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Agrigento: una raffica di teatro ci salverà?

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 24/01/2009 08:49

 

Un fine gennaio agrigentino con una raffica di teatro (Otello e Todo Modo) che potrebbe fare bene ma che potrebbe fare male. Molto male.

Si è iniziato l’altra sera con Otello regia di Guicciardini e interpretazione piena,convinta e colorita di Sebastiano Lo Monaco,ormai collocato tra i leaders della scena nazionale.

A sentire i calorosi applausi e gridolini da stadio al calar della tela, sembra che Otello abbia trafitto i cuori  giovani e quelli attempati molto più dei film tenerelli e giovanilisti che oggi hanno invaso gli schermi italiani.

La passionaccia di Otello per una “Desdemona sempre Ofelia”,la sua debordante gelosia, la punizione del “cane-Jago”, la storia che capovolge i destini e le vecchie convenzioni para-razziste sui neri e con i bianchi che vengono “cannibalizzati” a fil di spada; una regia agile e puntigliosa che si prende cura dei piccoli dettagli e dei personaggi marginali,ha prodotto,come dicevamo, applausi ed entusiasmi che non registravamo da tempo.

Se aggiungiamo anche una scenografia semplice e ardita nei suoi effetti,con un fondale che fungeva da cromakey televisivo; costumi e drappeggi quanto basta e una colonna sonora inserita con somma discrezione,allora i conti tornano e l’acquisto (sembra 52mila euro) di Otello prodotto da Sicilia Teatro potrebbe anche essere tollerato dal nostro magro bilancio comunale.

E’ la quarta volta che Lo Monaco calca la scena agrigentina con inizio nel 1992 (Il berretto a sonagli”),proseguita con  “Questa sera si recita a soggetto” e infine con “Enrico IV”.

“Stavolta-confessa Lo Monaco nella conferenza stampa- tradisco don Luigi e spero che mi perdoni”.

Quel Don Luigi che nel 92,prima di andare in scena col “Berretto a sonagli”, vide un Sebastiano Lo Monaco (è sempre l’attore che lo confessa) in lacrime presso la “rozza pietra di Girgenti”, invocare l’aiuto di Pirandello quando ancora regnava Turi Ferro e l’interprete siracusano era avvertito come un potenziale detronizzatore. Tanto che dal quotidiano LA SICILIA per il quale allora scrivevo arrivò perentorio il suggerimento  “Mi raccomando non più di trenta righe”. Di righe ne vennero fuori  invece  60 poi tagliuzzate in redazione. E da quel taglia-taglia scappò il nome di Giustino Durano uno degli attori che era e rimane  per sempre nell’Olimpo degli artisti.

Ne provai un profondo dolore e ricordo ancora le occhiate di Lo Monaco e del regista Mauro Bolognini verso di me incolpevole.

Oggi Lo Monaco,per fortuna non ha più bisogno di chiosature e la sua affermazione resta intangibile mentre gli attori di quella epocale messinscena (Borboni,Bolognini,Durano) riposano nell’Olimpo. Per questa edizione dell’Otello doverosamente da ricordare Maria Rosaria Carli,Giacinto Palmarini,Alkis Zanis,Federica Di Martino,,Massimo Leggio, Mirko Rizzotto,Amedeo D’Amico,Mimmo Padrone,Giorgio Gallo,Massimiliano Sozzi,Matteo Micheli,Benedetta Borciani.Scene di Piero Guicciardini,costumi di Maurizio Millenotti,luci di  Luigi Ascione..

Tutta da vedere,sentire e analizzare la possibile reazione bipartisan per il TODO MODO in scena il 30 gennaio. L’Agrigento “semper democristiana semper” lancerà alti lamenti?

Proverà nostalgie brucianti o un tollerante ribrezzo?

E i cavalieri  di una sinistra inesistente avranno l’ardire di gridare “Rialzati Agrigento”?

E i giovincelli alla Jati che imprecavano contro Sgarbi qualche settimana fa troveranno il modo di mettere in campo una qualche esercitazione ginnico-rivoluzionaria?

Qualcosa dovrà succedere.

Il silenzio sarebbe ignominioso da ambedue le parti.

 

                                                                                                   Diego Romeo

 


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