Pedofilia:
"Preti pedofili incompatibili col sacerdozio". Ma, a Vicenza, padre James Tully, trova accoglienza e fiducia incondizionata da parte dei suoi confratelli.
E mentre ancora una volta, oggi, Benedetto XVI in volo verso l’Australia dichiara: "Preti pedofili incompatibili col sacerdozio" l’Istituto dei Saveriani di Vicenza, ospita un prete accusato di pedofilia negli USA.
Secondo quanto riportato in un articolo dal Giornale di Vicenza, in data 02/07/2008, “l’ordine ai Saveriani di Vicenza arrivò direttamente dal superiore Rino Benzoni della casa generalizia di Roma: «Dovete ospitare il confratello padre James Tully a Vicenza. Ma non deve prestare servizio fuori dell’Istituto e non deve confessare».
Bill Nash, membro attivo del gruppo Snap, dichiara di essere stato vittima di abusi sessuali da parte di padre James Tully (questo il nome del prete di Vicenza), prete missionario, il quale dopo essersene andato dagli Usa, si trova attualmente in Italia.
Sempre secondo Bill Nash, ci sarebbe un vero e proprio via vai di preti, che accusati di pedofilia in una nazione, troverebbero ospitalità presso strutture ecclesiastiche in altri Stati e a tal proposito, cita come esempio il caso di Mario Pezzotti, dello stesso ordine di Tully, che lasciata l’Italia per andare in America dove, in una scuola del Massachussettes, si rese responsabile di numerosi abusi sessuali in danno di minore e una volta denunciato, è stato semplicemente “trasferito” in Brasile.
All’inizio del mese di luglio, dopo la messa, padre James Tully (ormai scoperto), ha parlato di sé per la prima volta davanti ai suoi nove confratelli di Vicenza, rinnegando le accuse di pedofilia.
I padri saveriani, hanno espresso sentimenti di fiducia nei confronti di padre James, rassicurandolo sul fatto che avrebbero continuato ad ospitarlo fino a diverso ordine.
Eppure, la storia del reverendo Tully, è conosciuta e riassunta in un database pubblicato su internet, dedicato ai preti accusati di abusi sessuali.
Da quanto si legge nel sito il reverendo Tully, fu anche curato nel Connecticut per i suoi “sexual problem” e si fa inoltre riferimento ad una lettera del suo terapista in cui il prete «non avrebbe negato le responsabilità per il suo comportamento e realizzato il danno commesso».
Bill Nash, forte del discorso fatto pochi mesi fa dal Santo Padre, ha chiesto ufficialmente al Vaticano di ridurre allo stato laicale James Tully, chiedendo inoltre che si verifichi che al momento Tully non svolga a attività che lo portino a contatto con bambini / adolescenti.
Senza entrare nel merito della presunta colpevolezza di padre James Tully, non possiamo comunque non stigmatizzare i comportamenti della Chiesa, che come già evidenziato da Papa Wojtyla, dovrebbe affrontare seriamente il problema degli abusi sessuali all’interno della Chiesa e denunciare coloro che se ne rendono colpevoli.
Purtroppo, nonostante ciò, le scelte del Vaticano sembrano andare in ben altra direzione.
Era il caso di proporre una Norma "salva preti" ?