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Margherita Biondo

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 03/09/2007 11:48

Margherita Biondo, poetessa e scrittrice, più volte vincitrice di premi di carattere nazionale, esprime in questa maniera ciò che pensa di Rosalba Mangione.

 

"Rosalba Mangione è una pittrice alla ricerca di un eden artistico, in cui si confondono realtà, fantasia e sogni di evasione.

Le sue opere sono pervase da un sentore di energia in movimento che, a seconda delle emozioni vibra tra i cromatismi disposti in sequenze di elevato fascino.

I quadri realizzati ad olio e a tempera, sono elaborati accuratamente con una tecnica molto personale dalle cui trasparenze emergono pulsioni che derivano da momenti di autentica ispirazione.

Per Rosalba Mangione, la realtà con la quale si può entrare in rapporto per capire l'essenza dei contenuti è il colore, i significati della sua pittura vanno quindi ricercati nei cromatismi dai toni accesi che sembrano scivolare sulla tela senza fermarsi e senza nascondere ciò che intendono far trasparire.

Con vitale immaginazione e straordinaria ricchezza di colori l'artista realizza infatti forme vive e variegate che superano la stabilità della stessa tela ed offrono al campo visivo la continuità di una visione simbolica che potrebbe senz'altro inserirsi nell'astrattismo ma, altresì nell'area visionaria e surreale della pittura.

Le emozioni cromatiche proiettano l'occhio dello spettatore verso il pensiero con cui l'artista si è occupata a registrare percezioni, ricordi, simboli, mutamenti di luce, di umori, di morbide atmosfere.

Il tutto in una saga del colore in cui emergono i toni mediterranei della nostra tavolozza ed in cui, tra i timbri brillanti, le accensioni di giallo appaiono come squarci di luce che concedono suggestioni oniriche.

Colori e materia diventano giochi estremamente raffinati pur nella loro esuberanza e l'immagine è piena di mistero, di ermetici stupori, di astratta poesia.

Una visione ideale che conferisce all’autrice libertà e capacità di essere elegante anche su una tela ben definita dove i contorni si confondono e le macchie si mescolano tra i confini di un mondo fatto di percezioni, onde sonore rifrazioni e masse vagamente organiche.

Nelle macchie che si slabbrano e diventano fluide emerge una pittura che si può etichettare come astrazione ma che nasce da momenti di improvvisazione interiore in cui si snoda l’enigmatico diario privato dell’artista.

Ogni dipinto registra un istante di vita sospeso tra intuizione ed immaginazione ed è generato da fermenti psicologici che sfociano in voli di fantasia atti a cogliere nuovi spazi ideali nelle armoniose variazioni di tono e colore.

Il segno macchia, in quanto pura forma, viene destituito della sua semanticità convenuta e scopre una realtà arbitraria secondo l’insegnamento dell’informale.

Un impianto luminoso in cui la textura cromatica sconfina dalle pennellate materiche  per rilevare un complesso di sensazioni visive che vanno ogni oltre schema precostituito nella mente dell’artista, la quale, nel tracciare il segno e il colore dimostra l’impeto di una personalità emotiva atta a cogliere l’attimo.

Insomma, una specie di viaggio nella possibilità di spaziare sul fronte dell’immaginazione senza guida prospettica bensì con impressioni ben costruite sulla giustapposizione dei colori e sulla cosciente ricerca di una realtà fatta non solo di cromatismi ma di emozioni, profondità intimistiche e voci latenti." 


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