridotto al minimo indispensabile e solo dopo aver adottato gli accorgimenti del caso.

Non sappiamo fino a quando ci verrà ancora concesso di pubblicare simili informazioni, visto che dopo l’apposizione del Segreto di Stato su discariche, termovalorizzatori, rigassificatori etc e dopo le minacce di arresto nei confronti di quanti oseranno protestare, la prossima misura di repressione, potrebbe essere quella dell’arresto di chiunque e con qualsiasi strumento, si azzardi a informare i cittadini.

Continueremo a chiamarla democrazia?

A quando la modifica?

Inviato da anonimo il 28/05/2008 17:27
La Costituzione:
Art. 17.
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Quanto tempo passerà prima che vengano modificati?