Italia fascista
L'Italia, preoccupa o fa ridere? Questo l'articolo pubblicato oggi 4 maggio 2008, dal quotidiano spagnolo "El Pais":
"La scena ha gelato il sangue a più di uno. Il posfascista Gianni Alemanno aveva appena vinto il ballottaggio a Roma. Sopra la sede del Municipio in Piazza del Campidoglio, l'ombelico di Roma, una folla di attivisti spera nel discorso del vincitore. Tra questi, nella piazza progettata da Michelangelo, sono in molti a tenere il braccio con una inclinazione che non lascia spazio a dubbi: saluti fascisti. Le bandiere tricolore, ondeggiano da tutte le parti. Alcuni gruppetti, usano un coro più esplicito: "Duce, Duce".
E’ accaduto lunedi, 28 aprile, casualmente era la ricorrenza dell'anniversario della morte di Benito Mussolini. Una lunga campagna elettorale, ha consegnato l’Italia a una destra che non rinuncia a coloriti discorsi xenofobi, maschilista e autoritaria. Molti analisti osservano l’ascesa (e la vendetta) con preoccupazione. Fuori dall’Italia, molti sono ancora stupiti per alcune azioni del Teatrino della politica transalpina. Come dovrebbe essere preso Umberto Bossi, il leader della Lega Nord, quando avverte che "armi sono sempre calde" e che ha "300000 uomini pronti a combattere"? O quando Silvio Berlusconi ha detto: "Noi siamo la nuova falange romana?", Un presunto scherzo sulla vittoria elettorale della capitale? Cosa sta succedendo in Italia?
"Quello che sta accadendo è che la scomparsa delle culture politiche che hanno guidato il paese per quattro decenni ha lasciato un grande vuoto. Non sono state sostituite. Senza il filtro di una moderna e responsabile cultura politica, i tabù sono diminuiti e si è avviato un regno di cinismo ", dice Edmondo Berselli, scrittore ed analista politico per il quotidiano La Repubblica. "Si è aperto il campo alla brutalità della Lega. Alla destra che esalta la virilità con tono arcaico. Ai loro discorsi feroci. Alla volgarità. E' come nei bar, chi vince grida più forte."
Non vi è alcun dubbio che Berlusconi, Bossi e Gianfranco Fini posfascisti gridano forte e chiaro, ma ciascuno a suo modo. Questo non è una destra monolitica, al contrario: federalisti e nazionalisti, liberalismo e protezionismo... Tutti vivono in un universo in cui il comune denominatore della destra è quello di usare toni autoritari e xenofobi.
Ma non sono solo parole. Berlusconi non ha esitato ad assegnare un seggio per garantire Giuseppe Ciarrapico, imprenditore romano e fascista dichiarato. Diversi sindaci e Luogotenenti della Lega Nord parlano, più di ogni altra cosa, di voler agire come sceriffi. Il futuro governo metterà in pratica ciò che si dice a parole?
"Non credo che esista il pericolo di una riorganizzazione fascista in Italia", dice Gad Lerner, celebre giornalista e intellettuale e riferimento della comunità ebraica italiana. "Ma mi spaventano i discorsi sugli zingari, l'idea che una cultura nuova reazionaria tradizionalista, parli di una comunità nazionale fondata sull’appartenenza etnica o religiosa e contrapposta allo straniero, portatore di delinquenza e perturbatore di una cultura popolare che si vuole preservare In questo, il tradizionalismo della destra di Alemanno a Roma è molto simile a leghismo nel nord Italia. Entrambi hanno vinto le elezioni con un aumento delle paure. "L'Italia è un paese pieno di paure, soprattutto che il futuro possa essere peggiore del passato. E alcuni hanno alimentato quelle paure.
"E 'significativa in tal senso", dice Lerner, "l'emozione che ha suscitato il caso di violenza sessuale subita da una donna italiana da parte di un rumeno, che è diventato un caso politico, sempre sulla prima pagina dei giornali, mentre alle notizie di prostitute rumene violentate o uccise ogni giorno, si fa poco caso.
