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SEBASTIANO BIANCHINI NEL RICORDO DEI SUOI DIPINTI

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 12/08/2008 21:46

“Dipingere Girgenti,i luoghi,i volti,l’arte e la poesia” è stato il tema di una mostra retrospettiva sul pittore agrigentino Sebastiano Bianchini ospitata presso il Complesso monumentale di Santo Spirito.

SEBASTIANO BIANCHINI  NEL RICORDO DEI SUOI DIPINTI

Da sinistra: Mula - Bianchini - Biondi

Ad inaugurarla l’assessore alla cultura Settimio Biondi che si è soffermato sulla personalità a tutto tondo del Bianchini scomparso nel 1958 e che rivela nelle sue opere una Girgenti straordinariamente vera e riconoscibile.

Promossa dal Comune, alla mostra  che rimarrà  aperta fino al 31 agosto, era presente il figlio di Sebastiano Bianchini,Gerlando, paleontologo di chiara fama e tenuto in gran conto dalla comunità scientifica francese piuttosto che da quella italiana..

 Biondi ha percorso per sommi capi la storia della famiglia Bianchini che annovera nel suo albero genealogico un eroe del 1848 che guidò la rivolta di quegli anni ad Agrigento.

Uno spaccato di storia patria di cui si parla molto poco e che sarebbe necessario portare a conoscenza di una città oggi poco beatificata dallo slogan “il coraggio di cambiare”.

Nuccio Mula,dell’Associazione internazionale critici d’Arte ha tracciato le coordinate artistiche di Sebastiano Bianchini che nella sua opera non ha tralasciato di ritrarre la sua famiglia (il nudo di donna è sua moglie insieme alle figure femminili che  mitizzano i fiumi Hypsas e Akragas) e poi scorci di piazza Ravanusella,Sottogas,Santa Lucia per culminare in una grande raffigurazione dei templi col mandorlo in fiore,opera che utilizzò il conte Caetani per la prima  Sagra della primavera..

“Un evento nel pieno senso del termine”-l’ha definito Nuccio Mula che non ha avuto la testimonianza di una telecamera ma l’affetto e il bisogno di conoscere di un manipolo di agrigentini che nella mostra hanno trovato le ragioni per amare Agrigento. Eredi, senzaltro di quella folla di giurgintani che seguì  cinquantanni fa i funerali di Bianchini. Una marea umana,raccontano i testimoni di allora che partiva da San Domenico ininterrottamente fino a Porta di Ponte.

“Oggi ci ritroviamo  con una Agrigento- ha concluso Nuccio Mula-che ha perso troppo delle ragioni per cui la si dovrebbe amare, ma questa è un’altra storia…”

 

                                                                                            Diego Romeo

 

 


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