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Avv. Enzo Camilleri - Lo dico al "La Sicilia"

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 11/12/2007 20:23

Lettera a Nuccio Schillirò, del giornale "La Sicilia", sul tema del "non fare"...

Leggo l’editoriale del dott. Schillirò di domenica scorsa e,a parte lo stile scorrevole e chiaro che contraddistingue da sempre le sue riflessioni,non sento di condividere molte delle tesi esposte. Il tema trattato è il rigassificatore a Porto Empedocle e,per fare chiarezza, rimanda ad una classificazione degli uomini: quelli “del fare” e quelli “del non fare” (che aspettano).

In primo luogo,vorrei far emergere una dissonanza che balza agli occhi dalla visione d’insieme del giornale di domenica scorsa. Accanto all’editoriale,infatti,viene dato risalto -a centro pagina- al quartiere di Villaseta con il titolo “Siamo noi il futuro della città”. L’articolo continua,nella successiva pagina con interventi del parroco della frazione,del presidente della Camera di Commercio e del presidente dello IACP.Tutti concordano su un programma elaborato a più mani da tempo. In breve,si esalta la visione di una periferia degradata che,grazie all’opportuno utilizzo delle somme già erogabili dallo Stato,potrà diventare una parte importante dello sviluppo economico e sociale dell’intera città,sul presupposto di una riqualificazione turistico/commerciale che investe non solo l’urbanistica ma anche il tessuto sociale ed imprenditoriale nel suo complesso. In sostanza,si eleva a modello un sistema di concertazione nel quale tutti credono e che darà frutti,cioè,sviluppo economico e sociale a breve termine. Sembra  che si descrivano proprio quegli uomini classificati “uomini del fare”.

Or bene,ciò che l’editorialista non dice è che, a volere praticare quella forma di concertazione(cambiare la funzione di Villaseta, come ad esempio,Torino  ha cambiato il volto di “Fiat-Lingotto”)sono proprio quegli uomini,dallo stesso classificati “del non fare”,cioè,quegli uomini che credono nello sviluppo turistico sostenibile di questo nostro territorio come vera speranza di un futuro migliore e che pensano non si debba gettare la spugna nell’attuale momento storico altresì denso di significative novità. Quali novità? La prima è che gli elettori hanno di recente voluto sindaci giovani ad Agrigento e nei principali comuni dell’hinterland,Favara,Porto Empedocle e Aragona.Per la contiguità e comunione di fini,essi possono e devono mostrare unità d’intenti,onestà politica,amministrazione competente e pulita,ed una sufficiente autonomia dai centri decisori di potere politico spesso distanti,non solo fisicamente, dalle nostre realtà. Il segnale è chiaro in tutte e quattro le realtà. La seconda riguarda un rinnovato tessuto d’impresa ed una diversa propensione dei cittadini verso qualcosa che non sia la ricerca del solito agognato posto di lavoro “sicuro” che ci ha sempre caratterizzato. La terza è che esistono programmi e progetti,non con il fine di rendere una parcella a qualcuno e/o di permettere una passerella in tv o sulla carta stampata,ma concreti e soprattutto condivisi da più parti. In conseguenza,essere uomini “del fare” non equivale affatto al pessimismo della realtà,cioè,non significa accettare tutto ciò che ci viene offerto, anche le briciole,purché possano alleviare i nostri tormenti. Essere uomini “del fare” significa credere nelle proprie potenzialità senza attendere i prodigi o le offerte presentate come quasi miracolose. Così, mi sento di esaltare tutti quelli che silenziosamente e quasi senza aiuti pubblici,hanno creato un tessuto di B&B nel centro agrigentino,in meno di 4 anni,sviluppando un numero pari di posti di lavoro a quelli vantati dal “miracolante” rigassificatore (senza considerare l’indotto).Ovvero,penso ad imprenditori,esterni al territorio,pronti ad investire ingenti somme, come nel caso di un noto albergo cittadino che darà lavoro a circa 50/60 persone,(un solo albergo produce la stessa occupazione del rigassificatore)ma che hanno bisogno di certezze amministrative e di un disegno operoso ma unico e concertato nella direzione dello sviluppo turistico che produca servizi,strade pulite,acqua,segnaletica,trasporti efficienti ed altro ancora. Villaseta è un primo grande esempio,ma ad esso ne seguiranno subito molti altri ed i finanziamenti sono nei POR 2007-2013. Lo strumento è il Piano Strategico.

Tornando a Porto Empedocle,realizzando l’impianto di rigassificazione bruceremmo tutte le possibilità di evoluzione del porto. Lo congeleremmo  nella sua attuale configurazione senza poter creare una nuova banchina in futuro. Invece,i finanziamenti per il dragaggio ci sono, altri 10 milioni di euro sono erogabili nel prossimo triennio per la stazione marittima,i rifacimenti di alcuni moli e lo sporgente di ponente che permetterà la creazione del porto peschereccio o la darsena turistica. Occorre trovare i finanziamenti per il molo di levante che, se realizzato, come prevede il Piano Regolatore del Porto, trasformerebbe il porto in un Hub per la crocieristica del Mediterraneo, per i collegamenti di linea e per i commerci con i paesi della sponda sud. Ma è questa la vera scommessa del Porto. I posti di lavoro, in questo caso sono molte centinaia in più rispetto alle previsioni più rosee dell’industrializzazione. Per la centrale Enel, l’amministratore delegato per l’Enel dott. Luzzio ha dichiarato che Enel non ha mai licenziato nessuno e non lo farà neanche oggi. Piuttosto è urgente che Enel converta a gas la centrale elettrica,collegandosi al gasdotto ENI-SNAM che passa a pochi chilometri dall’impianto sia per il benessere dei cittadini che per liberare il molo di ponente che servirà per l’attracco delle navi da crociera prima possibile.

 Nel ringraziare, per l’attenzione, auguro buone feste.

Enzo Camilleri – avvocato.

Questa la lettera dell'avvocato Camilleri al giornale, alla quale vogliamo aggiungere un nostro commento: "Il premio "Cottone" assegnato dall'AICS a Schillirò, per il "coraggio dei suoi articoli", ha ridato nuova verve al bravo giornalista, che riprende prontamente la sua battagkia in favore del rigassificatore? E il presidente provinciale dell'AICS, Calogero Basile, il quale aveva precedentemente criticato la faziosità di Schillirò sull'argomento, non ha più nulla da dichiarare?