La “monnezza” crea ricchezza (per pochi)
Dopo la procedura d'infrazione aperta dall'Ue, la Regione siciliana ha deciso di rifare i bandi per i quattro termovalorizzatori.
Della vicenda di uno dei termovalorizzatori siciliani, ne aveva anche parlato un pentito di mafia e Giorgio Colaianni, dirigente del Commissariato per l’emergenza rifiuti, dichiarò a Palermo nel corso del processo all’ex presidente della Regione, di aver appreso del progetto nel 2001, quando ne venne informato dal boss di Sambuca di Sicilia, Leo Sutera, ben un anno prima, che venisse presentata all’ASI la richiesta per l’assegnazione di un terreno nell’area industriale.
Non finiscono qui le “anomalie”.
Infatti, dalla documentazione del consorzio Asi (Area Sviluppo Industriale), la richiesta per l’assegnazione di un terreno per l’impianto industriale, pervenne via fax, la mattina del 19 luglio 2002 e la delibera per l’assegnazione dell’area, avvenne lo stesso giorno della sua richiesta.
L’Enel si aggiudicherà successivamente la gara in cordata con altre società (Elettroambiente spa, all’epoca della richiesta di proprietà del gruppo Enel ma acquistata dalla Falck nel luglio 2007, Enel Produzione spa, Emit Ercole Marelli Impianti Tecnologici spa, A.m.i.a. spa, Catanzaro Costruzioni srl).
Il bando, avrebbe dovuto essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di Bruxelles, ma invece venne pubblicato solo Gazzetta della regione.
La Corte dei Conti, ha inoltre rilevato come il bando “Ha di fatto, favorito coloro che per la loro presenza sul luogo, erano a conoscenza della situazione fattuale prima della pubblicazione dei bandi e che erano già in possesso di impianti e studi di fattibilità tecnico-economico-finanziaria”.
Adesso, la giunta, presieduta da Raffaele Lombardo, ha dato mandato all'Agenzia delle acque e dei rifiuti di definire l'accordo con gli operatori industriali che stanno portando avanti i lavori, che non dovrebbero subire alcuno stop.
Secondo una nota della giunta del Governo Regionale, "L'obiettivo è di realizzare gli impianti prima che si esaurisca la capacità delle discariche, per evitare rischi di crisi ambientali e sanitari".
Il ministero degli Affari Esteri, ha trasmesso agli uffici europei cui di competenza, un cronoprogramma che prevede la celebrazione delle nuove gare, senza bisogno di ripartire da zero.
Chi si aggiudicherà le gare infatti, dovrà depositare una fideiussione a garanzia del pagamento dei costi finora sostenuti dai due gruppi industriali che se le erano, grazie ad un iter scorretto, aggiudicate in precedenza, mentre un advisor internazionale sarà chiamato a verificare i costi effettivi finora sostenuti.
Tralasciando gli aspetti di carattere ambientale, dei quali abbiamo più volte parlato in precedenza (Ambiente: ci credete ancora? - Per chi brucerà il Sud? - VERGOGNATEVI! ), vogliamo soffermarci sulla trasparenza di alcune “operazioni commerciali”.
Gioacchino Genchi, ha diretto per diversi anni l'importante “Servizio 3” , quale
responsabile regionale per la tutela dall'inquinamento atmosferico, fin quando non è stato all’improvviso rimosso. Il Servizio 3, è visto come un ostacolo dalle lobby imprenditoriali, nonché da molti soggetti politici interessati alla realizzazione di talune opere. Le origini della rimozione di Genchi, sembrerebbero da ricercare nei provvedimenti che nella qualità di dirigente del Servizio 3 ha emesso in passato o si apprestava ad emettere. Tra questi, quelli inerenti i 4 inceneritori siciliani, sui quali Genchi aveva notevoli perplessità. Adesso tutta la vicenda è nelle mani della magistratura, che dovrà verificare la legittimità e leicità della rimozione, nonché i pareri rilasciati dal Servizio 3, per l’approvazione di talune opere, dopo la rimozione di Genchi.
Questa l’intervista rilasciata da Genchi:
http://it.youtube.com/watch?v=spuK7g6CWAA
Quanto dichiarato da Genchi, unitamente al fatto che ancor prima che venisse presentato il progetto, la mafia discutesse già della realizzazione di queste importanti opere industriali, apre inquietanti scenari su quello che sono le “verità assolute” di certi organismi e su come vengono approvati alcuni progetti.
Ma tanto si sa, siamo in Italia e male che vada, l’aggiudicazione di una gara, le cui modalità sono state oggetto di condanna da parte della Corte di Giustizia Europea, non avrà altre conseguenze se non quelle di un nuovo bando, ma che assicuri, ovviamente, alle imprese che erano state avvantaggiate nel corso della prima gara, il rimborso delle spese sostenute.
Se a questo, si aggiunge che siamo in Sicilia, non può neppure meravigliarci il fatto che l’affidamento di discariche comunali, sia avvenuto senza neppure bando di gara…
Questa sì, che è trasparenza!