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…fai una cosa e ne sbagli due…

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 05/02/2010 18:40

Ricordate la pubblicità dell'amaro Dom Bairo? Certamente chi ha qualche anno in più, sta già ridendo al pensiero dello sfortunato fraticello Cimabue.

Cimabue, quando combinava guai veniva canzonato dai suoi confratelli al suono di "Cimabue, Cimabue: fai una cosa e ne sbagli due!"

Al ministro Alfano, al quale quasi certamente spetterà d’esser annoverato nel guinness dei primati per le leggi incostituzionali, non ne và proprio una giusta.

Persino quando vorrebbe fare qualcosa di buono, riesce suo malgrado a trasformare in un micidiale boomerang le sue iniziative.

Questa volta, non si tratta della solita leggina incostituzionale che il Guardasigilli si presta a fare in favore del suo premier, ma di qualcosa di ben più grave, che rischia di mandare a monte numerosi processi di mafia.

Il suo pacchetto sicurezza approvato nel 2008, nell’inasprire le pene per il reato associativo, prevede che, in presenza di tre aggravanti, le condanne per il reato di associazione mafiosa possano anche arrivare a 25-30 anni.

Una pena così alta, non è più competenza dei tribunali davanti ai quali si celebrano i processi per mafia ed estorsioni, ma della corte d'Assise.

Peccato dunque che il bravo Angelino dopo aver fatto la legge, si sia poi dimenticato che le leggi vanno poi applicate.

Dichiarare illegittima la competenza dei tribunali e passare i processi alla Corte d'Assise vanificherebbe il lavoro di anni, consentendo ai mafiosi di poter tornare liberi per decorrenza dei termini.

La parte del pacchetto sicurezza incriminata, ha bloccato in Sicilia già tre processi per mafia su decisione della Corte di Cassazione ed ha messo in allarme la Direzione distrettuale antimafia che ha già convocato una riunione lunedì 15 febbraio.

"Mi auguro - afferma il capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti - che si tratti solo di un errore, non voglio neanche pensare che qualcuno possa aver scritto una norma che destabilizza in questo modo la lotta alla criminalità organizzata. In ogni caso è evidente che l'errore si sta trasformando in orrore. Alfano dovrebbe intervenire immediatamente almeno con una norma transitoria che conservi la competenza dei tribunali per i procedimenti di mafia già iniziati in dibattimento. Il rischio è che tutto debba ricominciare da capo: sarebbe un 'regalo' alla mafia e un danno durissimo per lo stato".

Noi al ‘regalo’ alla mafia non vogliamo neppure pensare e ci piace più pensare ad Angelino come lo sfortunato Cimabue.


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