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LE POESIE DI UN BARBONE

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 11/03/2009 18:00

Venerdi 17 marzo prossimo presso la sede della biblioteca comunale di Agrigento in piazza Moro saranno presentate le poesie di Bernardo Quaranta ,un clochard genovese morto alcuni anni fa. I suoi versi sono stati adesso raccolti nel volumetto POESIE IN VALIGIA . Una novità per Agrigento ma non per Grotte dove le poesie di Quaranta erano state presentate nel marzo del 1997. Allora ne scrivemmo sul settimanale SICILIA 7 Nella foto accanto la testimonianza di quel singolare incontro letterario insieme al testo che qui di seguito riportiamo.

“Serata letteraria a Grotte, come difficilmente se ne vedono in provincia. Nel­l'ambito del Premio Racal­mare, la Giuria, infatti, si è concessa un doveroso omaggio a due poeti : Leo­nardo Vitellaro di Castelter­mini e Bernardo Quaranta, barbone genovese, morto qualche anno fa.

Due autentiche rivela­zioni, cui hanno dato voce gli attori Bernardino Giu­liana e Lillina Chiarenza.

Giuliana, s'è riservato una dizione più epico-pica­resca, mentre Lillina Chia­renza, ne ha espresso le cor­de più raccolte e intimiste. La dignità letteraria, è stata confermata dalle due presentazioni : una, di An­tonio Cimino, sindaco di Grotte per Leonardo Vitel­laro, mentre, il direttore del Festival internazionale di poesia di Genova, Claudio Pozzani, si è soffermato su Bernardo Quaranta. Una fi­gura misteriosa questa di Quaranta sulla cui vita Poz­zani ha dichiarato di non volere indagare.

Morto solo e dimenti­cato in un ospedale di Ge­nova, Quaranta ha lasciato una valigia "colma di sac­chi di tristezza-dice Pozza­ni-. Le sue poesie sono struggenti, cristiane e posi­tive. Ascoltarle, è come sentire una musica pura e raffinata.". Davvero magi­che quelle scritte in memo­ria di Giannina, la barbona che era divenuta sua com­pagna, morta due anni pri­ma. Pozzani, ha messo in bella mostra le poesie di Quaranta, vergate su fogli di carta, trovati per strada. Su ritagli di giornale. Sul retro di cartoncini per rega­li. E' risultato inevitabile che il "closhard" genovese, avesse la meglio su Vitella­ro, il poeta castelterminese da non sottovalutare affatto. Una poesia, quella di Vitel­laro, "pregna di sentimenti inviolati-ha detto il relato­re- che raccontano a volte con ironia esasperata mo­menti e personaggi della vi­ta locale ; altre volte, il can­to della natura che lo affascina e lo penetra". Su di lui, Francesco Lo Bue, storico di realtà locali, ha scritto un saggio che la giu­ria del Racalmare dovrebbe incaricarsi di divulgare quanto prima.

Alla serata letteraria presentata da Gaspare Agnello e Laura Castiglio­ne, ha partecipato il chitar­rista Francesco Buzzurro con delicate musiche di sot­tofondo. Di una protesta "fuori campo", subito rien­trata, è stato protagonista il poeta Giuseppe Tedesco, che, a sipario chiuso, ha let­to alcune delle sue poesie. Un episodio che conferma, qualora ce ne fosse biso­gno, l'importanza di dar vo­ce alle microstorie locali, spesso dimenticate.”

                                                                                                                              (testo e foto di Diego Romeo)


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