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Guillermo Vargas Habacuc, il “torturatore”.

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 14/04/2008 18:09

"Cane lasciato morire, dal web due milioni di no", questo il titolo dell'articolo a firma di Alessandro Sala.

Guillermo Vargas Habacuc, il “torturatore”.

Chi le bestie?

ANCHE LA UE IN CAMPO - La vicenda non è di oggi, ma a distanza di parecchi mesi, continua a tenere banco. E a coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini qualunque e istituzioni. La Commissione Ue, per dire, attraverso il commissario italiano Franco Frattini, si è impegnata a valutare un eventuale messa al bando dal territorio europeo dell'artista, già da più parti bollato come «torturatore».

SOFFERENZA IN MOSTRA - Vargas un paio d'anni fa ebbe l'idea di illustrare in maniera molto realista la sofferenza di un cane lasciato a morire di fame e di sete, metafora della vita e dell'indifferenza umana. E per rendere il concetto pensò bene di recuperare per la strada un randagio piuttosto malmesso (secondo alcune ricostruzioni pagò dei ragazzini di strada affinché gliene procurassero uno) a cui infliggere un'ulteriore sofferenza: restare legato ad una catena all'interno di una galleria d'arte senza essere alimentato per l'intera durata della rassegna, la Bienal Costarricense de Artes Visuales. Secondo quanto riportato da alcuni giornali sudamericani, il cane morì all'indomani della conclusione della manifestazione, nel corso della quale era rimasto a fare «cattiva» mostra di sè davanti agli occhi degli attoniti visitatori, a cui sarebbe stato espressamente vietato di aiutarlo portandogli cibo o acqua. Smagrito, barcollante, triste. Appare così Navidad nelle foto che da tempo circolano nel web. Eppure nessuno - almeno stando a quanto riportato dalle cronache - aveva avuto l'istinto di violare le regole, di allungare un tozzo di pane o addirittura recidere quella catena e liberare il povero animale.

LE SMENTITE - Erano stati alcuni quotidiani locali e alcuni blog a diffondere la notizia della morte di Navidad a seguito dell'inedia a cui era stato forzosamente costretto. Il direttore della galleria che aveva ospitato l'«opera» si era però difeso sostenendo che la mostra restava aperta solo tre ore al giorno e che nel resto della giornata il cane veniva regolarmente accudito e alimentato. Una giustificazione che secondo molti faceva però a pugni con l'aspetto davvero poco rassicurante dell'animale. Di cui poi non si era più saputo nulla al termine della kermesse. Che fine aveva fatto? Semplicemente, era stato detto, il trovatello era riuscito a scappare.

«CONTRO L'INDIFFERENZA» - Lo stesso artista aveva cercato di replicare alle accuse, spiegando che il suo non era un accanimento contro un essere indifeso, bensì un tentativo di mostrare la sofferenza a cui sono sottoposti migliaia di cani, soli e abbandonati a se stessi e di cui nessuno si preoccupa. «Nella mia città natale, San José, decine di migliaia di loro muoiono per le strade senza che qualcuno dia loro una seconda chance - aveva detto Vargas -. La mia opera voleva evidenziare l'ipocrisia che c'è in noi. Navidad era proprio uno di quei cani che sarebbe morto per le strade».

BUFALA O VERITA'? - Difficile a questo punto accertare se il cane sia effettivamente morto per le sofferenze aggiuntive subite nel corso della mostra - che in ogni caso non si sbaglia nel definire una inutile crudeltà - o se, come si giustificano gli ideatori della rassegna, sia effettivamente fuggito cercando altrove la propria sorte. Un'indagine in questo senso era stata condotta nel novembre anche dal giornalista e blogger Paolo Attivissimo, investigatore del web a cui è spesso riuscita l'impresa di evidenziare falsi e tarocchi realizzati a mezzo Internet. Attivissimo, pur evidenziando tutte le contraddizioni emerse, aveva concluso di non poter definire questa vicenda come «bufala», malgrado da nessuna parte si trovi la prova provata dell'effettiva morte dell'animale. Lo stesso, però, ritiene che «la spiegazione più probabile (ma non certa) è che il cane non sia stato maltrattato come descrive l'appello, ma che l'artista abbia fatto una provocazione male interpretata e non si sia reso conto delle possibili conseguenze mediatiche della provocazione».

CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO - Quello che è certo è che mister Habacuc è ora al centro di un movimento di protesta internazionale che attraverso una petizione online si propone un nuovo obiettivo: boicottare la Biennale Centramericana d'Arte in Honduras, dove l'artista è stato invitato (assieme ad altri) in qualità di rappresentante ufficiale del Costa Rica. Al momento di stendere queste righe, le firme contro di lui risultano essere quasi un milione e settecentomila e l'ultima, la numero 1691722, arriva dall'Italia, dalla bolognese Laura Aloisi. Ma è sufficiente fare un refresh della pagina ogni dieci secondi (o anche meno) per rendersi conto di come il movimento anti-Vargas stia espandendosi a macchia d'olio e in maniera incontrollata. Del resto, come spiegano anche gli autori del messaggio email che in questi giorni ha ricominciato a circolare con insistenza, dare la propria adesione non costa nulla e bastano davvero pochi istanti. «Se perdiamo il tempo rinviando sciocchezze in cui nessuno crede - si legge nell'appello -, possiamo allora dedicare un po' di quello tempo a cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà di questo o di altri sadici esseri umani». Che a Navidad quella triste sorte sia toccata davvero o se sia riuscito effettivamente a fuggire - e al limite a trovare la sua morte magari sempre per inedia ma in libertà e non legato ad una catena in un museo - a questo punto appare secondario. Vargas voleva denunciare l'indifferenza di fronte alle sofferenze degli animali. Questi due milioni di no sono forse la più evidente dimostrazione di come si sbagliasse. 

03 aprile 2008  (Fonte: CORRIERE DELLA SERA.it)

 

P.S. 7 marzo ore 17:58 - Ringraziamo Dora per aver inserito nel suo commento l'indirizzo della petizione, che ci premuriamo a pubblicare nel post, affinchè chi volesse sottoscriverla possa farlo cliccando direttamente sul link:

http://www.PetitionOnline.com/13031953/

Ma chi sono le vere bestie?

Petizione

Inviato da Dora il 07/04/2008 14:10
Che il cane sia morto o sia riuscito a scappare, non cambia certamente la "bestialità" del gesto... Ho trovato l'indirizzo della petizione:
http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html
Voglio sperare che serva almeno ad evitare che altri idioti in cerca di "gloria" possano commettere altri crimini come questo.

stessa identica condizione.

Inviato da Valeria il 14/04/2008 17:41
mi auguro che il nostro meraviglioso artista venga legato ad una corda molto corta e desidererei vederlo morire di fame e di sete..... sarebbe una bellissima opera d'arte. questo è quello che vorrei...

Grazie Valeria

Inviato da Gian Joseph Morici il 14/04/2008 17:55
La bestialità di taluni, offende la nostra sensibilità ed intelligenza, spingendoci a desiderare che vengano puniti subendo le stesse sofferenze che hanno causato. "Purtroppo", legge e comune senso della morale, ci impedisce di metterci allo stesso livello di questo "artista", che oltre al nostro disprezzo e biasimo, merita comunque un'adeguata punizione.

Adesso basta

Inviato da Debora il 10/04/2008 13:54
Vedere queste immagini, mi può solo far stare male, non riesco neanche ad immaginare una "PERSONA" in grado di poter fare una cosa del genere...Credo che la legge debba iniare a dedicarsi un pò di più a questi casi, in quanto Esseri Viventi e anch'essi con il diritto di vivere...Spero un giorno di poter aprire il giornale e leggere che finaLmente queste "PERSONE" stanno pagando per il male fatto...

pensate...

Inviato da Alessandro il 18/04/2008 16:19
è vero, è dolorosissimo leggere di fatti che fanno male al cuore. siamo tutti sofferenti per le pene di quel cane e per quel bastardo che ha fatto questo... però prendiamo ciò che di buono da entrambi gli "schieramenti" è venuto fuori:
a) non si può permettere che animali vengano maltrattati o uccisi per qualsiasi ragione (per cui chiunque di voi ha criticato questo fantomatico artista controlli bene se per caso nella sua vita ha mai fatto uso di qualsiasi tipo di materiale come per esempio, prodotti per l'igiene e la bellezza del corpo, con il quale siano stati fatti esperimenti come test dermatologici o di altro tipo su animali)
b) che non basta firmare una petizione, magari fasulla, per sentirci il cuore a posto. bisogna agire, e se non sembra il caso di andare fino in centroamerica per cercare di scannare l'artista, magari fare attività di volontariato in associazioni di difesa degli animali, in canili potrebbe essere sicuramente più proficuo, sia per voi che sopratutto per le maree di cani randagi et similis che vagano anche solo per l'italico scarpone, isole comprese.
quindi in sintesi... anche se è una bufala, sfruttiamo il buono che da noi viene per fare qualcosa di realmente utile... e non fermiamoci ai soliti 5 minuti di rabbia e vergogna per poi tornare a fottercene amabilmente degli altri (umani, animali vegetali e minerali, che compongono la nostra beneamata biosfera, che ricordo esser l'unica disponibile) ma diventiamo reali difensori di qualcosa a cui teniamo oltre alla nostra piccola sfera di vita.
Saluti
Alessandro

x Alessandro

Inviato da Gian Joseph Morici il 18/04/2008 16:59
Notizia e petizione, sono autentiche. Condivido pienamente l'invito a diventare i "reali difensori di qualcosa a cui teniamo" (un pò meno l'analisi delle ragioni per le quali non si dovrebbe cercare di "scannare l'artista".
Grazie per il contributo e cordiali saluti


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