Tu sei qui: Portale Libera Informazione PRC Rigassificatore e Unesco
Navigazione
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
Nuovo collaboratore?
 
Azioni sul documento

PRC Rigassificatore e Unesco

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 16/12/2007 23:20

Nota del PRC provinciale di Agrigento, dopo le dichiarazioni di Puglisi e nostre considerazioni sul rapporto 2007 di Reporters sans Frontieres

 

"Il rigassificatore? Facciamolo sotto casa di Giovanni Puglisi. Poi però penso anche che se magari non si fa qui ad Agrigento, dove lo facciamo? Vicino Napoli? Ma vicino Napoli c'è la Costiera Amalfitana. Verranno quelli di Napoli e verranno a dirci che non è giusto costruire il rigassificatore vicino la Costiera Amalfitana. Il problema è che l'Italia è tutta un patrimonio dell'Umanità, a prescindere dall'Unesco.”

Così inizia la nota della Segreteria Provinciale del PRC di Agrigento, a seguito delle gravi affermazioni di Giovanni Puglisi, il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, rilasciate su La Sicilia del 12.12.07.

"Come se l’ipotesi di costruire un rigassificatore a Porto Empedocle fosse oramai una scelta irreversibile a cui tutti dovremmo sottostare per chissà quali interessi collettivi e non invece per gli interessi di alcune lobbies affaristiche".

“Per fortuna che alla fine della sua intervista Puglisi dichiara che da siciliano e da amante della Valle dei Templi forse avrei preferito che il rigassificatore si costruisse altrove. Il fatto è che gli vengono a spiegare che si tratta un'operazione che ha una forte valenza di tipo economico per la Sicilia e anche che non c'è un fatto negativo per l'ambiente. Pensiamo che forse il dottor Puglisi farebbe bene ad informarsi meglio sulle tragiche conseguenze che la costruzione del rigassificatore a Porto Empedocle comporterebbe. Noi siamo sempre disponibili a fornirgli tutti gli adeguati ragguagli del caso".

Queste le nostre considerazioni:

Sarebbe interessante sapere a proposito del  "il fatto è che gli vengono a spiegare che si tratta un'operazione che ha una forte valenza di tipo economico per la Sicilia e anche che non c'è un fatto negativo per l'ambiente", chi lo ha spiegato a Puglisi.

Appare ovvio, che se venisse chiesto all'oste se il vino è buono, la risposta non potrebbe essere che una...

Puglisi ha interpellato come Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, un terzo organo super partes?

O, come noi saremmo propensi a pensare, la "spiegazione" è stata data da soggetti politici e aziende interessate?

È appena il caso, di segnalare come il giornale “La Sicilia”, non abbia fatto cenno alcuno alla lettera indirizzata a Puglisi , con la quale gli venivano contestate le recenti affermazioni, ponendolo nella difficoltà di dover smentire quanto dichiarato in precedenza e documentato da noi con la copia del comunicato stampa della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

È già tanto, che il quotidiano abbia pubblicato la nota del PRC e siamo certi, che se non è stata pubblicata l’altra lettera, è stato solo per non scomodare il Vaticano, impegnandolo con un indagine sul “miracolo della libertà di stampa”.

(“Nessun esperimento può essere più interessante rispetto a quello che noi ora stiamo provando, e che noi confidiamo possa concludersi stabilendo una volta per tutte, il fatto che l'uomo può essere governato dalla ragione e dalla verità. Il nostro primo obiettivo dovrebbe essere dunque, di lasciare aperte all'essere umano tutte le vie che portano alla verità” Thomas Jefferson)

Dal rapporto annuale di Reporters sans Frontieres, per il 2007, si vede come l’Italia, sia al 35° posto ,nella graduatoria mondiale, per la libertà di stampa, nonostante rispetto lo scorso anno, la nostra posizione sia salita di ben 5 punti. Secondo Reporters sans Frontieres, l’attività della stampa in Italia è resa difficile dalle pressioni che "gruppi mafiosi esercitano sui giornalisti impedendogli di svolgere il proprio mestiere in sicurezza".

Non dimentichiamo inoltre, come Freedom House, dichiarò l’Italia qualche anno fa “nazione semilibera”, indicando così uno status ben lontano dall’essere un paese democratico.

Per fortuna, o sfortuna, della nostra Nazione, non esiste una graduatoria mondiale della libertà di stampa, analizzata per ambiti regionali, altrimenti, siamo certi che la Sicilia, si ritroverebbe a dover contendere lo stesso posto in graduatoria a paesi “democratici” come la Cina e la Birmania.

A riprova di come da noi gli organi di stampa siano “liberi” e non soggetti a condizionamento alcuno, vi proponiamo la seguente lettura:

http://lists.peacelink.it/ecologia/2007/03/msg00009.html