LE POESIE DI UN BARBONE
Venerdi 17 marzo prossimo presso la sede della biblioteca comunale di Agrigento in piazza Moro saranno presentate le poesie di Bernardo Quaranta ,un clochard genovese morto alcuni anni fa. I suoi versi sono stati adesso raccolti nel volumetto POESIE IN VALIGIA . Una novità per Agrigento ma non per Grotte dove le poesie di Quaranta erano state presentate nel marzo del 1997. Allora ne scrivemmo sul settimanale SICILIA 7 Nella foto accanto la testimonianza di quel singolare incontro letterario insieme al testo che qui di seguito riportiamo.
“Serata letteraria a Grotte, come difficilmente se ne vedono in provincia. Nell'ambito del Premio Racalmare, la Giuria, infatti, si è concessa un doveroso omaggio a due poeti : Leonardo Vitellaro di Casteltermini e Bernardo Quaranta, barbone genovese, morto qualche anno fa.
Due autentiche rivelazioni, cui hanno dato voce gli attori Bernardino Giuliana e Lillina Chiarenza.
Giuliana, s'è riservato una dizione più epico-picaresca, mentre Lillina Chiarenza, ne ha espresso le corde più raccolte e intimiste. La dignità letteraria, è stata confermata dalle due presentazioni : una, di Antonio Cimino, sindaco di Grotte per Leonardo Vitellaro, mentre, il direttore del Festival internazionale di poesia di Genova, Claudio Pozzani, si è soffermato su Bernardo Quaranta. Una figura misteriosa questa di Quaranta sulla cui vita Pozzani ha dichiarato di non volere indagare.
Morto solo e dimenticato in un ospedale di Genova, Quaranta ha lasciato una valigia "colma di sacchi di tristezza-dice Pozzani-. Le sue poesie sono struggenti, cristiane e positive. Ascoltarle, è come sentire una musica pura e raffinata.". Davvero magiche quelle scritte in memoria di Giannina, la barbona che era divenuta sua compagna, morta due anni prima. Pozzani, ha messo in bella mostra le poesie di Quaranta, vergate su fogli di carta, trovati per strada. Su ritagli di giornale. Sul retro di cartoncini per regali. E' risultato inevitabile che il "closhard" genovese, avesse la meglio su Vitellaro, il poeta castelterminese da non sottovalutare affatto. Una poesia, quella di Vitellaro, "pregna di sentimenti inviolati-ha detto il relatore- che raccontano a volte con ironia esasperata momenti e personaggi della vita locale ; altre volte, il canto della natura che lo affascina e lo penetra". Su di lui, Francesco Lo Bue, storico di realtà locali, ha scritto un saggio che la giuria del Racalmare dovrebbe incaricarsi di divulgare quanto prima.
Alla serata letteraria presentata da Gaspare Agnello e Laura Castiglione, ha partecipato il chitarrista Francesco Buzzurro con delicate musiche di sottofondo. Di una protesta "fuori campo", subito rientrata, è stato protagonista il poeta Giuseppe Tedesco, che, a sipario chiuso, ha letto alcune delle sue poesie. Un episodio che conferma, qualora ce ne fosse bisogno, l'importanza di dar voce alle microstorie locali, spesso dimenticate.”
(testo e foto di Diego Romeo)