Francesco M. Scorsone
"Trovarsi.....nei luoghi di Pirandello" - Sei mostre per sei artisti: Giovanni Lentini alla Biblioteca Comunale, Pietro Piccoli al Circolo Empedocleo, Salvatore Lauricella alla Casa Natale di Pirandello, Franco Lo Cascio a Le Stoai, Mimmo Rotella al Museo Archeologico e infine Rosalba Mangione a Palazzo Borsellino. Dopo aver visitato la mostra di Rosalba Mangione, il critico e gallerista, Francesco M. Scorsone, esprime le proprie considerazioni sull'artista:
La mia visita alla mostra di Rosalba Mangione l’avevo programmata già da qualche tempo; lei stessa me ne aveva parlato con grande entusiasmo, quell’entusiasmo tipico di chi sa che è stato chiamato per fare qualcosa di diverso, di importante. Partecipare assieme ad altri artisti - alcuni dei quali di notevole richiamo - è stato per lei un riconoscimento ad ampio spettro. I suoi lavori esposti in questa mostra personale, in una sequenza cadenzata di alternarsi di toni ora scuri e tenebrosi ora chiari e brillanti, sono il risultato di una ricerca durata circa quattro anni. Anni nei quali, frequentando gli studi di altri artisti, ha maturato una propria e personalissima tavolozza, frutto oltre che di una particolare predisposizione, anche di quella conoscenza acquisita in termini genetici e che si è accentuata nelle generazioni contemporanee. Rosalba ha riversato sulla tela tutta la carica nascosta della sua personalità, procedendo in accelerazione verso nuove soluzioni cromatiche senza domandarsi che cosa la spingeva a dipingere. Lei sa che ciò che ha prodotto è il risultato di una necessità interiore, di una tensione creativa che la anima e che non deve mai avere momenti di cedimento perché molto spesso l’artista è vittima della sua fragilità come, al tempo stesso, è forte della sua pittura. Ma come si dice: in arte il “mestiere”, e cioè quella cattiveria furbesca necessaria per fare fronte nei momenti di “stanchezza creativa”, è l’elemento fondamentale per rimanere sempre a un certo livello. Molti degli artisti presenti in queste mostre conoscono bene questo aspetto del fare dell’arte. Se la Mangione riuscirà a tenere il passo migliorando il suo standard creativo arricchendolo con campiture cromatiche e con nuove soluzioni coloristiche, svincolandosi decisamente da apparen- tamenti novecentisti sarà sulla buona strada per una affermazione di primo piano anche sul mercato dell’arte.
Palermo, 04/10/2007
Francesco M. Scorsone