Suor Cecilia - una storia dei nostri tempi
Suor Cecilia, nasce a Racalmuto ed è la protagonista di una storia che ne esalta il coraggio e l'amore verso il suo prossimo.
Durante la seconda guerra mondiale, nel luglio del 1943, suor Cecilia si trovava per ragioni del suo uffizio presso l’ospedale di Niscemi.
A Gela, era nel frattempo sbarcata la VII armata americana.
Per paura dello sbarco, il personale dell’ospedale era fuggito, lasciando suor Cecilia, a curare da sola i feriti.
Tra questi, oltre ai soldati siciliani, vi erano dodici soldati tedeschi
Arrivate le truppe americane, suor Cecilia chiese loro il rilascio dei prigionieri ed ottenne che i militari siciliani potessero raggiungere le loro case.
Così non fu, per i militari tedeschi, che vennero considerati delle spie e furono immediatamente condannati alla pena di morte tramite fucilazione.

Mentre i prigionieri, venivano schierati contro il muro dell’ospedale e il plotone d’esecuzione si preparava a far fuoco, accadde un imprevisto.
I soldati del plotone, si trovarono dinanzi la coraggiosa suora, che con le braccia aperte, gridava loro: "Sparate, sparate anche su di me, e che Iddio vi perdoni!".
I soldati americani, stupiti da tale gesto di coraggio, non ebbero in animo di sparare sull'inerme suora e fu coì, che ii soldati tedeschi, vennero salvati da una fine ormai certa.