Rigassificatori: impianti inutili
Interessante documento di Marco Pagani:
Forse è ora di dire con una certa enfasi quello che pochi hanno l'onestà intellettuale di affermare: costruire rigassificatori in Italia è un'opera sostanzialmente inutile.
La mappa qui a fianco (i dati sono stati ricavati da questo documento dell'AEEG,clicca per ingrandire) mostra, in rosso, l'unico rigassificatore esistente (Panigaglia, SP), con una capacità di 3,5 km³/anno, in verde i tre rigassificatori approvati (anche se quello di Brindisi è per ora stoppato) con una capacità di 20 km³/anno.
Esistono poi ben 10 progetti di nuovi rigassificatori (più un ampliamento), con una capacità di oltre 100 km³/anno (in azzurrosulla mappa). Solo una parte di questi progetti verrà approvato: dipende chi, tra Edison, Exxon, BP, Shell, Enel, Gas de France ecc. risulterà più "convincente".
La mappa ci dà comunque un'idea della valanga di impianti che potrebbero spuntare al largo delle coste italiane.
Mettendo da parte il pur importante argomento della sicurezza e dell'impatto ambientale, chiediamoci: servono davvero tutti questi rigassificatori?
Sembra che nell'immaginario collettivo i rigassificatori creino il gas dal nulla, mentre non fanno altro che fare evaporare gas precedentemente liquefatto presso i siti di estrazione.
Diamo un'occhiata al grafico qui a fianco (dati della California Energy Commission). Oggi ci sono nel mondo 26 impianti di liquefazione e 60 di rigassificazione: un rapporto di 1 a 2,3.
Tenendo conto di quelli in costruzione e in progetto il rapporto scende a quasi 1 a 2,7.
Insomma le potenze industriali storiche o emergenti fanno a gara a costruire rigassificatori sperando di assicurarsi una maggiore fetta di gas. In questo modo, le navi attraccheranno ai moli di chi pagherà il prezzo più alto disertando i rigassificatori dei mercati meno "attraenti".
Detto altrimenti, potremmo anche avere una grande capacità di rigassificazione, ma non è detto che potremo permetterci di pagare il gas liquefatto al prezzo medio di mercato.
Andiamo infine a fare i conti in tasca all'unico impianto di rigassificazione italiano, quello di Panigaglia costruito nell'area (di grande valore paesaggistico) di Portovenere. Non si tratta di indiscrezioni, dal momento che si trovano sul bilancio 2007 della società che lo gestisce, la GNL Italia.
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Indicatori |
2005 |
2006 |
2007 |
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Gas trattato (km³) |
2.49 |
3.13 |
2.38 |
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Utile netto (M€) |
9.15 |
7.77 |
5.20 |
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Indebitamento finanziario (M€) |
9.49 |
14.57 |
19.66 |
Non sono un esperto di bilanci, ma credo che chiunque possa notare che l'impianto opera ben al di sotto della sua capacità nominale di 3,5 km³, mentre i dati economici e finanziari non fanno certo pensare a un comparto giovane e in crescita...
Se l'unico rigassificatore italiano ha questa performance, chissà quale interesse hanno le multinazionali a costruirne così tanti...
Fonte: http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2008/05/i-rigassificatori-essenzialmente-inutili.html
Servono i Rigassificatori
URL:http://go-willywonka.blogspot.com/
Risposta
Grazie per il commento.
Valle dei templi: il rigassificatore
Ma perchè questo genere di impianto è un assurdo anche dal punto di vista tecnico, economico e della sicurezza, dimostrando l'incompetenza di chi lo propone.
Sinteticamente, il rigassificatore nasce contro l'ambiente (contaminazione dell'aria da gas di combustione inquinanti, dell'atmosfera da enormità di CO2 e gas serra, delle acque reflue da gas acidi abbattuti dai fumi della centrale termica, contaminazione del litorale fondali marini da metaniere avanti e indietro), contro la salute della popolazione (per le stesse ragioni precedenti), contro le alterazioni della troposfera a causa degli incrementi di temperatura dovuti agli scarichi di anidride carbonica e metano, contro le direttive U.E. cosidette 20-20-20 per le emissioni nocive e l'incremento, anzichè la diminuzione, nell'utilizzo di energie fossili non rinnovabili, contro il protocolle di Kioto per le emissioni firmato dall'Italia, contro le finanze della popolazione per le multe e l'acquisto di certificati verdi della U.E. per attività fortemente contaminanti l'atmosfera.
Inoltre il rigassificatore è pericolosissimo con rischio elevato di generare un disastro ambientale a causa di incidenti fortuiti per la massa enorme di gas liquefatto infiammabile ed esplosivo concentrata in serbatoi all'aria in prossimità della centrale termica, dove si provoca la combustione del metano per la rigassificazione. Come si fa per qualunque impianto (comprese le centrali nucleari) per proteggersi dalla esplosione dei nuclei infiammabili, tutto il sistema di stockaggio e lavorazione di masse enormi di gas liquefatto vanno confinate e segregate dall'ambiente circostante seppellendole in buncker di cemento armato in assenza di aria atmosferica o confinate in costruzioni di cemento armato con pareti a grande spessore in assenza di aria e con sistemi antiincendio e antideflagrazione automatici passivi.
Il rigassificatore è anche un assurdo economico, a carico della popolazione, perchè farà costare il metano uno sproposito, oltre a quanto già non costi ora, per gli investimenti elevatissimi necessari, per la liquefazione remota, per l'attracco il carico e il trasporto con una flotta di metaniere, per il travaso e la rigassificazione in Sicilia, trattandosi di un metodo obsoleto utilizzato negli anni 1960-70 prima dell'avvento dei metanodotti. Inoltre non esiste disponiblità di impianti di liquefazione del metano che possano rifornire detti rigassificatori, preferendo i produttori di metano, giustamente, alimentare direttamente un metanodotto senza spese e senza contaminazione ambientale locale (il metano è di per sè un potentissimo gas serra, ben superiore alla CO2). Quindi il rigassificatore sicuramente non avrà il metano liquido necessario per alimenarlo, perchè non esiste metano liquido disponibile, con il risultato di generare la solita cattedrale nel deserto, a spese, carico e obbrobrio della comunità. Nessunn produttore importante di energia punta su questo genere di impianti obsoleti, inquinanti, pericolosi e assurdi economicamente per trasformare inutilmente il metano in sè stesso ! Si veda per esempio cosa sta facendo Shell, che, molto più intelligentemente di Enel e Edison, sta costruendo in Qatar un impianti GTL (Gas To Liquid) per trasformare il metano in gasolio liquido ad alta purezza con la reazione di sintesi di Fisher-Tropf, per poi trasferire il gasolio liquido direttamente come combustibile liquido finale in Europa (per la locomozione, la generazione di energia elettrica, il riscaldamento, etc.). Non sarà forse la soluzione definitiva per l'avvenire, ma è comunque una soluzione per il breve-medio termine ben più intelligente ed economica della follia di Enel ed Edison.
Distinti saluti
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