Il Tempio dimenticato
Nella Valle dei Templi, la scoperta di un tempio che potrebbe essre stato dedicato al culto di «Pudicitia e Modestia», divinità minore, conosciuta anche come "Dria".
Risalgono al febbraio 2006, le prime notizie - quantomeno quelle degli ultimi tre secoli - circa il rinvenimento di un ulteriore tempio nella Valle dei Templi di Agrigento.
Fu infatti nei primi giorni del mese di febbraio, che Gian Joseph Morici, effettuò una scoperta di notevole interesse.
In prossimità della VII porta della cinta muraria dell’antica Akragas, in un suggestivo angolo della Valle dei Templi, erano ben visibili il basamento di un edificio, e sparse nelle vicinanze, porzioni di colonne ed altri elementi architettonici attribuibili ai resti di un edificio sacro.
Il sito, era già stato in passato oggetto di studi e l’antica toponomastica, individuava in quei luoghi l’esistenza del “Ponte dei morti”.
Successivamente il noto archeologo Pietro Griffo, catalogò l'edificio come "torrione militare".
Non convinto che la struttura dinanzi la quale si trovava fosse un torrione militare, Morici approfondì le ricerche.
Il dubbio, nasceva dalla presenza di un'ampia gradonata, rivolta a sud dell'edificio e punto di facile accesso ad eventuali nemici.
Fu così, che nel corso della ricognizione visiva effettuata, rinvenne a poca distanza dal basamento un’ara,, la cui presenza insieme ad altri elementi, metteva in discussione la natura dell'edificio.
Della scoperta, venne immediatamente informato l’Assessorato Regionale ai Beni Culturali.
Secondo il giornalista agrigentino, Angelo Palillo, appassionato di testi sui viaggiatori italiani e stranieri in Sicilia e di archeologia, i resti dell'edificio in questione potrebbero appartenere al "Tempio di Pudicitia e Modestia".
Studi fatti dallo stesso giornalista, confermerebbero che il viaggiatore del Settecento, Richard Colt Hoare, avrebbe scritto di «nella zona che sta sopra il ponte, che creava la comunicazione tra Agrigentum e Agrigentun in Camico, c'era il tempio di Pudicitia o Modestia, ma nessuna di queste tracce della struttura rimangono eccetto delle parti dei gradini verso sud ed una porzione del terreno piano».
In attesa che qualcuno scopra dove si trova il teatro greco dell'antica Akragas, il sottosuolo di Agrigento, continua a regalarci nuove sorprese.