Pericolo "Pandemia"
Analisi serio/faceto dell'epidemia che sta diffendondosi in alcuni strati della popolazione.
Viene definita epidemia, una malattia infettiva che si propaga simultaneamente ad una collettività di individui. Per svilupparsi un'epidemia, è necessario che il contagio tra la popolazione sia abbastanza facile.
L’agente patogeno del quale parleremo oggi, è ancora sconosciuto, ma diventa preoccupante la rapidità con la quale si sta diffondendo e il quadro clinico che presenta il paziente dopo aver contratto la malattia.
Ci troviamo in presenza di una patologia che si manifesta prevalentemente in soggetti che potremmo definire “a rischio”, probabilmente a causa dell’ambiente nel quale lavorano, e più raramente, nella popolazione disinformata e che entra in stretto contatto con l’agente vettore della malattia.
Purtroppo, poiché la diffusione interessa più aree geografiche del mondo e da una prima indagine epidemiologica, risulta elevato il numero dei “casi gravi”, sussiste il pericolo reale di una pandemia.
I primi sintomi, compaiono in brevissimo tempo, subito dopo aver contratto la malattia.
Inizialmente, si manifesta con difficoltà di linguaggio (limitatamente all’uso di determinate parole) o con forti crampi ai polsi, a tal punto da impedire le azioni che abitualmente facciamo tutti (esempio: scrivere).
Il protrarsi dell’esposizione al virus, senza una precisa diagnosi della malattia e le adeguate cure del caso, fa aggravare il quadro clinico del paziente, nel quale in breve tempo possono insorgere fenomeni di distacco dalla realtà, perdita della cognizione del tempo, sensazione di onnipotenza o difficoltà a distinguere un singolo soggetto da una moltitudine.
Fortunatamente, la “Sindrome da Rigassificatore”, colpisce nella maggioranza dei casi i soggetti politici, i sindacalisti, gli operatori dell’informazione e più raramente i rappresentanti delle istituzioni e salvo poche eccezioni, quasi mai il cittadino.
Uno dei casi che abbiamo potuto osservare da vicino, è quello che si verificò a Porto Empedocle il 16 dicembre 2006, allorquando Pierre Swartenbroekx, ingegnere belga, nel corso del Consiglio Comunale Straordinario, avendo raggiunto la fase più acuta, esordì dichiarando che il rigassificatore avrebbe dato lavoro a 2000 operai; che nel suo paese tale impianto era oggetto di visite da parte dei turisti e che la variazione termica delle acque marine, con un abbassamento di circa 6° avrebbe favorito l’estro e quindi la riproduzione, della fauna ittica (purtroppo, molte persone, non conoscendo i benefici effetti del freddo sui genitali, illustrati sull’estro dei pesci dall’ingegnere belga, , continuano ad acquistare il Viagra).
Altro caso di comportamenti inspiegabili e quindi probabilmente riconducibile alla sindrome, è quello di Luigi Troja, Presidente del Consiglio Comunale di Porto Empedocle, il quale dopo aver firmato una petizione contro il rigassificatore, in breve tempo è divenuto uno dei più strenui difensori dell’impianto, a tal punto da osteggiare l’indizione di un referendum in materia.
Lo stesso sindaco del paese, Calogero Firetto, dipendente dell’Enel (azienda interessata alla realizzazione dell’opera), che nel corso della campagna elettorale, mantenne posizioni “tiepide” sul rigassificatore, una volta eletto sindaco, si è all’improvviso trasformato nel “paladino difensore” del progetto industriale.
C'è poi la variante che colpisce gli operatori dell’informazione, che impedisce a molti giornalisti di diffondere notizie che possano nuocere alla realizzazione dell’opera (difficoltà della parola e/o crampo del polso?).
Se prendiamo ad esempio il giornale La Sicilia, ci accorgiamo immediatamente come nel migliore dei casi, i giornalisti non scrivano un solo rigo sull’argomento, mentre alcuni di loro, si limitano a diffondere solo quanto è favorevole all’impianto.
Appare strano, come all’interno della redazione del quotidiano, tutti i giornalisti mostrino di avere la stessa opinione in materia, del loro redattore capo.
Esiste poi la variante del “mutismo indotto”, che ha colpito i politici agrigentini e pare stia diffondendosi anche tra i rappresentanti di altri organi d'informazione.
Tra questi casi, vogliamo citare quello dell’on. Angelo La Russa, del sindaco Zambuto, del Presidente del Consiglio Callari e dell’assessore Calamita, i quali in campagna elettorale, furono tra i fautori del pensiero "norigassificatore", trasformandosi successivamente e all’improvviso, in mute statue di sale.
Queste erano le posizioni di Callari e Zambuto in precedenza: http://www.agrigentonotizie.it/notizie/archivio/11351.html
Un esempio di come la sindrome sia sempre più comune, potrete averlo confrontando le due successive notizie, che riguardano lo stesso oggetto, lo stesso soggetto, ma...
Prima:
http://www.fisascat.org/stampa/rigassificatore.pdf
Dopo:
http://www.agrigentonotizie.it/notizie/archivio/3206.html
Potremmo continuare ancora, parlando di sindacati in genere, rappresentanti nazionali di associazioni, deputati e altri ancora o analizzando analoghe situazioni createsi anche in altre nazioni, ma preferiamo chiudere qui l’argomento, per non ingenerare nella popolazione il panico di una pandemia, i cui effetti sono a noi ancora sconosciuti.
Per dovere di verità, dobbiamo evidenziare come qualche caso che manifestava sintomi molto gravi, sia stato parzialmente curato, riconducendolo ad un diverso stadio di “mutismo indotto”, con una terapia di denuncia all’ordine della categoria, agli "organi sanitari competenti" e/o ai propri superiori.
Vista l’efficacia del “trattamento sanitario” e nella piena consapevolezza che non esistono precedenti di regressione spontanea della sindrome, ci chiediamo:
Non sarebbe opportuno che le “strutture sanitarie competenti", a seguito di accurata indagine epidemiologica, prevedessero un "piano di vaccinazione" o qualora ne sussistessero i presupposti e venissero accertate "forme degenerative", intervenissero con "terapie d'urto" e con il ricovero presso adeguate "strutture sanitarie"?