PAROLE E SGUARDI A TEATRO
Ritorna il 27 marzo presso le Fabbriche Chiaramontane il proseguo dell’evento “Un’altra parola, un altro sguardo”
Un progetto di incontro con la letteratura e la “parola” ideato da Lia Rocco e iniziato il 6 marzo con Beatrice Monroy che ha conversato sulla passione della scrittura e la nascita di tre donne del mito, Emma, Elissa e Antigone raccontate da tre uomini, Flaubert, Virgilio e Sofocle.
Il 27 marzo è in programma la seconda parte del progetto con l’attrice Lia Rocco e Francesca Cosentino, cantautrice agrigentina.
“Avremmo voluto inserire tante altre cose e idee in questa fase di allestimento –ci dice Lia Rocco che abbiamo incontrato insieme a Francesca Cosentino – ma le idee costano. Anzi dobbiamo ringraziare gli Amici della Pittura dell’Ottocento Siciliano che ci hanno messo a disposizione lo spazio e hanno curato dal punto di vista organizzativo ed economico tutto il progetto. Punto di partenza il 900 che per le donne è stato una esplosione dal punto di vista della scrittura, delle arti in genere. Il 27 marzo attraverseremo il il 900 poetico femminile con Amy Lowell, Wistava Szymborska, Agota Kristof, Alice Munro, Joumana Haddad, Dunya Michail, Marina Cvetaeva, i versi di Luisa Trenta Musso e forse anche di Margaret Mazzantini.
--Una messa in scena vera e propria?
---No, una conversazione spettacolo, un conversare con il pubblico utilizzando gli strumenti del teatro, la parola e il gesto..
---Francesca di solito canta…
---Ebbene si, canterò alcune mie canzoni, altre di Fossati e ci sarà Eduardo Savatteri che mi accompagnerà al pianoforte. Del mio repertorio sceglierò “Il signore della guerra” e “Canzone bonsai”…
---…e “L’elefante nero”?
---Quella fa carriera a parte e probabilmente parteciperà al “Premio Recanati”.
Francesca Cosentino, per la cronaca, qualche anno fa fu inserita da SKY in un reportage sulle donne manager siciliane e oggi prosegue in perfetta solitudine la sua attività di cantautrice. Del futuro, per scaramanzia , non vuole parlare anche se ci assicura che in cantiere c’è un grosso progetto a breve. Di più non vuole rivelare.
Dal suo canto Lia Rocco non demorde e quando gli chiediamo il perché Pirandello deperisce proprio nella sua e nostra città, esplode. “Questa città da anni ha dimenticato Pirandello, diciamocelo chiaramente- questo è un delitto che è anche frutto di ignoranza…non riusciamo a capire che cultura è ricchezza dal punto di vista economico e turistico. I grandi appuntamenti aprono strade che aprono altre strade.
---Ritengo ti comporterai in maniera consequenziale:::
---Non è nel mio stile gridare o battagliare per essere presente. C’è un pudore dell’intelligenza da cui non vorrei discostarmi. Continuerò ad aprire dei momenti e degli spazi. Mi capita di incontrare belle persone come questi Amici e vado avanti per la mia strada. Non grido.
Diego Romeo