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Il toro

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 03/09/2007 12:01

La leggenda di Falaride, tiranno dell'antica Akragas, al quale sono riconducibili molti resti degli edifici sacri della Valle dei Templi di Agrigento.

 

Falaride fu uno dei grandi tiranni dell'antica Akragas.

Dal 570 a.C.fino alla sua morte, egli si impegnò nel far diventare Akragas, una delle potenze economiche e militari più importanti dell'epoca.

Ma se Falaride fu un grande uomo di governo, capace di avviare gli imponenti lavori pubblici di cui ancora oggi possiamo ammirare i resti, fu anche uno dei tiranni più crudeli della storia.

Secondo la leggenda infatti, il tiranno commissiono all'ateniese Perillo, un gigantesco toro di bronzo vuoto al suo interno.

Si narra, che all'interno del toro, arroventato da una grande fiamma accesa sotto la parte ventrale, Falaride facesse perire i suoi nemici, delle cui urla, simili ad un muggito che fuoriusciva dalla bocca del bronzeo animale, il tiranno si compiaceva.

bronzo

Affinchè nulla turbasse il suo momento di gioia, si premurò anche che i fumi emessi, profumassero d'incenso.

Si narra inoltre, che una volta riaperto il toro, le ossa delle vittime luccicassero come gioielli e pertanto venissero utilizzate per fabbricare monili.

La crudeltà di Falaride, non risparmiò neppure Perillo, il quale venne fatto entrare all'interno del toro per provare gli effetti sonori e vi fu rinchiuso.

Accesa la fiamma e soddisfatto per le urla di Perillo, prima che l'inventore morisse, Falaride lo fece uscire, ma anzicchè risparmiarlo lo scaraventò dall'alto di una rupe.

La leggenda vuole, che il tiranno stesso sia stato condannato a morire nel toro, quando venne rovesciato da Telemaco.

Anche le antiche leggende, fanno parte della città di Agrigento e della Valle dei Templi.


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