Altri sintomi sembrano minori. La Facoltà di Giurisprudenza, Università degli Studi di Bari ha appena votato contro la proposta del rettore rinominando l’Ateneo (ancora formalmente chiamato Benito Mussolini) con il nome dello statista democristiano Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978.
Secondo Giorgia Meloni, i militanti ispirati a gruppi fascisti, uccisi negli anni settanta e ottanta sono stati "martiri d'Italia."
Ma gli italiani, non attribuiscono grande valore a questi aneddoti. "Sono 15 anni che la destra ha superato il fascismo, consegnandolo alla storia", sostiene Flavia Perina, direttore del quotidiano Il Secolo d'Italia, organo della destra posfascista di Gianfranco Fini, eletto questa settimana Presidente della Camera dei deputati.
Nessuno dubita che Fini sia un democratico e che ripudi la violenza. Bossi da 20 anni parla di fucili e cannoni, ma non se ne è mai visto uno. La stessa destra che ha vinto le elezioni, è quella che è già stata al governo. E anche gli italiani che hanno giudicato disastrosa quell’esperienza di governo, non ci vedono comunque alcuna forma di nostalgia fascista. Il timore è che questa volta, in una società fragile e meno tollerante a causa dell’erosione del proprio benessere, lo spazio per una politica penalizzante sul fronte dell'immigrazione è più ampio.
"La politica di immigrazione che promuove la destra è lo stessa che ha applicato, e bene, il governo spagnolo di Zapatero: si tratta semplicemente di espellere gli irregolari. Qui nessuno parla di campi di concentramento", ha detto Perina. "Dieci persone con il braccio alzato sono un aneddoto." Quello che è certo, è che questa non è la prima volta che accade.
"In Italia vi è un profondo malessere. Per le difficoltà economiche, per l’inefficienza della pubblica amministrazione, per un crescente senso di insicurezza", afferma Berselli. "Berlusconi ei suoi amici hanno saputo rispondere meglio al subconscio. La sinistra rappresenta la cultura delle regole, parla di fedeltà alla Costituzione, promuove i diritti ... Ma cosa importa a chi non raggiunge la fine del mese, a chi paga un litro di benzina a 1,40 euro e chi vede che lo Stato prende molto, ma non risolve nulla? Berlusconi non ha dubbi ed esprime il suo disprezzo verso i comunisti, i giudici, le università, governo. "Noi non toccheremo le tasche degli italiani."
E’ il messaggio quello che conta. Nonostante alcuni aneddoti, "anche se non è basato sulle statistiche che l'Italia è un paese meno sicuro rispetto a prima," dice Lerner, la maggioranza degli italiani ritiene che sia giusto il diritto di difendere meglio i loro interessi. La ricetta meno Stato, più sicurezza ha funzionato. Resta da vedere con che grado di intensità si applicherà. Quello che è meno chiaro, se il problema principale sia la mano pesante.
"Come farà Berlusconi a tenere unita una coalizione così disomogenea? Questa è la mia principale preoccupazione", afferma Berselli. "Credo che abbia solo una soluzione. La stessa ha adottato nella sua ultima fase di governo: spesa pubblica. Spesa per il nord, che chiede infrastrutture e servizi. Spese per il sud, e il suo clientelismo." Il precedente governo di Berlusconi portò a un deficit pubblico del 4,4% e un debito pubblico pari al 106% del PIL."
(Fonte: http://www.elpais.com)
Quello che è certo, è che ancora una volta, certe "esternazioni" da parte dei nostri politici, fanno discutere anche nelle altre nazioni, e certamente non contribuiscono a creare un clima di fiducia nei confronti del nostro Paese.
Il rischio, non conoscendo i nostri politici, è che possano essere presi sul serio, con la conseguenza che ciò che in altri Paesi, viene ritenuto giusto e condiviso da tutti, da noi diventa sinonimo di razzismo e di nostalgie di un passato, che in quanto tale, va consegnato alla storia e non anacronisticamente riproposto alle future generazioni.