Spettri - Spiriti - Fantasmi
Anche in Sicilia, come da più parti del mondo, si tramandano di generazione in generazione storie di strane apparizioni, di rumori, voci o pianti provenienti dal nulla.
Tali fenomeni, vengono indicati con diversi nomi, spiriti, fantasmi, spettri.
Sono di norma storie ambientate in luoghi che nel passato, furono teatro di tragedie, di vite prematuramente spezzate in maniera violenta e non di rado per ragioni di gelosia.
Spesso, tali storie o leggende, riguardano personaggi storici e i luoghi dove gli stessi vissero.
Il castello chiaramontano che sorge a circa due chilometri da Mussameli, costruito nel 1370 per volere di Manfredi III di Chiaramente, per esempio, è uno di quei luoghi, dei quali si racconta che gli spiriti, manifestino con una certa frequenza la loro presenza.
Accanto alla Sala dei Baroni, posta nel piano inferiore del castello e dove la tradizione vuole che nel 1391 si riunirono tutti i baroni della Sicilia, c’è una piccola saletta, dove secondo un’antica leggenda, sarebbero state murate vive tre giovani ragazze, ad opera di un barone molto geloso.
Ancora oggi, non sono pochi coloro che raccontano di aver visto i loro spettri girovagare tra le rovine del Castello.
Un altro castello, abitato da uno spettro, sarebbe quello di Naro, paese a pochi chilometri da Agrigento.
Qui, si narra, che nelle notti di luna piena, si agiti senza pace il fantasma di Giselda, la bella castellana, morta di crepacuore nella torre del castello, rinchiusavi dal marito Pietro Calvello, perché innamoratasi del paggio Beltrano.
Scendendo da Naro, in direzione della strada che collega Agrigento a Palma di Montechiaro, si arriva alla Serra di Furore.
È qui. che secondo un’altra leggenda, l’avido nobile Blasco Migliaccio di Naro, venne rinchiuso in una grotta piena di ogni ricchezza e ivi lasciato perire.
Ogni sette anni, si sentirebbero ancora le sue urla spezzare la quiete della notte.
Ma anche nella città di Agrigento, non mancano le storie di apparizioni spettrali o dei cosiddetti fenomeni paranormali.
Percorrendo la principale arteria cittadina, la via Atenea, anch’essa non priva di storie di “presenze”, si arriva alla Piazza del Purgatorio, all’angolo della quale, si trova uno degli ingressi del più grande ipogeo agrigentino: il labirinto.
Tra la chiesa di San Lorenzo, che si affaccia sulla piazza, e quella di Santa Rosalia, posta lungo la via Atenea, c’è una stretta viuzza, la via Foderà.
Alcuni decenni or sono, qualcuno narrava di aver visto a notte fonda, una processione di suore, scendere e poi risalire la via Foderà, accompagnando in assoluto silenzio il feretro di una consorella.
Andando oltre, superato il Municipio, inizia la via Garibaldi.
Alla fine della strada, in prossimità della Chiesa dell’Addolorata, c’è un costone calcarenitico, nel quale si vedono ancora realizzate antiche dimore scavate nel tufo.
Non sono pochi coloro che sarebbero pronti a giurare di aver visto passando di notte nella zona, la figura di un uomo vestito con panni ottocenteschi e con un cappello scuro, posto sull’alto del costone.
Si racconta, che in quel luogo, tanto tempo addietro, avvenne un duplice omicidio.
Di un’abitazione vicina, si racconta che nella notte si sentono strani rumori ed in passato, nottetempo, alcuni inquilini hanno abbandonato la casa.
Ma c’è anche, chi in edifici abitati da tali presenze, ci si è trovato tanto bene da non voler mai cambiare di casa.
Storie di case popolate da spiriti, ne esistono tante.
A partire da alcuni vecchi edifici della via Atenea, alla parallela via Pirandello, alla vicina via Santo Spirito, fino a quelle più conosciute che riguardano la via Plebis Rea e via Duomo.
È proprio nei pressi della via Plebis Rea, parte alta del centro storico, dove anche Pirandello ambientò una delle sue novelle, che esiste un’antica costruzione, nella quale si narra che ogni notte più spettri si aggirino senza pace.
Rumori, voci e pianti, non lasciano dormire gli eventuali, quanto improbabili, inquilini.
Qualcuno, racconta anche che in passato scendendo le scale dell’antico orfanotrofio, trovò sugli scalini un bimbo appena nato.
Ma calatosi per prendere la creatura, questa con un sorriso mostrò una dentizione perfetta da essere adulto e dinanzi lo stupore del malcapitato, con voce roca rispose: chi talii i denti? E ancora unnà vistu li scagliuna… (cosa guardi i denti? E ancora non hai visto i canini…).
Recente è la storia di una giovane ragazza, vista più volte in piena notte lungo la Panoramica dei Templi, piangere seduta al bordo della strada.
In molti raccontano di averne udito il pianto o i lamenti.
Si dice anche, che un agrigentino vedendo la ragazza, si fermò con l’auto e le diede un passaggio a casa.
Apprese l’indomani, e in maniera drammatica, che la donna che aveva accompagnato, era morta tragicamente tempo prima.
In un altro luogo, qualcuno racconta di aver udito distintamente la voce di un commerciante, intendo a vendere la sua mercanzia, anni dopo che nello stesso posto era stato assassinato.
Un antico caseggiato ormai in rovina, si trova su una collina di fronte al mare, nelle vicinanze della località balneare di San Leone (Ag).
Tra le tante leggende nate su questo luogo, riportiamo quella che forse diede origine alle altre.
Intorno ai primi del '900, uno dei figli della proprietaria della casa, si imbarcò per andare negli USA.
Durante il lungo viaggio, il giovane si ammalò e in punto di morte, consegnò ad una suora che lo assistiva, una lettera da far recapitare alla madre.
Nel frattempo, la madre del giovane, svegliatasi in preda ad uno stato di agitazione, vedeva, o immaginava, la scena del figlio morente e svegliato il marito, raccontò piangendo della strana visione.
Qualche tempo dopo, ricevette la lettera di una suora, che oltre a confortarla per la morte del figlio, allegava alla sua, anche la lettera scritta da quest'ultimo alla madre.
La data dell'avvenuto decesso e l'ora riportata con quella italiana, erano le stesse di quando la donna aveva avuto la strana visione.
Da allora, più volte si parlò dei "fantasmi della casa".
Molte le storie che si raccontano, spesso nate a seguito di tragici eventi, e forse alimentate da facili suggestioni.
Comunque sia, passano i decenni, i secoli, ma le leggende si tramandano e si rinnovano da una generazione all’altra.
(Le foto, non riguardano i fatti succitati e sono tratte da internet)
Risposta
Grazie per il commento.
Difesa
loro esistono veramente e sono intorno a noi sempre in ogni momento fidati di chi li percepisce tutti i giorni e comunica con loro
ora so già che a chi sta leggendo scatterà un bel ECCOLO QUA UN ALTRO IMBROGLIONE
liberi di credere o no io so che loro esistono e presto o tardi tutti avranno una prova della loro esistenza...
Ciao...
nn ci credo!!