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A NELLINA LAGANA’ IL PREMIO “MARTA ABBA"

creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 04/09/2008 23:15

E’ la celebre attrice siciliana Nellina Laganà, catanese, attrice teatrale, cinematografica e televisiva di rara intensità, duttilità e polivalenza, rinomata per i molteplici ruoli di grande rilievo interpretativo, la vincitrice della 30^ edizione del Premio Internazionale “Luigi Vannucchi”, entrando nell’albo d’oro di un riconoscimento di altissimo rilievo mondiale che, fra gli altri, ha visto insigniti Giancarlo Sbragia, Vittorio Gassman, Paolo Stoppa, Ugo Tognazzi, Jerry Lewis, Gloria Gaynor, Burt Lancaster, Michele Placido, Nino Manfredi, Alberto Sordi, Gianfranco Iannuzzo, Liza Minnelli, Fritz Wepper, Luciano Pavarotti, Ornella Muti, Carlo Verdone, Claudia Cardinale e Riccardo Muti.

A NELLINA LAGANA’ IL PREMIO “MARTA ABBA"

Un momento della premiazione

Seconda attrice siciliana, dopo Gianfranco Jannuzzo, a ricevere il Premio Internazionale “Luigi Vannucchi”, Nellina Laganà è stata scelta sia per il suo indiscutibile talento artistico che per il coraggio d’un costante proporsi ed imporsi attraverso scelte impegnate e di straordinario spessore.

 Per le medesime motivazioni Nellina Laganà ha vinto anche la 1^ edizione del Premio Internazionale “Marta Abba” (primo riconoscimento al mondo ad essere dedicato alla sublime Musa di Luigi Pirandello, una delle attrici più rinomate del ‘900, il Premio è stato fondato dal Prof. Nuccio Mula, Rettore dell’Accademia Internazionale degli Empedoclei di Agrigento e Presidente dell’Associazione Scrittori ed Artisti Agrigentini, il 24 giugno 2008, cioè proprio a vent’anni esatti dalla sua scomparsa).

Grazie alla straordinaria sensibilità e lungimiranza del rinomato manager e promotore culturale e teatrale Dott. Mino Saetta, che ha prontamente accolto la richiesta delle due suddette Istituzioni fondatrici, la 30^ edizione del Premio Internazionale “Luigi Vannucchi” e la 1^ edizione del Premio Internazionale “Marta Abba” si sono tenute a Caltanissetta, nello splendido scenario del teatro all’aperto di Villa San Pietro, nel corso della memorabile serata d’onore in cui si sono tenute la 30^ edizione del Premio Internazionale “Castello di Pietrarossa” e diverse altre manifestazioni di assoluto rilievo, fra cui la 1^ edizione del Premio Internazionale “Triskeles” per gli Alfieri della Cultura Siciliana nel Mondo (sempre fondato dall’Accademia Internazionale degli Empedoclei e dall’Associazione Scrittori ed Artisti di Agrigento) ed altri importantissimi Premi alla cultura enologica e gastronomica organizzati dal Museo Internazionale del Vino “Luigi Veronelli”, unico al mondo, fondato anni fa dal Dott. Saetta e veramente unico al mondo per quantità e qualità di vini.

La serata d’onore, come riportato dai maggiori “media” italiani ed esteri, è stata ricchissima anche di interventi artistici ad alto livello, è stata presentata dalla giornalista del TG3 Rosa Ricciardi e ripresa anche dalle telecamere di Rai 1 per un passaggio serale nel prossimo settembre).

Splendide, per la cronaca, le due sculture realizzate per il Premio Internazionale “Marta Abba” e per il Premio Internazionale “Trìskeles”, opere dell’insigne artista siciliana Letizia Li Puma.

Al Premio Internazionale “Marta Abba” l’Accademia Internazionale degli Empedoclei e l’Associazione Scrittori ed Artisti Agrigentini (istituzioni fondate e presiedute dallo scrittore agrigentino Nuccio Mula, docente universitario e componente dell’Associazione Internazionale Critici Letterari e dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte) affiancheranno, in tempi brevi, altre iniziative, anche in costante collaborazione con il “Mino Saetta Management”, onde onorare Marta Abba sia nella toponomastica, sia come punto di riferimento dell’impegno intellettuale (tramite la costituenda Associazione Culturale Internazionale “Marta Abba”), sia, infine, con la proposta d’intitolazione a Suo nome di una struttura teatrale, affinché l’ultimo sogno del Maestro venga finalmente e doverosamente esaudito, così come evidenziato nell’interessantissima “Appendice” al testo de “I giganti della montagna”, firmata proprio da Marta Abba, che riporta alcune lettere di Luigi Pirandello a quella che fu, ripetiamo, la sua Musa ispiratrice per eccellenza, e si conclude con un Luigi Pirandello, scritte da Parigi, in cui passione e tormento, inquietudine e sogno, devozione e desiderio, vanno a sublimarsi in resoconto d’estasi:

 Io ho veramente la febbre del lavoro; tutte le potenze del mio spirito sono in ebollizione. Ma senza Te, sono come un’asta senza bandiera: la bandiera devi essere Tu, Marta mia; per tutto il mondo. Non devono conoscere che Te, Te sola: il mio teatro non deve vivere che nella luce del Tuo nome; e poi si spegnerà con te, per modo che il mio nome resti inseparabile dal Tuo, che gli avrà dato la sua vera vita: e sarà gloria Tua, nel mondo, se ha potuto essere martirio in Italia, dove da Dante in poi ogni gloria ha patito sempre il martirio.  Il mio sogno è che Tu abbia un teatro Tuo, che sia tutto e solo tutto Tuo, dove Tu possa recitare come e quanto vuoi, e ciò che Ti pare e piace; e poi riposarTi; recitare solo tre quattro mesi e non più: teatro Marta Abba”.

