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S.Calogero

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 09/10/2007 17:56

San Calogero, abbreviato dagli agrigentini come San Calò, viene festeggiato dalla prima alla seconda domenica del mese di luglio.

 

Santo venerato dagli agrigentini, i quali tributano a lui onori anche superiori a quelli riservati al Santo patrono della città.

La statua che rappresenta il Santo è di colore nero.

Il Santo che visse tutta la sua vita da eremita, arrivò nella città di Agrigento intorno al XVsec.

Giunto in città, dopo essere stato precedentemente a Sciacca, dove aveva già acquistato fama di grande taumaturgo e si era reso protagonista di eventi prodigiosi, quale quello di aver fermato il terremoto del 1578, dedicò la sua opera alla guarigione di molti ammalati.

Conoscuito infatti, quale uomo di grande cultura, abile guaritore e capace di prodigi, ben presto la comunità agrigentina affidò a lui la cura delle anime, ma anche quella della salute.

La sapienza del Santo nero, è simboleggiata dal libro posto tra le mani della statua.

Durante il periodo di festeggiamenti in suo onore, tradizione vuole che chiunque abbia ricevuto dal Santo una grazia, dedichi al medesimo un viaggio "inpiduni", cioè a piedi scalzi o offra un pane raffigurante la grazia concessa.

Il momento dell'offerta o del viaggio è quello delle prime due domeniche di luglio.

Particolare assai curioso, che i pani offerti, vengono lanciati al Santo, dai balconi delle vie dove si svolge la processione.

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La ragione di tale forma di offerta è riconducibile all'attività svolta da San Calò.

Infatti, il Santo nero nel periodo in cui visse, ebbe a prendersi cura degli ammalati di lebbre della città di Agrigento.

Andando pertanto nelle vie cittadine a chiedere la questua, la gente che non osava avvicinarsi per timore di contrarre la terribile malattia, gettava da lontano le proprie offerte.

Il nome Calogero, significa bel vecchio, aggettivo con il quale venivano indicati gli eremiti.

Le spoglie di San Calogero, tumulate inizialmente sul monte Kronio di Sciacca, furono successivamente trasferite nel monastero di San Filippo presso Messina.

La festa in onore di San Calogero, è una delle più importanti della Sicilia Orientale.

La seconda domenica, oltre la processione del Santo lungo le vie cittadine si svolge una sfilata con i tipici carretti siciliani.

Sono carretti trainati da cavalli accuratamente scelti, decorati in maniera particolare, con intarsi raffiguranti gesta epiche, quali quelle dei paladini, dipinti con colori molto vivaci su sfondo giallo.

San Calò, che è anche il Santo protettore delle messi, è quello al quale i fedeli chiedono le grazie di pronta guarigione.

La festa di San Calogero, così come per molte altre feste sacre, raccoglie in sè aspetti della fede cristiana, misti a ritualità più di carattere pagano. 

                                                                                                                  


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