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Dalla stampa, alla stampa...

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 26/01/2008 01:28

- Dov’eravamo rimasti? - E' questo il titolo dell'articolo del giornalista Diego Romeo, con il quale viene presentata una nuova realtà nel mondo dell'informazione isolana.

"Politici screditati e disprezzati, letteratura ridotta alle misure standard del mercato, arte sminuita ogni giorno a un rango inferiore, generose aspirazioni soffocate, incredulità dilagante, spazi pubblicitari pagati a suon di denaro contante o con strette di mano, la franchezza messa a tacere, vigliaccherie che fanno inginocchiare le coscienze davanti ai sacchi di monete. Si riduce dunque a questo il giornalismo?

Quand'è che i lettori chiederanno al giornalismo franchezza... Quand'è che i lettori cercheranno un diversivo al ripugnante spettacolo del mercimonio dei parlamentari, dei trasformismi politici... Ci vorrebbe una protesta accesa e, all'occorrenza persino violenta contro la snervante influenza di Parigi:la città cosmopolita, che fa a pezzi le anime, ammazza la professionalità e l'onestà, svilisce le energie, riduce ogni cosa e ogni vita a pensieri di poco conto. Quando ci si ribellerà ?  A quando una reazione contro gli intrallazzi e il corporativismo, questo ladro di successo che taglia le ali alle persone migliori, a quelle con più talento e le ributta nel mucchio delle mediocrità rampanti...?

 

Tranquilli! Così scriveva  nel 1884 Octave Mirbeau quando, abbandonato il giornalismo si rifugiò nella letteratura andando a vivere tra i contadini e i marinai della Bretagna.
Davvero una gatta da pelare la presentazione di un giornale che va a potenziare,comunque sia, lo spazio politico e sociale tradizionalmente soffocato dal centralismo burocratico dello Stato e dei partiti. Sgombrando il campo da più o meno false diplomazie se una qualche
autorità si ottiene attraverso la direzione di un giornale, sono pronto a rimetterla in discussione e non avrò alcuno scrupolo, cioè alcun timore di contraddirmi o di non proteggermi abbastanza. Il pluralismo di SICILIA7 non viene inteso come semplice accostamento di diversità ma come rappresentazione completa e al tempo stesso critica della realtà della provincia e della regione. In tale tessuto connettivo le riviste politico culturali occupano un posto importante e quando nascono denotano un'intrinseca vivacità intellettuale e morale della società che le produce e le accoglie.

E sulla questione informazione ci si gioca il consenso delle masse, soprattutto meridionali al sistema democratico, esposte come sono al ricatto malavitoso dove diventa sempre più impellente sostenere magistratura e forze dell’ordine. SICILIA7 e i suoi collaboratori sanno benissimo di nascere in una regione, in questa città, in questa provincia. Ognuno di noi ha la sua provincia e la vive in modo diverso anche se il più diffuso denominatore è la configurazione dell’inferno immanente in cui l'uomo riesce a trasformare la sua vita. Bisogna chiedersi chi e come sta curando la riqualificazione dell'ambiente urbano e chiedersi poi chi sono questi city boss che emergono,riemergono e galleggiano più per inattesi esiti elettorali che per consistenza politico-umana.

 

SICILIA7 sceglie una via non facile: quella di andare contro il blocco di interessi che da sempre ci condiziona la crescita e lo sviluppo.
Non si tratta dunque di descrivere il regno di utopia ma di riflettere e studiare forme nuove di convivenza, facendo riferimento a coloro che devono affermarle praticamente. La soluzione non è dietro la porta ma occorre cercarla denunciando le colpe gravissime di quelle forze politiche che hanno condotto alle presenti inquietudini.  Bisogna guardare con maggiore concretezza alla consistenza, alla qualità, alle regole cui fanno riferimento le classi dirigenti politiche, mettendo in evidenza i modi di affermazione e i modi di conservare il potere. In definitiva occorrerà non solo chiamare al lavoro di interpretazione gli stessi protagonisti ma impegnarsi perché la soluzione si trova nella battaglia e anche la sconfitta è una strada spesso obbligata per imparare.
Sempre con un occhio di riguardo a Octave Mirbeau..."

 

(Fonte: http://www.sicilia7.eu/)

 

Auguriamo agli amici di SICILIA7 un proficuo lavoro, consapevoli  che l'informazione non può essere gestita in maniera unilaterale e asservita alle logiche imposte dalle tante lobby che mirano a governare questa città.