 

 

 

UNA DICHIARAZIONE ALLA STAMPA DEL PROF. NUCCIO MULA

RETTORE DELL’ACCADEMIA INTERNAZIONALE DEGLI EMPEDOCLEI

E FONDATORE DEL PREMIO INTERNAZIONALE “MARTA ABBA”

 

Quando, il 24 giugno di quest’anno, nel ventennale della scomparsa di Marta Abba, ho divulgato alla stampa (che ringrazio di cuore, come sempre) il comunicato con cui annunciavo la fondazione del Premio Internazionale a Lei dedicato, primo Premio al mondo ad essere ufficialmente intitolato alla sublime Musa di Pirandello, sapevo già che il contesto politico e “culturale” della non casuale “città di Pirandello” non avrebbero fatto una piega, poiché ormai adusi, da tempo, a quelle ineffabili tecniche di accaparramento contributivo e di elargizioni finalizzate al consolidamento del potere che, da molto tempo, proseguono a contrabbandare sciocchezze per eventi ed eventi per sciocchezze,nonché a donare credibilità e prebende anche ad affaristi di professione e a dilettanti allo sbaraglio sempre pronti, dinanzi al tintinnio di un bonifico, ad autopromuoversi esperti, critici, operatori culturali, intellettuali di rango, “opinion leaders”, pontificanti tuttologi multimediali e disinteressati benefattori del territorio e dell’umanità intera.

Pertanto, non essendomi pervenuto (come, ripeto, già da me ampiamente ipotizzato e sedimentato in anticipo) nessun segnale d’attenzione a questo Premio (ribadisco, il primo al mondo intitolato a Marta Abba e che un contesto politico serio ed un contesto culturale senza virgolette avrebbero preso immediatamente in considerazione, non fosse altro che per oggettive ed indiscutibili ragioni di appartenenza: Luigi Pirandello, Marta Abba ed Agrigento hanno percorsi comuni, e sfido chiunque a sostenere anche la più pallida ombra del contrario) mi sono subito rivolto a Mino Saetta, operatore culturale autentico (e, quindi, come me, tutt’altro che “profeta in patria”: ma, vivaddio, la classe personale, la professionalità vera e la cristallinità adamantina nei rapporti di vita e di lavoro superano e schiacciano sempre l’ignoranza, l’invidia ed ogni servostrutturale strategia d’indifferenza e / o di boicottaggio) ed in dieci secondi di telefonata ho risolto il problema, sia per quest’anno che per sempre: con entusiasmo e straordinaria disponibilità il “Marta Abba” è stato subito inserito nelle manifestazioni del Premio Internazionale “Castello di Pietrarossa”, ha ottenuto, senza nemmeno doverlo chiedere, un suo spazio autonomo e in “par condicio” con Premi ormai storici, come il Premio Internazionale “Luigi Vannucchi”, giunto alla sua 30^ edizione, e non ha dovuto barattare niente con nessuno, né elemosinare un contributo, né spendere un solo centesimo (la stessa preziosa scultura simbolo del “Marta Abba” mi era già stata donata, e con il sorriso sulle labbra, da un’importante artista siciliana, Letizia Li Puma) né inginocchiarsi dinanzi al potere o alla nostrana “cultura” con le virgolette.

Ed è stato un successo straordinario, in cui ha vinto soprattutto la Libertà: perché io e Mino Saetta siamo uomini liberi, ci inginocchiamo solo dinanzi a Dio e possiamo camminare a testa alta dinanzi a chiunque.

Pertanto, come testimonia anche la sapienza della paremiologia, è sempre Vangelo affermare che, quando si chiude una porta,s’apre un portone;ed anzi, a proseguire in proverbi e grazie ancora alla provvidenziale onnipotenza di  Dio,“ogni impedimento è giovamento”, poiché il Premio Internazionale “Marta Abba” (e non è solo un doveroso ed affettuosissimo ringraziamento a Mino Saetta che me lo fa scrivere e sottoscrivere) non avrebbe potuto trovare una sede migliore per impeccabilità d’organizzazione, per prestigio di convenuti, per numero e qualità di iniziative, per stile d’accoglienza, di stima e d’affetto e per mille e mille altre ragioni che continuano a commuovermi ed a gratificarmi e che non dimenticherò mai.

Alla politica ed alla “cultura” agrigentine, quindi (e con un particolare saluto anche all’altrettanto  silente pirandellismo “ufficiale”) il pugno di mosche di due sconfitte con smacco e disonore: la prima, per aver fatto una figura “di quelle” snobbando il Premio Internazionale “Marta Abba” (“al massimo, nel mio ‘format’ del Premio “X”, ti posso inserire il “Marta Abba” come Premio Speciale “X” dedicato a Marta Abba”, mi disse un produttore agrigentino cui avevo parlato prima di quel mio comunicato stampa ‘profetico’: in altre parole, “tu hai fondato il Premio ed io, ma solo perché sei tu, solo per farti un favore, bada, me ne approprio”: mi si risparmi ogni commento); la seconda, quella di averlo fatto scappare da Agrigento (come la “Kore”, ricordate? Arieccoli, i professionisti della politica, della “cultura”, del turismo e del progresso) e di averlo fatto subito “volare” a Caltanissetta, dove, però, e lo dichiaro ufficialmente, resterà sempre, poiché Agrigento non lo merita. Resterà a “Villa San Pietro”: “hic manebimus optime”.

 

    Nuccio Mula

 


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