Questo racconto è stato concepito come un omaggio a Osvaldo Soriano e alle sue storie sul calcio Durante gli anni terribili della seconda guerra mondiale, poche cose riuscirono a continuare come prima. Una di queste fu il calcio, che scrisse pagine oscure ma altrettanto epiche di quelle vissute e narrate dai protagonisti dei giorni nostri. [...]
L’aspetto della campagna, quella mattina in particolare,era secco e stoppaccioso. La casa a due piani si trovava sull’alto della collina, sotto si snodava la strada provinciale, ma sembrava remota, inghiottita a tratti dai vigneti o semplicemente dalle radure incolte, verdissime in primavera ed ora gialle e asfittiche. Non gli andava di entrare in casa. Suo [...]
Continue reading …Lo trovò davanti al portone della sua casa. Per un attimo il cuore si fermò e d’impulso la mano andò al cellulare, per cercare eventualmente un aiuto. Eppure quell’uomo era stato il suo amore, un uomo che aveva amato più della sua stessa vita e che poi era diventato sempre più geloso, possessivo fino a [...]
Continue reading …Io amo il mio paese. Anche se non ci vivo più da venti anni, se non ci sono mai tornato, se sono stato costretto ad imparare una lingua straniera, a mangiare cibi sofisticati e e bere bevande gassate. Anche se non ho più nessuno, lì, l’ho sempre amato. E ora che sto tornando, l’emozione [...]
Continue reading …«O Critone, noi siamo debitori di un gallo ad Asclepio: dateglielo e non dimenticatevene!» Non era ancora notte, e la stanza accoglieva la luce di un crepuscolo lento. Gli amici non si erano trattenuti. Neppure la donna. Si erano stretti le mani, e brevemente, guardati negli occhi. Non c’era nessuna bellezza, neppure nelle loro [...]
Continue reading …Insomma, c’era parecchio sole. Imposte bianche, serrate. E non era mezzogiorno. Il viaggio che compie il sole lo conosciamo. Dal primo vagito all’ultimo sbadiglio rauco, non facciamo che volgergli lo sguardo, interrogare, scrutare, offrirgli il viso come si offre ai parenti in visita. Era questo il paese, troppa luce, qualche albero disseminato nei campi. Andava [...]
Continue reading …“Quando l’ultima foglia d’autunno si poserà su di te, lui tornerà…” Me lo disse un uomo che diceva di leggere negli occhi della gente il loro destino, me lo disse senza che io glielo chiedessi e lo fece avvicinandosi a me per sussurrarmi quelle parole. Poi, con un sorriso che mai avrei dimenticato si dileguò [...]
Continue reading …Alle prime luci dell’alba la Signorina Rossana – come la chiamavano i suoi vicini di casa – aprì gli occhi. Guardò l’ora, le sei e mezza. Era un’insonne cronica, e come sempre si svegliava molto prima che suonasse la sveglia, fissata di solito per le otto. Bastava poco: uno stridio di freni, qualche passerotto sul [...]
Continue reading …Ti dò un giorno, un giorno di tempo. No, ci ho ripensato, ti dò un’ora, un’ora per aggiustarti dentro, per rifarti la testa, scuotila, scuotila. Intanto fatti una doccia, e non dire che fa freddo, e lavati quei capelli, sembri intinto nel sego. Guardati, sei un uomo perso, sporco. Cos’è quello strappo nei pantaloni? Il [...]
Continue reading …“Non chiedermelo. Non saprei rispondere senza deluderti”. E si voltò ad osservare il silenzio tra le onde fumose di una sigaretta appena accesa. Non accennò ad andare via né ad allontanarsi da me, solo quel fumo a creare un’inconsapevole barriera tra di noi. Forse sperava che io insistessi a sollecitare risposte mai avute, forse desiderava [...]
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